Seconda convocazione del Consiglio comunale di Sezze
questa mattina alle ore 10. I
lavori dell’assise cittadina riprenderanno
da dove si erano
interrotti lunedì mattina, ovvero
dalla discussione del dodicesimo
punto all’ordine del
giorno, che riguarda la ratifica
della deliberazione della giunta
numero 72 del 9 novembre.
Si tratta di una deliberazione in
cui si affronta il problema relativo
al cambiamento dei lavori
per la costruzione di cappelle
cimiteriali, argomento che tante
polemiche ha suscitato nel
corso delle ultime settimane.
All’ordine del giorno anche la
discussione della mozione dei
consiglieri di minoranza avente
come oggetto la proposta di
modifica alle variazioni del
programma triennale delle
opere pubbliche. Una seconda
convocazione in cui non mancheranno
certamente prese di
posizione forte, così come del
resto è accaduto già lunedì.
Non si placano nemmeno le
polemiche riguardo l’ultima
seduta dell’assise cittadina. Il
vicesegretario dell’Udc, di
Sezze, Emiliano D’Arpino, dà
atto al commissario di Forza
Italia, Giovanni Del Duca di
«portare avanti la linea di opposizione
al centrosinistra che
si specchia nell’azione di verifica,
controllo e opposizione
consiliare del capogruppo Roberto
Reginaldi e di certo non in quella ‘inciucista’ e silente
del consigliere comunale Serafino
Di Palma, che da quando
si è insediato getta solo fango
addosso alle
opposizioni
consiliari».
Il vicesegretario
dell’Udc
evidenzia che
nel Consiglio
comunale di lunedì
nel corso
dei dodici punti discussi «non
si è ascoltato alcun intervento
del consigliere comunale Di
Palma, a differenza del capogruppo
di Forza Italia che, di
concerto con tutte le altre opposizioni,
ha dato seguito al
mandato ottenuto dalle segreterie
politiche
di Forza Italia,
Udc, An, Nuova
Dc e Area
democratica».
Nella riunione
di preconsiglio
queste forze di
oppos izione
avevano deciso di inchiodare la
maggioranza alla più ampia e
larga discussione in aula per
sottolineare le contraddizioni politiche: «Contraddizioni che
- continua D’Arpino - dopo
nove ore di dibattito su tutte le
problematiche della città sono
emerse con la mancanza del
numero legale. L’atteggiamento
di Di Palma non ci stupisce,
visto che non ha mai sottoscritto
le mozioni e le richieste di
convocazioni effettuate dalle
minoranze, anche per quanto
concerne la riduzione dei consigli
di amministrazione delle
aziende partecipate. D’altronde
Cerrone e Di Palma - continua
il vicesegretario dell’Udc -
erano contrari, probabilmente
devono difendere la presenza
della nuora nel cda della
Spl».
Per quanto riguarda il comportamento
del partito di Rinaldo
Ceccano, viene ribadito
che è stato l’Udc a presentare
le mozioni per ridurre il cda
della Spl; che lo stesso Udc ha
obbligato la maggioranza a
portare questo punto in consiglio
comunale in cui è stato
chiesto di nominare
soltanto il
presidente, cosa
consentita per legge,
per ridurre i
costi della politica:
«Di Palma non
ha mai detto una
parola, come in
tutte le altre questioni
che riguardano
la città. Dopo
aver guidato le
proprie truppe a
little big horn come
il generale Custer,
a Waterloo
come Napoleone,
capisca che è
giunta l’ora di ritirarsi
sull’isola di
Sant’Elena. Oppure dica chiaramente
alla città che è il cavallo
di Troia del centro sinistra.
D’altronde Di Palma non è già
stato votato dalla maggioranza
come presidente della commissione
Trasparenza in barba
agli accordi delle minoranze?
Non è Di Palma l’unico consigliere
comunale a cui il centrosinistra
riconosce la cortesia
istituzionale di invitarlo nella
commissione capigruppo, nonostante
non sia capogruppo di
alcunché?».
Giovanni Rieti (22/11/2007)
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