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Adesso che anche il consigliere comunale Enzo Polidoro ha abbandonato l’Italia dei Valori, il partito a livello locale rischia di scomparire definitivamente. Negli ultimi mesi, d'altronde, l’Idv era stato al centro di una serie di addii che non facevano ben sperare. Oggi, in linea di massima, il partito dovrebbe essere commissariato dato che lo stesso Polidoro ne rappresentava il leader e la figura più autorevole a Sezze e per certi aspetti anche in Provincia di Latina. La storia del partito locale di Antonio Di Pietro è ricca di scissioni, tradimenti politici e gazzarre che hanno prodotto polemiche a non finire. La prima scissione avvenne subito dopo le elezioni amministrative del 2007 quando un gruppo di sostenitori della squadra del sindaco Campoli fece i bagagli chiedendo e ottenendo il commissariamento del direttivo. Da allora una serie di vicende politiche e personali sono entrate nel cuore del partito stesso, disseminando veleni e partorendo altre dimissioni. I nuovi equilibri si ruppero con l’arrivo stesso di Enzo Polidoro e Luciana Lombardi provenienti dall’Udeur. Il loro ingresso produsse un’altra micro fattura che portò il consigliere comunale Ernesto Di Pastina (unico eletto alle comunali per la lista dell’Idv) a dichiararsi indipendente portandosi dietro l’assessore di riferimento, Bruno Cardarello. Le ultime battute, invece, sono recentissime, contraddistinte dalla lite tra il consigliere Lombardi ed Enzo Polidoro e dalla fuoriuscita dallo stesso partito della delegata del sindaco alle Pari Opportunità Enza Berti. Con la perdita di consistenza dell’Idv, acquista sempre più forza il cosiddetto gruppo degli indipendenti che in consiglio comunale è costituito da Di Pastina, Lombardi e ora Polidoro, con la conseguenza che la maggioranza consigliare ha meno politici e più rappresentanti a cui fare riferimento. Se si considera poi che, oltre ai tre indipendenti esistono altri consiglieri comunali che con i propri partiti ultimamente non hanno un buon rapporto, o non lo hanno per niente (Salvatore Leggeri, Lino De Angelis e Gianni Orlandi) il gioco per Campoli è davvero rischioso. A sostenerlo resterebbe il gruppo del Pd, che in questo periodo in merito a segreteria e direttivo naviga a vista.
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