Dire che siamo alle farse è poco. L’Adsl a Sezze Scalo resta un inutile acronimo inglese, una sorta di medioevo tecnologico, una chiara dimostrazione che esistono zone di preferenza e zone di sudditanza nell’espletamento dei servizi offerti alla comunità. Se a Sezze alta hanno la linea veloce da oltre due anni, nel campo inferiore gli utenti l’attendono da cinque, tre dei quali fatti di proclami, di annunci e prese di meriti per traguardi raggiunti inesistenti. Eppure l’ultimo comunicato diramato dal Comune di Sezze il 18 settembre scorso aveva fatto ben sperare. Si parlava di un «digital divide colmato», di un’Adsl a Sezze scalo «in dirittura di arrivo» e di «una attivazione imminente del servizio telefonico». L’assessore ai lavori pubblici, Pietro Bernabei, molto probabilmente suggerito dai tecnici della Telecom Italia, aveva addirittura dichiarato alla stampa la presunta data, «entro la metà di novembre 2008» poiché vi era stato «il completamento della fase di realizzazione del Ponte Radio della cosiddetta banda larga anche a Sezze Scalo». Nel gennaio del 2006, nella parte alta della cittadina di Sezze, era stato coprendo il 76% del territorio mentre il restante 24% era ed è ancora inabilitato al servizio. Le speranze di vedersi piombare in casa un tecnico per l’attivazione dell’Adsl restano. Gli utenti della pianura non demordono perché come è stato ampliamente affermato dagli attuali amministratori l’«Adsl non è più da considerarsi un plus, ma una necessità e, in quanto tale, va garantita a tutti i cittadini nelle medesime condizioni di accessibilità». Parole sacrosante, come sono sacrosanti i diritti di ogni cittadino, i numerosi vantaggi che le imprese possono e debbono avere così come i privati. A Sezze scalo però non «habeums l’Adsl», non «habemus un servizio idrico adeguato», non «habemus un controllo viario regolare» ma, per utilizzare due pesi e due misure, a Sezze scalo «habemus un inquinamento acustico e atmosferico ai limiti del consentito» e altri disservizi quotidiani. Queste… Una serie di voci polemiche che circolano nella frazione bassa setina.
Alessandro Mattei (09/12/2008)
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