La vicenda legata alla crisi dell’approvvigionamento idrico a Sezze scalo si aggrava. E’ notizia di ieri, infatti, che alla penuria idrica strisciante in pianura si aggiunge la non potabilità della stessa acqua che già nei giorni scorsi era iniziata a scarseggiare nelle abitazioni. Si tratta di una notizia immaginabile, prevedibile e mai ufficializzata come invece è accaduto ieri. Perché, fin quando sono i cittadini-utenti a lamentarsi, le polemiche lasciano il tempo che trovano, mentre quando intervengono le autorità allora le cose cambiano. La notizia della non potabilità dell’acqua allo Scalo è stata data a seguito di un sopralluogo effettuato a Sezze Scalo dal personale del Settore Tecnico del Comune di Sezze. Nell’acqua sono stati riscontrati corpi estranei ed una opacità dell’acqua destinata ad uso potabile che ha spinto il primo cittadino di Sezze, Andrea Campoli, ad emettere immediatamente un’ordinanza sindacale nella quale si comunica a tutta la popolazione residente a Sezze Scalo e zone limitrofe di «non utilizzare l’acqua del pubblico acquedotto per uso potabile fino a nuova disposizione». Il Sindaco Campoli, inoltre, ha ordinato alla “Costruzione Dondi” S.p.a, concessionaria del servizio idrico della città, di provvedere tempestivamente all’individuazione ed eliminazione delle cause di non potabilità dell’acqua e di provvedere, con ogni mezzo consentito, a dare la massima diffusione alla suddetta ordinanza ai residenti di Sezze Scalo e zone limitrofe.
Insomma quello che si temeva è accaduto. L’acqua allo Scalo non è potabile, molto probabilmente per via di una serie di problemi tecnici agli impianti di via Friuli e alle condutture colabrodo presenti in tutto il territorio di pianura.
La notizia della non potabilità dell’acqua va considerata all’interno di una diatriba decennale sfociata spesso in una serie di campanelli di allarme provenienti da più parti. Il problema dell’approvvigionamento idrico va analizzato, quindi, nell’ottica di una problematica trascurata, così come non sono state prese seriamente in considerazione le diverse interrogazioni presentate dai consiglieri comunali sui rischi per l’incolumità pubblica e sui danni prodotti all’ambiente dai liquami presenti nel torrente Brivolco.
Alessandro Mattei (28/05/2009)
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