Il senatore Ignazio Marino, candidato alla guida della segreteria nazionale del Pd, ha scelto Sezze per proseguire il suo tour nelle Province italiane. Ieri, presso il ristorante “Da Barbitto”, il professor Marino ha incontrato tantissimi militanti della provincia per spiegare i tratti salienti della mozione che lo vede in lizza alla guida del Partito Democratico contro Franceschini e Bersani. Nell’incontro pubblico, organizzato dall’on. Titta Giorgi, membro del coordinamento regionale e nazionale della mozione Marino, hanno partecipato autorevoli esponenti democratici tra cui Ileana Argentin, deputato Pd e candidata regionale nel Lazio per la mozione Marino, l’euro deputato Francesco De Angelis, Sandro Bartolomeo ed Ezio La Penna, rispettivamente coordinatore provinciale e locale della mozione Marino. Dopo una breve introduzione di Titta Giorgi, e dopo il saluto del Sindaco di Sezze, Andrea Campoli, è stato Sandro Bartolomeo ad aprire il giro degli interventi. L’ex sindaco di Formia ha tracciato la mappa delle adesioni alla mozione Marino che, da un piccolo gruppo, nel giro di poche settimane, è cresciuto e si è sviluppato ramificandosi in tutto il territorio provinciale. «Merito, laicità, tolleranza, serietà e professionalità – ha detto -gli aspetti che stanno determinando una spinta in avanti del gruppo che fa riferimento a Ignazio Marino». La parlamentare del Pd, Ileana Argentin, ha sottolineato, invece, quanto Marino rappresenti veramente il nuovo, il rinnovamento. «Abbiamo bisogno di rinnovamento - ha detto -ma che non sia solo anagrafico. I giovani debbono saper raccogliere vecchie e nuove idee per crescere e fare del Pd un partito aperto alle esigenze del Paese». Al senatore Marino, la chiusura degli interventi. Il luminare della medicina prestato alla politica ha iniziato il suo intervento citando Kennedy. «Voglio una politica del fare, dove il coraggio deve prevalere sulla timidezza». Il candidato, contrapposto a Bersani e Franceschini, ha comunicato alla platea di aver deciso candidarsi alla guida del Pd dopo essersi accorto che il partito, nel giro di pochi mesi dalle elezioni del 2008, ha mandato all’aria tutti i buoni propositi che avevano ispirato la grande adunata che aveva eletto Walter Veltroni segretario del nuovo soggetto politico. «Le correnti - così Marino -hanno prevalso sulla voglia di fare. Le correnti, che sono una malattia, hanno creato un nuovo potere e un nuovo sottopotere e il Pd si è diviso subito su questo». Solo per fare un esempio, Marino ha parlato delle mozioni di Bersani e Franceschini. «Prima che nascessero queste due mozioni – ha affermato il candidato Pd – già si erano creati gli schieramenti senza nemmeno sapere cosa volessero dire i candidati sulle molteplici questioni da affrontare». Al contrario, Marino, ha detto che la sua politica da subito ha scelto la chiarezza. Ha preso posizione schiettamente sulla laicità dello stato, contro il ritorno del nucleare, sull’immigrazione e sul testamento biologico. «Il Pd invece su questi temi, per bocca dei suoi leader, ha sostenuto tre posizioni diverse, disorientando l’elettore». Il problema è proprio questo: «Noi – ha chiuso il candidato Marino – vogliamo parlare con una voce sola».
Alessandro Mattei (16/09/2009)
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