E’ stato chiuso ufficialmente l’orfanotrofio femminile di Sezze sito in località Cappuccini. Anche se la decisione è stata presa lo scorso 13 novembre dalla giunta regionale con delibera numero 868, la notizia è stata diramata soltanto ieri. A decidere la chiusura l’assessore regionale alle Politiche Sociali e delle Sicurezze, Luigina Di Liegro, nel rispetto del sistema di riordino delle istituzioni pubbliche di assistenza e beneficenza deciso nel 2001 e in ottemperanza alla legge regionale 14 del 6 agosto 1999 sull’ “Organizzazione delle funzioni a livello regionale e locale per la realizzazione del decentramento amministrativo”. L’orfanotrofio setino è rientrato nei 23 IPAB (Istituzioni di Pubblica Assistenza e Beneficienza) che la Regione Lazio ha deciso di chiudere anche in virtù di una vecchia legge del 1890 dal titolo “Norme sulle istituzioni pubbliche di assistenza e beneficenza”. Ecco le motivazione presenti nella delibera di Giunta. «Rilevato che il Commissario regionale (Daniele Tasca, ndr) ha comunicato che non è stato reperito lo Statuto e l’atto di fondazione dell’IPAB e ritenuto che sussistono le condizioni per adottare il provvedimento di estinzione dell’orfanotrofio Femminile di Sezze, si individua, in mancanza di statuto e atto di fondazione, quale destinatario finale delle risorse umane, patrimoniali e finanziarie, il Comune di Sezze, che subentrerà, quale successore a titolo universale, in tutti i rapporti pendenti ed in quelli eventualmente accertati successivamente». In Comune la notizia ha spiazzato un po’ tutti e quello che si sa è che il caso verrà affrontato in una riunione la prossima settimana, alla presenza del sindaco Campoli e dell’ingegner Tasca. L’orfanotrofio fu fondato nel 1920 presso il “Regio Conservatorio Corradini”. Nel 1925 il primo trasferimento nei locali dell'ex convento di San Bartolomeo poi nel 1950, nella struttura di via Cappuccini presso la “Colonia Agricola Pontina” in disuso da oltre 30 anni.
Alessandro Mattei (09/01/2010)
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