|
|
La convivenza difficile
La protesta del quartiere Casali

| (Il canale incriminato)
|
Sono nauseabondi gli
effluvi che raggiungono
Sezze Scalo dopo aver
percorso buona parte della
contrada Casali da dove
raggiungono
per caduta il
fosso Bivorco.
Ma nelle
sere estive e
st ran amen te
ogni sabato
sera e nei
week end la
puzza che si
solleva dall’area
in cui è
posto anche
il depuratore
della Dondi
spa diventa
ins oppo rtabile.
Acre e
pestilenziale.
Q ue st ’a nn o
infatti nonostante
le ripetute
disinf
e s t a z i o n i
del territorio
zanzare tigre
ed insetti di
ogni genere
e forma hanno
«allietato
» le serate
estive dei residenti,
costretti
a ricorrere
ad ogni tipo di
rimedio pur di sottrarsi
alle punture di animali
che vivono negli scarichi
a cielo aperto, a Casali
come a Crocemoschitto o
in via Bertonia.
La puzza di liquami putridescenti
arriva ad ammorbare
chilometri e chilometri
di raggio. Gli abitanti
del quartiere Casali,
sembrano ormai rassegnati
a convivere con questo
fetore che quasi quotidianamente
invade le loro
giornate.
I cittadini di Sezze invece
non sembrano altrettanto
propensi ad accettare che
il paese si presenti con un
biglietto da visita a dir
poco scandaloso. La puzza
di fogna a cielo aperto
che invade parte dello
Scalo all’altezza del fosso
Bivorco, le famigerate
Coste e raggiunge, con il
vento favorevole, anche
via Fontana del Sordo e
Crocemoschitto invade
costantemente via Crocevecchia
e quindi i Casali.
Frattanto gli amministratori
di Sezze non ne appaiono
scandalizzati. Si
attende di riprendere la
vita amministrativa e si
annuncia il prossimo bando
per la realizzazione del
depuratore che la Regione
Lazio ha finanziato dovendo
prendere provvedimenti
dinanzi ad un simile
scempio ambientale.
Perpetrato, si badi bene,
grazie alla crescita incontrollata
di cui si parlava
ieri. Una cecità amministrativa
ed urbanistica che
è tornata come un boomerang
in faccia ai cittadini,
mentre ai politici locali ha
garantito la poltrona per
ve nt ’ a nn i
e più.
Ma cosa
a c c a d r à
nei prossimi
mesi?
C’è
chi giura
che il problema
che
a t ta n a gl i a
a n c o r a
oggi chi
deve avviare
le
procedure
p e r l a
p ub bl ic a
gara sia la Dondi spa.
Questa società può esercitare
un diritto, diciamo di
prelazione, sui lavori che
dovranno portare all’esecuzione
del progetto?
Perché ancora oggi a distanza
di 15 mesi dall’annuniciato
finanziamento
della Regione Lazio non
v’è traccia di pubblici atti
prodromici alla procedura
del bando? Cosa teme di
dover fare la Giunta Campoli
prima di dipanare la
matassa del Lodo Dondi?
O il depuratore sta alla
Dondi come la Dondi sta
al Lodo?
Elisa Fiore (01/09/2008)
|
 |
|
|
|
|
|
|