Siamo entrati nella fase più animata della campagna elettorale. I candidati sindaco cominciano a rappresentare pubblicamente le proprie coalizioni e a dare chiare indicazioni sui programmi elettorali. C’è chi lo fa dicendo esplicitamente cosa vuole fare e chi invece cerca di non dice nulla, creando castelli di fumo attorno ad argomenti che non gli appartengono. La cosa comune a tutti sembra essere l’importanza che viene data alle frazioni del paese, in modo particolare allo Scalo, luogo che per forza di cose ne rappresenta lo sviluppo. E’ necessario mettere in evidenza chi ha sempre lottato per questa zona periferica di assoluta rilevanza, chi ha sempre lottato per lo sviluppo del nostro territorio, battendosi per il potenziamento delle infrastrutture, della viabilità, per l’attenzione rivolta all’inquinamento, all’agricoltura, alle classi meno abbienti, allo sport. E con assoluta certezza possiamo affermare che Serafino Di Palma è l’unico tra i candidati sindaco che si rispecchia in questa descrizione. C’è odore di naftalina nei discorsi che propone il candidato dell’Unione Andrea Campoli; discorsi nei quali è chiara l’assenza di un programma elettorale degno di una comunità come la nostra; ed a sottolinearlo è lui stesso. L’Unione non ha formulato un programma elettorale, con la giustificazione che qualsiasi tipo di programma elettorale rappresenta carta straccia che cade nel dimenticatoio il giorno dopo le elezioni. Il massimo esempio di coerenza: meglio non prendere nessun impegno quando sei sicuro di non potarlo a termine! C’è odore di naftalina nei discorsi di Campoli, che mirano, come la tradizione che la sinistra del nostro paese ci insegna, a generare delle classi sociali ben distinte, a creare spaccature all’interno di un popolo, quello setino, che mai come oggi ha bisogno di essere coeso. Perchè, se un candidato sindaco in un confronto pubblico con gli altri candidati, parla di atteggiamento leghista da parte di chi si è sempre battuto per i diritti degli abitanti di Sezze Scalo, luogo dove egli stesso è cresciuto, dove risiede la sua famiglia, dove ha coltivato delle amicizie, mira, ad accattivarsi le simpatie degli altri abitanti di Sezze. Campoli probabilmente è consapevole che in pianura per lui è difficile raccogliere consensi e pensa, quindi, che screditando Di Palma agli occhi del resto dei nostri concittadini i suoi consensi possano aumentare. Questo è un atteggiamento leghista! Un ragazzo di poco più di trenta anni che si trova alla guida di una coalizione formata dalle persone che hanno sempre fatto parte del nostro scenario politico; le stesse persone che in cinquanta anni di governo si sono alternate e succedute a cadenza quasi regolare; quelle persone che hanno fatto sì che Sezze abbia perso il ruolo di paese leader dei Monti Lepini, consegnando alle generazioni che li succedono un paese privo di molte strutture e infrastrutture, servizi, e programmi di sviluppo fondamentali per la vita di un paese che deve essere moderno e al passo coi tempi. Campoli sembra guidare una squadra fatta al contrario; cerchiamo di immaginare l’amministrazione comunale come una squadra di calcio e ci rendiamo subito conto delle differenze sostanziali: in una squadra di calcio l’allenatore è la persona matura, che per anni ha fatto esperienza sui campi di calcio, che ha affrontato molti avversari e che dopo tante battaglie, si trova, magari, a guidare una squadra blasonata, nella quale i giovani calciatori, insieme a qualcuno d’esperienza, mettono a disposizione capacità fisiche, tecniche e tattiche, ma soprattutto tanta voglia di fare, di emergere, di diventare i più bravi e di farsi ricordare come fuoriclasse. Questa è senza dubbio la descrizione della squadra della Casa della Libertà! Sembra che le cose nell’Unione siano del tutto opposte
Il Direttivo Di Giovani Per Sezze (03/05/2007)
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