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“- - cos’era questa idea folle di un’altra se stessa che si allontanava nella notte?
Paura, paura folle di essere già fuori di sé, sogno premonitore ad occhi aperti: visione simbolica di una morte interiore - - - ma perché proprio su questa strada che sembra essere parte della sua vita, ormai- - - Troppe letture sul paranormale.”
[ - ] “- - persone accorrono dal ristorante. Nessuna traccia di una donna giovane e triste che camminava nella notte in direzione opposta, dietro la curva - - - ma una donna altrettanto giovane, con belle gambe e capelli rossi, che giace lì, sull’asfalto lucido di pioggia”.
Due significativi stralci del racconto “L’incontro” che da anche il titolo alla raccolta di racconti brevi della scrittrice Paola Pica, sono storie che affrontano i temi dell’amore, amore vissuto come irrinunciabile esperienza dell’”anima”, prima ancora che della vita.
L’autrice, Paola Pica, ha il dono di una scrittura chiara, scorrevole, molto “giornalistica” che contribuisce a rendere queste storie, di per sé intense e accattivanti, una piacevole e gratificante lettura per quanti amano guardare con leggerezza ma non con disimpegno al tema dell’amore. In tutti e cinque i racconti che compongono la raccolta “L’incontro” il tema centrale è l’amore, amore che diventa un pretesto, un input per percorrere il sentiero della ricerca interiore.
Una ricerca che sfocia in un caleidoscopio di emozioni, in una serie di “ritratti” che compongono un affascinate puzzle o, se si preferisce, uno spietato specchio del modo d’essere, di vivere, di sentire l’amore della donna di oggi.
Uno specchio che ci rimanda anche ad un affresco sociale e psicologico di una femminilità e di un femminile che ha, ormai, stemperato la rabbia degli anni ruggenti del femminismo.
Sono racconti, questi di Paola Pica in cui davvero ogni lettore, più ancora ogni lettrice può ritrovarsi, riconoscervi come proprie le delusioni, le speranze, le aspettative delle protagoniste. Ma, sgombriamo il campo da qualsiasi equivoco: la scrittura di Paola Pica è una scrittura molto femminile ma non “rosa”
Piuttosto vi ritroviamo uno stile, “una tecnica narrativa basata su una sequenza di anticipazioni e flash-back che continua a distinguerla come appartenente a quella corrente di narratori che si muovono con disinvoltura nel ”flusso della coscienza”.
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