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“Io non domando a che razza appartiene un uomo; basta che sia un essere umano; nessuno può essere qualcosa di peggio”.
Quest’ amara citazione di Mark Twain per introdurre il libro di oggi: “Imbarazzismi. Quotidiani imbarazzi in bianco e nero” del medico italo-togolese Kossi Komla-Ebri; una divertente, ironica, umoristica raccolta di racconti-flash sul razzismo, che si manifesta quotidianamente nelle più banali circostanze, scritti da un “nero”.
Trenta micro racconti, trenta esilaranti scenette che si leggono in un lampo, e, come un lampo illuminano oscurità, sofferenze, e permettono di capire situazioni difficili “gravi ma non serie” e fanno riflettere… riflettere a lungo.
Nella prefazione, ― Laura Balbo, Presidente dell’Associazione Italia-Razzismo e Ministro per le Pari Opportunità nel precedente governo D’Alema, ― sottolinea sono “scritti che ci rimandano l’immagine di ‘noi’ che hanno gli ‘altri’ e che descrivono, da punti di vista che appunto non sono i ‘nostri’, situazioni del vivere quotidiano: spesso situazioni di imbarazzo, come questo libro mette in luce, presentando efficacissimi squarci di vita italiana.”
Il razzismo, di cui parla o meglio di cui scrive il dott. Kossi, non è quel razzismo cattivo, esacerbato, fatto di sopraffazione quel modo d’essere come – recita il vocabolario – “tendenza psicologica o politica, suscettibile di assurgere a teoria o di essere legittimata dalla legge, che, fondandosi sulla presunta superiorità di una razza sulle altre o su di un’altra, favorisca o determini discriminazioni sociali o addirittura genocidio”.
No, il razzismo di cui racconta con grande ironia e leggerezza il libro è il razzismo espresso da “noi brava gente” che parliamo “senza cattiveria” ma ci esprimiamo per luoghi comuni, per pregiudizi, per ignoranza o molto più semplicemente parliamo un attimo prima di “aver collegato il cervello”. Ed ecco allora il giovane dottore togolese ( in Italia dal 1974, medico dell’ospedale Fatebenefratelli,) ricevere in un treno locale una esilarante lezione di geografia :“ Tu da che paese Africa venire? (…) “Ah Togo! Nel tuo dialetto forse dire “Togo”, ma da noi in italiano dire “Congo”. Tu capire? Congo!”.
“Imbarazzismi”,(ed. Dell’Arco–Marna, pag.64 Euro 6,20) il titolo del libro è un neologismo creato dallo stesso Kossi Komla-Ebri ed è un termine “che racchiude in sé quelle situazioni a metà strada fra imbarazzo e razzismo che scaturiscono dall’imbarazzo della differenza. Perché ormai l’Italia è di fatto una società multietnica e multiculturale che tuttavia fatica a coniugarsi al plurale. Per fare ciò necessita di spazi di incontro con l’Altro, il ‘diverso da sé’…Imbarazzismi vuole essere uno spazio virtuale all’incontro dove confrontarsi civilmente e assieme decostruire con ‘leggerezza’ i nostri rispettivi stereotipi, pregiudizi e luoghi comuni”.
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