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Italia dei Valori è guerra aperta
Sezze, continua il pesante scontro interno al partito di maggioranza
IN MERITO all’intervento di Giovanni Paolo Di
Capua contro la S.p.l. Sezze spa, il circolo di Sezze
dell’Italia dei valori per voce del commissario
Elisa Fiore chiarisce che il 20 giugno del 2007 il
circolo comunale del partito è stato commissariato
con nomina diretta del segretario provinciale. Che
l’Italia dei valori di Sezze non ha mai deliberato in
merito alla gestione della Spl e che, pertanto, le
dichiarazioni di Giovanni Paolo di Capua sono da
ritenersi a tutti gli effetti a titolo personale. Il
circolo declina ogni responsabilità per eventuali
azioni giudiziarie che potrebbero derivare dalle
esternazioni presenti e future di Paolo di Capua,
essendo lo stesso destituito e dimesso da ogni
ruolo e funzione del partito Italia dei valori con
mozione di sfiducia del 18 giugno scorso. Per
questo motivo il circolo setino dell’Italia dei valori
diffida ad intraprendere con il Di Capua qualsiasi
trattativa a nome e per conto dell’Italia dei valori.
Continua la querelle interna al partito setino di Di
Pietro con Giovanni Paolo Di Capua che in virtù
di questa nota del commissario Elisa Fiore torna
ad affermare che non risultano documenti ufficiali
di sfiducia nei suoi confronti avvenuta in una
regolare riunione di partito, tanto meno in quella
del 18 giugno: «nessuno ha avanzato proposte di
sfiducia e di conseguenza non si è svolta alcuna
discussione in merito. Peraltro detta riunione non
consisteva in una seduta della direzione comunale,
bensì in un semplice incontro di alcuni candidati
e di una sparuta minoranza dei membri della
segreteria. Risulta - continua Di Capua - sconosciuta
la motivazione di tale ipotetica sfiducia». Di
Capua evidenzia in tutta la vicenda la mancanza
del rispetto delle più elementari regole democratiche
che dovrebbero caratterizzare l’attività di un
partito e come la vicenda «assuma i connotati di un
colpo di mano». Di Capua sostiene di «rappresentare
legittimamente il partito Italia dei valori, fin
quando gli organi superiori non ritengano di dover
fare chiarezza e favorire una soluzione seria alla
vicenda, agitata, forse, da una irresponsabile minoranza
del partito».
G.r. (13/07/2007)
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