«Un piccolo pezzo di storia che viene recuperato, un altro elemento caratteristico dell’architettura del nostro centro storico e della chiesa di San Pietro e Marcellino. Seppur piccolo, l’intervento è comunque significativo per la valorizzazione urbanistica del paese, per la memoria storica della nostra città e della comunità religiosa. La croce rappresenta il simbolo della cristianità e mancava dal campanile più alto della città da molti anni». Il consigliere anziano Titta Giorgi si riferisce alla croce di marmo che lo scorso 19 dicembre è stata issata sulla cupola della Chiesa San Pietro e Marcellino in piazza Margherita a Sezze. La croce, allora in ferro e lega, venne abbattuta a seguito di un fulmine che colpì la chiesa e la stessa croce nei primi anni Novanta del secolo scorso. Mentre la copertura della chiesa venne ristrutturata, la croce non fu più risistemata e venne dimenticata. Se oggi la croce è ricomparsa sul punto più alto del centro storico è per iniziativa della Confraternita dei Sacconi e soprattutto per Vittorio Evangelista che ha voluto che la croce venisse di nuovo installata. L’intervento è stato possibile grazie all’interessamento logistico della SPL Sezze e del suo presidente Vincenzo Rosella e grazie a Luigi Fanella l’artista setino che ha realizzato la croce in marmo. Il supporto in ferro è stato realizzato dallo stesso Titta Giorgi, mentre la ditta Vincenzo Palazzi ha messo a disposizione la gru per issare la croce. Il consigliere comunale ci tiene a sottolineare che per tutta la città la croce significa molto. E’ solito dire, infatti, che anche dai piccoli interventi si denota l’interessamento di una persona alla propria città. La messa in opera della croce ricade nell’Anno Caroliano. E’ notoria la devozione del Santo setino per l'altare della Madonna dinanzi al quale San Carlo sostava in preghiera. La chiesa già in passato è stato oggetto di restauro. Encomiabile il lavoro del frate cappuccino, Padre Reginaldo Zamboni, rimasto nel cuore di tutti i parrocchiani. Malato, solo ed anziano, egli si prodigò comunque per far sì che San Pietro tornasse ad essere l'orgoglio della città. Stesso discorso per l’orologio del campanile che oggi è di nuovo fermo perché nessuno si è più curato dalla sua manutenzione dopo il restauro avvenuto diversi anni fa assieme a quello della facciata e della sacrestia. La chiesa fu edificata nel 1589 con l'intervento del comune di Sezze che stanziò ben 70.000 scudi per la sua realizzazione, essa tra l’altro ospitò addirittura la famosa Accademia degli Abozzati.
Alessandro Mattei (24/12/2009)
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