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Irlanda : Consigli di Viaggio

Il racconto di un'incantevole esperienza


Irlanda

CEAD MILE FAILTE
LA MIA ISOLA DI SMERALDO.


Più che un racconto di viaggio, ( per quanto appassionante e ben argomentato, resta sempre qualcosa di soggettivo ) , spero che questa mia esperienza, vi sia di aiuto per futuri viaggi in Eire, magari sciegliendo itinerari e luoghi a voi più consoni, affinchè la magia dell'isola verde, possa rapirvi gli occhi, la mente, la fantasia ed il cuore, e la cosa, vi assicuro, assume probabilità elevatissime, tutte le volte, che un viaggiatore ( e non un turista ) ha la fortuna di camminare sul suolo irlandese e parlare con i suoi abitanti, quelli reali, e quelli fantastici, che molto spesso, tendono a ........coincidere.

Irlanda : Consigli di Viaggio.

Innanzi tutto, l'Irlanda, non è un luogo ideale da visitare, per tutti coloro che hanno aspettative di divertimento, locali alla moda, discoteche e tutto ciò che può essere legato ai nostri schemi festivi, o meglio in Europa ci sono decine di altri posti migliori, in tale prospettiva ( Barcellona, Ibiza, Amsterdam, Londra, Berlino).
Se amate l'arte, come abitatori dell'Italia e discendenti della grande gente che ha abitato ed abbelito la nostra nazione, non sperate di trovare nulla di simile o anche lontanamenmte paragonabile, altrimenti la vostra delusione sarà cocente.
Evitate le città, che a dire il vero sono solo 5 in Eire ( Dublino 1 milione di ab., Cork – 220.000 ab., Limerick – 70.000 ab., Galway - 60.000 ab., Waterford - 40.000 ab.) + 1 in Ulster ( Belfast – 300.000 ab.), perchè, ad eccezione di Galway, sede di un'università gaelica e città giovanile con atmosfere anni 70', e di Belfast, ricca, dal colore rosso dei mattoni degli edifici del centro storico, molto simile a Glasgow, il resto, è tutto ordinario, ovvero città del nord europa, l'una uguale all'altra, senza nessun motivo valido, che giustifichi una vostra sosta più lunga di un giorno, rispetto invece alle mille cose magiche che l'isola di smeraldo offre ai suoi visitatori, soprattutto nelle aree rurali.
Inevitabile, per il sottoscritto, affinchè i lettori possano farsi un'idea precisa dei luoghi raccontati, è l'adozione di una Legenda, che vado a spiegarvi :
* = 1 stella
Niente di Speciale, tranquillamente escludibile da una vacanza in Irlanda ;
** = 2 stelle
Carino, senza pretese di eccellenza ;
*** = 3 stelle
Imperdibile, non può mancare da un tour nella regione che si è deciso di visitare ;
**** = 4 stelle
Imperdibile e Magnifico ;
***** = 5 stelle
Imperdibile, Magnifico, Unico al Mondo ;
****** = 6 stelle
Semplicemente un SOGNO !!!!!!!!

L'Irlanda è divisa politicamente in due stati, l'Eire ( Repubblica Irlandese, con 26 contee ) e l'Ulster, regione del Regno Unito, che conta 6 contee ; in tutto 32 contee, che tuttavia geograficamente, storicamente e culturalmente vengono suddivise in 4 regioni : il Leinster ( Sud-Est ), l'Ulster ( il Nord ), il Munster ( Sud-Ovest ) ed il Connaught ( Ovest ), e nelle contee di Kerry, Galway, Mayo, e Donegal, troviamo alcune zone che rappresentano il Gaeltacht, ossia quei territori dove ci si esprime principalmente in gaelico, anche se con l'inglese, vi troverete a vostro agio ovunque.
Allorà perchè andare in Irlanda ???????
Innanzi tutto per amminare la perfezione della natura, la dolcezza di suoi paesaggi da sogno, la forza ed il timore delle sue scogliere a strapiombo ; poi per la cultura, legata indissolubilmente alla sua storia, alla sua eccellente produzione letteraria e musicale, che ci racconta di una terra forte ed austera, delle sofferenza delle sue genti, delle ferite ancora aperte della dominazione inglese.
Lo spirito di un popolo indomito e fiero, che fa della sua identità, la colonna sonora delle sue ballate, o la struttura delle opere letterarie dei premi nobel, che hanno dato al mondo produzioni meravigliose, e che possiamo racchiudere nella triade : Joyce, Yeats e Beckett.
In Irlanda non andate mai negli hotel, sono tutti molto cari, e raramente garantiscono un servizio all'altezza del prezzo pagato, tralasciando poi la pulizia dei locali, che assolutamente è molto lontana dagli standard italiani.
Il binomio perfetto, da poter utilizzare anche singolarmente è rappresentato dall'affitto dei Cottages ( si oscilla da 400,00 a 600,00 euro a settimana, per cottages di 5/6 persone ) oppure il Bed and Breakfast, con prezzi che oscillano tra i 30,00 ed i 40,00 euro a persona prima colazione irlandese compresa, e con un livello altissimo o comunque sempre più che confortevole, per ciò che riguarda le stanze.
Noleggiate un auto o una moto, e non fatevi mettere paura dalla guida a sinistra, perchè, dopo i primi 10 minuti, vi sembrerà di aver guidato sempre così, ma mantenete sempre un po' di concentrazione in più, nei pressi degli incroci, dove è più facile fare un po' di confusione mentale.
Ombrello, abbigliamento estivo non troppo leggero, qualche giubottino in più, scarpe comode e ben solide, macchina fotografica, telecamera, una guida e........penso non manchi nulla.
Io vi farò partecipi del mio viaggio fantastico di 50 giorni, che da Sezze, mi ha portato a conoscere questa nazione unica.
Vi racconterò allora della MIA ISOLA, e come ogni buon padrone di casa, vi accolgo con il saluto gealico con cui gli irlandesi accolgono i viaggiatori :
CEIDE MILE FAILTE.........Mille Volte Benvenuti.

1° PARTE
SEZZE (LT);
Wicklow (Co. Wicklow – 45 km. a sud di Dublino);
LEINSTER;

Partenza la mattina ore 5 da Sezze, direzione Firenze – Genova – Torino - Aosta, turni di guida di tre ore a testa ( siamo in tre ) e prima notte in hotel prenotato a Chambery, nella Savoia francese ; alle 12:30 siamo già nel capoluogo della Valle D'Aosta ( abbiamo trovato poco traffico ed abbiamo mantenuto una media costante di 130 Km orari, 2 fermate in autogrill incluse ).
Pranziamo alle pendici del Monte Bianco, e subito dopo attraversiamo il tunnel, ma usciti nel versante francese, forse perchè in grande anticipo sulla tabella di marcia, sbagliamo qualche strada, ed arriviamo a Chambery, due ore dopo, verso le 17:00 ; albergo, doccia, passeggiata per questa cittadina molto.......piemontese e con architettura reale, poiché sede per molti anni della famiglia dei Savoia. Cena veloce, e poi al letto, domani dobbiamo dare l'assalto alla rete stradale francese, e la prossima tappa sarà Rennes, in Bretagna, a circa 100 km da Roscoff, dove ci attende la nostra nave, la Normandy, che ci porterà in Irlanda.
Partenza ore 9:00, dopo abbondantissima colazione francese : attraversiamo tutta la Francia fino a Parigi, passando a Lione ed Auxerre e soprattutto la campagna francese, la Borgogna in cima a tutto, con campi coltivati a perdita d'occhio, poche città ed un paesaggio bellissimo che rartamente si incontra in Italia. Arrivati a Parigi, ci immettiamo sul raccordo anulare, che facciamo 2 volte perchè non ci accorgiamo in tempo dell'uscita giusta ; la seconda volta, invece, facciamo inversione alla Defense, e via verso Le Mans e la Bretagna.
Arriviamo a Rennes anche oggi con un anticipo abissale sul programma stabilito, e la cosa risulta essere molto buona, visto che poi perdiamo 2 ore per ritrovare il nostro hotel, che si trova fuori città, e che per nostro “provincialismo acclarato”, pensavamo di ritrovare in un battibaleno, omettendo che Rennes, è una città turistica di 300.000 abitanti, e senza la conoscenza esatta dell'indirizzo........insomma, ci siamo capiti.
Rennes è bellissima, sembra una città fiamminga, con il centro storico ricco di case di legno con quelle particolari architetture ; cena in un ristorante greco, giro serale in città, e poi in albergo, per prepararci alla nostra prima escursione vacanziera ( la mattina ) ed a salpare il pomeriggio, verso l'Irlanda.
La mattina, la giornata sembra chiusa, uggiosa, ma è solo un attimo, perchè con l'Oceano a due passi, il tempo è molto variabile, così, appena ci avviciniamo alla nostra meta, Mont Saint Michelle, il sole fa capolino e scaccia la nebbia e le nubi. Mont Saint Michelle ( ***** ), è un posto unico : una città medievale, fortificata, che con la bassa marea è raggiungibile con le auto e una strada di comunicazione, ma con l'alta marea ( 19 metri ), diventa un'isola inaccessibile.
Il Borgo è bellissimo, pieno di edifici medievali e di negozi, di souvenir e scorci panoramici ; sulla cima della collina, c'è un castello, sede delle autorità ecclesiastiche e militari che lo governavano, da cui si vede il bagnasciuga che si estende per kilometri e kilometri,, e che ha fatto, nel corso del tempo, numerose vittime, rimaste incastrate nella raccolta dei molluschi che vi si trovano, ed affogate poi con l'arrivo della marea. Finita la visita, torniamo all'auto e mentre ci incamminiamo, vedo una cosa stranissima : il fiumiciattolo che si getta nel mare, è incalzato da una corrente in senso inverso.........è la marea che comincia ad arrivare, ed è stranissimo per il sottoscritto, vedere questo prodigio della natura. La ciliegina sulla torta, di un escursione e di un luogo, che da solo, vale la pena di un apposito viaggio ........in quel momento promisi a me stesso che un giorno sarei tornato, magari con compagnia femminile, perchè il luogo è molto romantico e assicura un colpo diritto al cuore.
In macchina direzione Roscoff, attraverso la Normandia e la Bretagna, su strade perfette ( le superstrade sono tutte a 3 corsie + corsia di emergenza ), con paesaggi bellissimi, e soprattutto con paesini che cominciano ad assumere la conformazione urbanistica dei loro dirimpettai in Cornovaglia ed in Irlanda, con le case bianche e tetti neri spioventi.
Arriviamo a Roscoff, e la nostra nave è lì pronta ad imbarcarci ; la Normandy stazza 5.000 tonnellate, ha un equipaggio di 800 persone e può trasportare fino a 1.500 passeggeri ; cabine di prima classe, con oblò, frigo, bagno interno e colazione pagata..........tutto alla grande. Saliamo, e si parte, con un emozione unica per chi fa quel tipo di viaggio per la prima volta ( i miei due amici non la prendono benissimo, uno vomita, l'altro ci manca poco ), mentre per me, che in nave ho viaggiato spesso, è sempre come la 1° volta :............. bellissimo !!!!!!!!!
La sera, dopo una cena decente, il vomitante sta stirando le cuoia sul letto della nostra cabina, mentre io e il mio amico andiamo nella sala degli spettacoli e giochiamo 10 minuti a Black Jack, facendoci pelleccare 20 euro a testa ( penso che il vero motivo della defaiance del nostro vomitante, sia stata la paura di perdere qualche euro, più che l'instabilità del suo stomaco, visto che si è rimpilzato con un cinghiale, durante la cena...... ) ; dopo un ultimo giro sul ponte, verso mezzanotte, torniamo alla nostra cabina, e le nostra fantastica giornata finisce così.
La mattina ci alziamo presto, ed andiamo alla nostra Irish Breakfast, a cui arriviamo con un ora di anticipo, poiché ancora non abbiamo regolato gli orologi con il nuovo orario ; comunque, pancetta, salsicce, black pudding, uova fritte, pomodori, pane di patate, frutta, succhi, latte, tè, cereali : essendo tutto compreso nel prezzo della cabina, capite benissimo che ci siamo fatti pochi scrupoli, in tema di bon to a tavola e galateo. Alle 9:30 avvistiamo il faro del “porto” di Rosslare, ovvero una banchina singola, dove, ci va, e neanche tanto larga, una sola nave della stazza della Normandy : finalmente l'Irlanda. Sbarchiamo, ci controllano la targa per la nostra provenienza U.E., e via, attraverso la contea di Wexford, direzione Wicklow. Su quella che dovrebbe essere un'autostrada ( scordate ogni nostra cognizione in merito ), incontriamo venditori ambulanti di fragole, oltre che diversi fattori a bordo dei loro trattori, che ci danno sempre il via per sorpassarli ; dopo un ora abbondante ( la media di percorrenza delle strade irlandesi oscilla tra 70 ed 80 chilometri l'ora, poiche' le autostrate passano attraverso i centri urbani e sono molto spesso caratterizzate da semafori ), arriviamo a Wicklow, la città capoluogo della contea.
Tutte case a schiera bianche con tetti colorati ( marroni, verdi, gialli, blue ), un centro carino, il porto e 7.000 abitanti, tra cui almeno 1.000 immigrati indiani ; prendiamo possesso della nostra stanza nel nostro B & B, scambiamo due parole con la famiglia che ci ospita, dopo un buon caffè che ci facciamo, grazie alla macchinetta portata dall'Italia e del caffè annesso.
Wicklow ( ci staremo per 5 giorni ) è un posto ideale per vedere le cose più notevoli del sud-est, ossia la Military Road con Sally Gap, Powerscourt, Glendalaugh, Newgrange e Dublino ( che ho dovuto per forza della democrazia annettere al programma ).
La sera, mentre passeggiamo a Wicklow, vicino al porto, la prima scena mozzafiato : migliaia e migliaia di Corvi e Cornacchie, che al tramonto tornano dalle foreste ( il Sud – Est d'Irlanda ne è molto ricco ) e si fermano sui tetti e le case della città : una scena da film, come nel film Gli Uccelli di Hicthcock.........da far rabbrividire.
L'indomani andiamo a visitare il sito monastico di Glendalaugh ( *** ), tra due laghi ed un paesaggio mozzafiato, dose visse S. Kevin, e che narra di tutte le sue vicende storiche oltre alle leggende legate alla figura del santo ( la più importante quella dell'uovo che una merla gli depositò nella sua mano, che trattenne immobile fino alla schiusa dello stesso ). Il pomeriggio torniamo a Wicklow, ed andiamo a cenare in un pub del porto, vero ed autentico come quelli visti centinaia di volte nei film, con tipacci burberi e simpatici di ritorno dalla loro imbarcazioni, foto e cimeli della vita dei pescatori, cibo senza sapore , pulizia e ordine – parole non comprese nel vocabolario locale. Cominciamo ad entrare nella vera vita degli irlandesi.
Il giorno successivo, visitiamo Powerscourt ( ** ) , una residenza baronale con giardini molto carini ( set di molte riprese del film di Kubrik “ Barry Lyndon” ), ma il tempo non ci accompagna, e dobbiamo andare di corsa nel refettorio, per un improvvisa crisi ipo-glicemica di uno della nostra compagnia.......sembra che ancora non si abitui a nuovi regimi alimentari ; nel pomeriggio percorriamo la Military Road, fino a Sally Gap ( **** ): queste colline, sono considerate il giardino di Dublino, perchè riescono comunque a dare un'assaggio paesaggistico e degli sprazzi puri, della vera Irlanda. Infatti, finalmente la brughiera, valli incontaminate, l'edera, i riflessi marroni delle colline, che contrastano col verde acceso della vegetazione, con il blue dei laghi ed il cobalto del cielo......... Fino alla costruzione della strada, queste zone erano il rifugio dei banditi e degli oppositori del governo inglese, e vedendole se ne capisce il perchè...........ah dimenticavo, pecore a non finire, al pascolo libero, ovunque, dappertutto.
Oggi, purtroppo, dobbiamo andare a Dublino ( * ), una città non brutta, con O' Connel Strett, Grafton Strett, come vie principali, Temple Bar, il quartiere degli artisti, il Trinity College, i giardini di Santo Stefano ( carini ) e la Guinnes Brewery : una birreria visitabile sole nella parte destinata a tale scopo ( non negli stabilimenti ).
Alla fine, dall'ultimo piano, ti offrono una Guinnes, con vista panoramica di Dublino ( si può fare ), ma personalmente, ritengo la Guinnes troppo pastosa per i miei gusti ; preferisco di gran lunga la Kilkenny in lattina, con pallina incorporata che garantisce una schiuma corposa. Le altre birre irlandesi sono la Murphy ( ancora più pastosa della Guinnes ) e la Harp, gradevole e leggera.
Torniamo a Wicklow, con la conferma della teoria della evitabilità delle “grandi” città irlandesi, e andiamo al porto a vedere gli stormi di corvi che oscurano il cielo quando al tramonto, tornano in città. L'ultimo giorno nel sud-est, è dedicato alla visita, circa 100 km a nord, del sito neolitico di Newgrange ( *** ), dove una leggenda narra della sepoltura dei mitici re supremi di Tara ; risale al 3° millennio avanti cristo, e d'effetto è il meccanismo della sua costruzione che permette, il 21 dicembre di ogni anno ( nel solstizio invernale ) ad un raggio di sole di entrare ed illuminare tutta la camera sepolcrale, facendone così, il più antico osservatorio solare del mondo. Torniamo a Wicklow e ci prepariamo per la partenza, all'indomani, direzione sud-ovest, destinazione il Kerry e Killarney, salutando però quella cittadina caratteristica in un pub, di fronte ad un bella pinta di Kilkenny.

Parte 2°
UNA MANO PROTESA SULL'OCEANO
Killarney (Co. Kerry – 250 km. a sud – ovest di Dublino); MUNSTER


Partiamo la mattina verso le 9:00, perchè ci attendono più di 200 km. E con le medie automobilistiche irlandesi, vuol dire quasi 3 ore di auto ; durante il nostro tragitto, ci fermiano a Kilkenny ( * ), una città di 20 mila abitanti, famosa per la birra e per il suo castello, che visitiamo, come pure i suoi giardini. Adesso occorre fare una piccola specificazione sui castelli irlandesi : ce ne sono a decine, forse un centinaio, ma i più belli, sono o residenze private ( come quello di Lishmore ) o hotel di lusso, e qui meritano una menzione specifica 3 castelli :
A) Waterford Castle ( **** ), nella contea di Waterford, situato su un isoletta del fiume Suir, raggiungibile solo con un piccolo ferry privato ;
B ) Dromoland Castle ( ***** ) nel Clare, con annesso lago e riserva di caccia ;
C) Ashford Castle ( ***** ), al confine tra le contee di Galway e Mayo, vicino al paesino di Cong, sulle rive del Luogh Corrib ( il 4° lago per grandezza in Irlanda ), con annessa riserva di caccia, di proprietà della famiglia Guinnes, e vi ha anche un'appartamento, il Presidente degli Stati Uniti d'America.
Duecento Euro a persona per notte, colazione principesca compresa, però, se avete la possibilità, andateci per almeno un giorno, ne varrà sicuramente la pena.
Gli altri castelli o ruderi, sono carini e caratteristici, a volte valorizzati da un paesaggio fiabesco e da qualche presunto illustre ectoplasma, ma non hanno nulla a che vedere con i tre esempi di sopra. Così, il castello di Kilkenny, all'esterno sicuramente maestoso, all'interno è alquanto.......pacchiano, con arredi e rifiniture moderne, realizzate dopo l'incendio che lo ha devastato e soprattutto per essere utilizzato da una locale scuola artigianale. Finita la visita, il nostro viaggio continua direzione ovest, fino ad arrivare alla N.72, la superstrada che costeggiando il Blackwater, ci porterà fino a Killarney, attraverso la Valle del Burro, molto ricca di produzione lattiero - casearia, con immancabili mandrie di mucche al libero pascolo, che qui, hanno sostituito le pecore delle Wicklow Mountains.
Nel primo pomeriggio arriviamo, telefoniamo al proprietario del Cottages che abbiamo preso per 10 giorni al modico prezzo di 800,00 euro ( dividete per 3 e vi rendete conto del prezzo abbordabile degli stessi ) ; 100 mq, due piani, 3 camere da letto per 6 posti, 3 bagni, una cucina ed una sala molto comode, forno a microonde, lavatrice, asciugapanni, frigo, e camino elettrico ( è forse l'unica nota stonata, ma in seguito avremo tempo ed occasioni per rifarci ).
Killarney ( *** ), è il capoluogo della contea di Kerry, lembo estremo irlandese del sud-ovest, caratterizzata da 5 penisole che assomigliano alle dita di una mano protese sull'Oceano : Dingle, il Ring of Kerry, Beara, Sheep e Mizen Head ( le ultime due però fanno parte della contea di Cork ); ha quasi 10 mila abitanti, è molto turistica e commerciale, ci sono i famosi Kerryman, che conducono i turisti con i loro cavalli e cocchi, nei dintorni.
Killarney, si trova in una posizione privilegiata, su 3 laghi : il Luogh Leane, il Muckross Lake e l' Upper Lake, ai piedi del complesso montuoso ( il Mac Gillicuddy Rekks ) dove c'è il Gap of Dunloe, un passo che porta alla vetta più alta d'Irlanda, il Carrantuohill ( poco oltre i 1.000 metri ).
Per prima cosa, decidiamo di andare a pagare e comprarci le licenze per poter pescare nei fiumi e nei laghi ( sciegliamo quella minima per 7 giorni ) e sistemato il cottages, andiamo in città ; una bellissima e monumentale chiesa storica ( in Irlanda la cosa è rara ), una passeggiata sempre affollata di turisti, pub e locali a iosa, con buona musica sempre diversa. A dire il vero, abbiamo ribattezzato Killarney, con un'altro nome : Hazzard, la cittadina di Bo e Liuke, e ci assomiglia, visto che qui molti svolgono lavori rurali, nelle farm e nei dintorni, le macchine sono tutte modificate, marmitte luccicanti e rumorosissime, abbellite con adesivi super grezzi ( es. Raptor, Predator, ecc ) e soprattutto, nei locali, trovi spesso poltrone con pelle di vacca annessa, che loro considerano trendy..............ognuno vede le cose come più gli piacciono. Le ragazze irlandesi, qui ed in tutte le parti dell'isola, non sono un gran che, poiché a lineamenti bellissimi e nordici, troppo spesso accompagnano una siloutte non proprio longilinea, frutto di un'alimentazione troppo ricca di grassi ( friggono pure il bambinello ) e soprattutto si scolano decine di litri di birra ogni settimana, quindi il gioco è fatto. Cominciamo il giorno successivo la visita dei tre laghi, arrivando fino a Ladie's View ( *** ), un belvedere che prende il nome dal punto in cui sostò la regina inglese e le sue dame accompagnatrici,durante una sua visita ; lo scenario sicuramente vale una sosta ; poi proseguiamo per il parco di Killarney e la Muckross House, sulle rive dell'omonimo lago, e a piedi arriviamo fino alla confluenza dei due laghi; una camminata lunghissima ( 10 km andata e ritorno ) per vedere una cosa che potevamo benissimo risparmiarci. Il giorno successivo è di relax, affittiamo una barca a remi, canne da pesca, e via in mezzo al Luogh Leane, partendo dal molo presso i ruderi del Killarney Castle ; una bella gionata di sole e relax...........che pace, se ci ripenso............ P.S. Niente pesci presi, ma è solo la prima volta e la cosa non ci sconvolge più di tanto.
Il giorno dopo, è la volta della scalata della collina che costeggia il Gap of Dunloe ( **** ) , che compiamo in un paio di ore, ed alla fine, ci troviamo su uno sperone a strapiombo sulla valle, mentre sulla destra si alza solitaria, la cima del Carrantouhill. Wonderfull!!!!!! Nella discesa, incontriamo un cerbiatto in difficoltà, che però fugge lo stesso, alla nostra curiosità un po' troppo umana.
Un paio di giorni di relax più assoluto, e poi via alla scoperta della Penisola di Dingle, la più settentrionale, che vogliamo però prendere lato nord, per arrivare in un posto, che vi giuro esiste : O' Connor Pass ( ***** ).
Una stradina stretta si inerpica per la montagna, fino al passo, dove ci fermiamo : c'è un uomo che suona l'arpa, la giornata è bellissima : a destra, la valle verdissima, i suoi laghi, e l'Oceano, a sinistra, la montagna che lentamente declina verso la cittadina colorata di Dingle e l'Oceano.............
Arriviamo a Dingle, caratterizzata dal delfino Fingie che oramai da quasi 20 anni, vive nella baia ed accompagna pescatori e turisti ; case di mille colori, il verde delle montagne, il blue dell'Oceano, una Cromo-Terapia naturale dagli effetti poco legali........
Il giorno successivo, è la volta del Ring of Kerry, l'anello stradale che racchiude la penisola stessa, con sosta prevista a Valentia Island ( **** ) e prenotazione dell'escursione, da fare su pescherecchi, per visitare le isole di fronte , Little Skellig e Great Skellig, detta anche Skellig Micheal ; quando ci avviciniamo a Valentia Island, il paesaggio è incantevole ed ad un certo punto, l'aria diventa sempre più piena dell'odore di salmone, segno riconoscibile dell'attività di un piccolo laboratorio di trasformazione dello stesso pesce, che costeggiamo un attimo prima di imbarcarci sul ferry per Valentia Island. 5 Euro, per una traversata di un kilometro, su un ferry ( **** ) che al massimo può contenere 6 macchine ; è una delle cose più caratteristiche che ho visto in Irlanda e lo consiglio a tutti. Arriviamo a Valentia Island, facciamo un giro dell'isola per vedere tutti i suoi scorci panoramici, e poi andiamo a Portmagee, il porticciolo dove partono le escursioni e ci prenotiamo per l'indomani. A pranzo, andiamo in una taverna di pescatori, dove ordiniamo granchi, salmone, zuppa di cipolle, patate e bistecca di manzo, tutto affogato da una birra, oppure, dal Cidro, una bevanda alcolica alle mele, che preferisco perchè vagamente mi ricorda il vino. Nel pomeriggio continuiamo il nostro giro per il Ring of Kerry, e ci fermiano per un bagno, sulla spiaggia di Ballinskelligs, vista la giornata estiva, la baia e l'oceano calmo ; il giro si conclude con il passaggio a Moll's Gap ( *** ), che offre panorami deliziosi.
Mattina successiva, ore 9:00, già pronti sul molo all'imbarco : il peschereccio è piccolo, al massimo 12 turisti seduti più i 2 pescatori ; si parte alla volta di Little Skelligs ( ***** ) una roccia acuminata alta oltre 150 metri e con un area di 7 ettari ; è bianca, perchè su di essa, nidifica la più grande colonia marina di sule ( 22.000 coppie ), che l'hanno riempita di rifiuti organici. Quando arriviamo vicino al questo scoglio mastodontico, mi rendo conto di essere in una scena di un documentario preistorico : sorvolati da migliaia di uccelli marini, molti covano nei loro nidi ripidissimi, sugli anfratti e le insenature, vivono stabilmente, una colonia di foche, mentre nei dintorni si incrociano spesso gli squali balena, mastodontici ed innoqui, che prediligono queste acque, perchè ricche di materiale organico.
Mi sveglio, torno alla realtà e la barca ci accompagna a Great Skelligs o Skelligs Micheal ( ***** ), alta 218 metri, con una superficie di 17 ettari ; anche lei è uno scoglio, attracchiamo, scendiamo e cominciamo a salire gli oltre 600 gradini di pietra, fatti oltre 1.000 anni fa, dai monaci eremiti che vivevano su quest'isola, in un sito a struttura alveare, dove i monaci commerciavano con le navi, le uova delle sule e la carne degli uccelli marini. Dal monastero, la vista sull'oceano e sull'isola vicina è fantastica............. Torniamo a terra, coscienti di aver visitato qualcosa di unico e di ave fatto un salto nel passato, di 1.000 o 50.000 anni, a seconda dei gusti e delle isole. Il giorno dopo, puntiamo la nostra bussola direzione sud-est, destinazione Cork ( * ), che visitiamo brevemente, per un pranzo non degno di essere ricordato ; una breve camminata lungo il Blackwater, negozi, edifici moderni, qualche stravaganza e niente più.
Prima di arrivare a Cork, visitiamo il Blarney Castle ( * ), un rudere circondato da un parco, famoso perchè, se si bacia una sua pietra, incastonata in un merlo di una torre, in posizione supina, si ottiene il dono dell'eloquenza irlandese ; la storia è anche carina, ma il sito in sé, sicuramente non è molto attrattivo. Molto più interessante, la visita a Midleton, presso gli stabilimenti e la distilleria della Jameson ( *** ), il noto wisckey irlandese ; un tour negli antichi stabilimenti, l'odore del malto nelle botti e della fermentazione, le grandi ampolle e per finire un assaggio di 4 whiskey irlandesi ( Jameson, Bushmill, Paddy e il 4° non lo ricordo ) ; confronto e comparazione con altri wiscky scozzesi ed americani ed infine diploma di intenditore ed un'altro mezzo bicchiere del wisckey preferito ( io ho scelto il Black Bushmill ).
Due giorni di riposo, dedicati soprattutto alla pesca, nelle pescosissime acque del famoso Caragh Lake, e dopo aver noleggiato una barca a motori, andiamo presso il centro del lago, dove un'isola divide il corso dello stesso ; il posto è meraviglioso, sulla via per Valentia Island.
Peschiamo due trote, ed è una grande soddisfazione, però il meglio stà per venire: ore 19:00, sopra le nostre teste, forse a 20 metri, arrivano in serie, stormi di oche nere giganti ( **** ) tutti rigorosamente a V, ci superano e dopo poco, una dietro l'altra, scendono in una zona acquitrinosa all'estremità del lago ;146 oche giganti, divise in 12 stormi, uno dietro l'altro, ad intervalli quasi costanti di un minuto............scene da documentario di National Geografic. Ultima escursione nel Kerry, direzione Sud, destinazione, il punto più meridionale dell'isola : Mizen Head ; la strada per Bantry è panoramica, così come Caha Pass ( *** ). Arriviamo alla Bantry Bay e visitiamo la Bantry House ( *** ), una residenza nobiliare , molto ben tenuta, splendidamente incastonata nel paesaggio della baia ; in una delle sue sale, troviamo un famoso arazzo di Gobelin, “ il Bagno di Psiche e Cupido”, e la mente vola alla canzone di De Gregori – il Guanto, ed alla ragazza al cui ricordo è legata la canzone e l'immagine riprodotta nell'arazzo.
Dopo Bantry House, procediamo per l'estremità meridionale dell'Irlanda, su paesaggi e panorami mozzafiato, che culminano qualche kilometro prima della nostra meta, nelle spiaggie bellissime e calme, di Barley Cove ( **** ) che ci invitano ad immergerci nelle acque dell'Oceano. Finalmente, Mizen Head ( **** ), scogliere in sequenza ed un faro oggi trasformato in museo : non c'è che dire, essere nel punto più a sud dell'isola, in uno scenario del genere........ Tutto perfetto. Il Sud l'abbiamo esplorato molto bene, ed ora, lasciamo il nostro cottage direzione nord, per arrivare in un'altra cittadina ( 150 abitanti ) Whitegate, nella contea di Clare, che sarà la nostra base logistica per i prossimi 7 giorni ; allora, si parte.

PARTE 3°
DALLE SCOGLIERE DI MOHER AL SELCIATO DEI GIGANTI
Whitegate ( Co. Clare – 150 km. ad ovest di Dublino )
Antrim ( Co. Antrim – 30 km. a nord-ovest di Belfast )
Letterkenny ( Co. Donegal – 100 km. a nord – ovest di Belfast )


Dopo essere passati vicino a Tralee ( evitatela, ha una brutta nominata per i furti ) e Limerick, la città dei Cranberries, industriale, sulla foce dello Shannon, il più lungo ed importante fiume irlandese, arriviamo a Killaloe, un piccolo paesino, all'estremità inferiore del Luogh Derg, il lago che costituisce parte del percorso dello Shannon, e sulle rive del quale, dovremmo avere il nostro irish cottage ; abbiamo appuntamento con una coppia di nostri amici, che ci raggiungono dall'Italia, ed infatti, a mezzogiorno circa, ci incontriamo. Un saluto veloce, e poi a nord, verso Whitegate, nel Clare, dove arriviamo ed andiamo alla ricerca della nostra sistemazione ; la proprietaria, Miss Mary O' Rourke, sembra la sorella di Misery non deve morire, e mi pare anche un po' brillotta ( dall'odore, deduco sia Wisckey ). Prendiamo possesso del nostro cottage rurale, con il tetto in paglia , il muro bianco e a dieci metri dal lago ; sicuramente è caratteristico, e tra le peculiarità né troviamo una positiva ( il camino normale ) ed una negativa ( la polvere abbondante, che rimuoviamo con abbondante dose di olio di gomito ). La sera andiamo a cenare in un pub, e conosciamo il proprietario, Mr. Dermot, un signore sulle cinquantina, magro, piccolo e con la barba, simpatico e se lo incontri di notte, potresti tranquillamente scambiarlo per un Leprechau ( per noi italiani, uno gnomo o un folletto ) ; mangiamo bene, uova, salmone, molti tipi di verdura ( in Irlanda ne hanno moltissima, ma è meno saporita e soprattutto non la sanno cucinare ), birra ; serata con musica irlandese, con molti paesani che affollano questo piccolissimo pub, di questa piccolissimo villaggio.
La nostra prima escursione nel Clare, ci porta a visitare il Bunratty Castle & Folk Park ( ** ) un castello compatto, dove vengono organizzate cene in costume e cibi medievali, con musica gaelica annessa ; più interessante del castello, è il villaggio tipico irlandese costruito attorno, con negozi e souvenir di ogni genere, con un occhio alla produzione di merletti e strumenti musicali. Il pomeriggio invece, andiamo a visitare un altro castello, quello di Knappogue ( ** ), molto più signorile, con interni più curati e un bel giardino di contorno ; anche qui vengono organizzate le cene in costume, ma il livello mi sembra superiore rispetto a quelle di Bunratty. La sera torniamo al nostro cottages, e finalmente, dopo aver cenato, accendiamo il camino, che è diverso dai nostri camini tradizionali ; poco profondo ( forse 30 cm ), e più compatto, è ideale per bruciare la torba, la cui produzione in Irlanda è ancora molto importante, che viene venduta in tocchetti esagonali, in serie da tre ; l'odore che emana è meraviglioso, e si diffonde nell'aria, impregnandola in modo fantastico. Ha un effetto quasi.........anestetico, come si dice da noi, “ ti dà l'Opia.........”. Il giorno successivo invece, visitiamo il Craggaunowen Project ( ** ), ossia, la ricostruzione di un villaggio dell'età del bronzo, con capanne e palafitte sul lago, figuranti vestiti con pelli di animali e saio, intenti a costruire palizzate, a lavorare il grano con mulini di pietra, a cucinare ed a riprodurre tutte le attività tipiche di quel tempo ; veramente suggestivo e caratteristico.
Il pomeriggio, invece, andiamo una 50 di kilometri a nord, attraverso il Burren ( *** ) , che in gaelico vuol dire Terra Rocciosa, una regione talmente aspra, che un emissario dell'odiato Cromwell, governatore dell'Irlanda per la corana Inglese, lo definì come “ una terra selvaggia dove non vi è abbastanza acqua per annegare un uomo, né un albero per impiccarlo, né un terreno per seppellirlo”. Lungo la strada, ci fermiano un attimo per vedere il Puolnabrone Dolmen ( ** ) il cui accesso è libero, e che risale a 4.500 anni fa ; qualche foto, e via per visitare il Dunguaire Castle ( ** ), caratteristico e paesaggistico, per la baia che domina, e che con la bassa marea, diventa quasi spettrale. Giornata conclusa, con ritorno a casa, birra da Dermot, cena e un paio di ore di fronte al camino, a parlare del nostro viaggio, e del fatto che l'Irlanda, sembra che ci stia rubando l'anima. Un giorno di relax, passato sul Lough Derg, con una barca a motore, con cui abbiamo esplorato le isole disseminate sul grande lago, alla ricerca di Leprechau, e con la speranza invece di non incontrare nessuna Banshee, spiriti femminili dai capelli fluenti, la cui lamentosa presenza preannuncia la morte imminente di una persona......... Il giorno successivo, andiamo di nuovo verso ovest, e precisamente sulla costa del Clare, da cui si vedono le Isole Aran : arriviamo così alle imponenti Cliffs of Moher ( ***** ), le scogliere di Moher : 8 kilometri di lunghezza, 200 metri di strapiombo che, da milioni di anni, lottano con il poderoso vento dell'ovest. Se il tempo è buono, sono una cosa Straordinaria, con i gabbiani appollaiati sui nidi nei pendi, o in volo che si tuffano nell'Oceano alla ricerca dei pesci ; nel punto più alto c'è una torre d'avvistamento, ma i turisti hanno un ampia gamma di scorci panoramici e vedute, lungo gli 8 kilometri delle stesse ; se il tempo invece è cattivo, allora assumono una dimensione infernale, con le nubi spazzate contro le scogliere, il acqua e vento a non finire, e soprattutto la piogga che investe le persone dall'alto e , incredibile ma vero, anche dal basso, poiché il vento, trovandosi di fronte una barriera compatta ed immensa di roccie, risalendo le scogliere, porta con sé l'acqua della pioggia che un attimo prima si era posata sulle pareti, e così, con una forza incredibile, investono tutti quelli che si trovano sopra le Cliff............scene che mi rimandano, con la mente, alla dimora ad Helle, la dea infernale della mitologia nordica. Roba da far rabbrividire la pelle !!!!!!!!!!!!!!!
Siccome è brutto tempo, decidiamo di fermarci a mangiare a Doolin, che si trova a neanche 10 kilometri dalle Cliff e conterà forse 20 case, , in un Pub caratteristico e famoso per i concerti di musica celtica che si svolgono ; prendo un Irish Stew, uno stufato con montone, cipolle e patate, cotto nella Guinnes , mentre i miei compagni si buttano sulla più tradizionale bistecca di manzo o di prosciutto affumicato, con le immancabili patate di contorno. Con la bufera che imperversa fuori, un bel piatto caldo ed una Kilkenny, sono l'ideale. Torniamo a Whitegate, nel nostro irish cottage, consapevoli di aver visto un'altra cosa unica, e che ricorderemo sempre, le superbe Cliffs of Moher. Ultimo giorno utile per le visite, e stavolta la bussola è puntata in direzione sud-est, obiettivo Rock of Cashel ed il castello di Cahir. Rock of Cashel ( *** ), è uno dei simboli dell'Irlanda, una rocca che racchiude un centro monastico, culturalmente importante per la storia d'Irlanda, e che fu la sede di un massacro aberrante, da parte del sempre disprezzato Cromwell, che la assediò prima e poi uccise tutti i suoi 3.000 occupanti ; scenografica la posizione, sopra la cittadina di Cashel, da cui si gode un'eccellente veduta della valle sottostante.
Lungo la via del ritornio, visitiano anche il Cahir Castle ( ** ), un castello imponente, costruito su un isoletta del fiume Suir ; meno scenografico di quello che pensavo, di buon livello rispetto agli altri castelli ; torniamo al nostro cottage, per l'ultima sera dei nostri amici, che l'indomani ripartirenno per l'Italia, con un po' di nostalgia ed invidia, per chi invece, come noi, proseguirà il suo viaggio.
La mattina, quindi loro vanno verso Dublino, mentre noi andiamo verso nord, perchè abbiamo appuntamento ad Athlone, una città che si trova al centro dell'Irlanda, con un ponte che attraversa lo Shannon, e dove ci incontriamo con altri 3 amici che vengono dall'Italia e che staranno con noi 2 settimane; un abbraccio, e via direzione Nord, obiettivo l'Ulster, quello geografico e culturale, visto che vedremo le contee del Regno Unito, ma anche il Donegal, che invece appartiene alla Repubblica Irlandese. Passiamo il confine a Blacklion, e subito ci accorgiamo di essere in Gran Bretagna : tutte villette ordinate e curate, la biandiera Orangista che sventola in molte case, dappertutto, unionisti fieri che mai si separeranno da sua maestà, la Regina ; prendiamo un B & B , nella cittadina di Antrim, nell'omonima contea, è carino e spazioso, anche se siamo in aperta campagna, ed il proprietario fa l'allevatore di mucche, con odori annessi.
Il pomeriggio, andiamo a Belfast ( *** ), che appare subito molto ricca, edifici imponenti in mattone rosse, un centro urbano molto britannico, le cabine rosse per telefonare ed i famosi taxì neri ; per poco non facciamo un frontale, ma alla fine ci parcheggiamo.
Vediamo il municipio e la statua che commemora le vittime del disastro del Titanic, che qui fu costruito ; poi via, diritti a Falls Road ( **** ), il quartiere cattolico, ricco di murales politici, inneggianti all'IRA o allo Shinn Fein, il suo braccio politico. Arrivati, vediamo subito, ogni esercizio commerciale, che è dotato di grate e reti di protezione, contro le molotov, i sassi ed i colpi di arma da fuoco ; c'è una strana atmosfera, con le camionette ed i militari di sua maestà, sempre all'erta e continuamente a fucile spianato ; vediamo colpi di arma da fuoco su molti muri o finestre, mentre leggo la lista degli arrestati e dei morti cattolici, che ogni anno viene aggiornata.
Un pugno allo stomaco. Andando via, passiamo per Shankill Road ( **** ), ricca di murales Unionisti ed Orangisti, dominata dalla scritta : “ Shankill Road never Surrended”. Torniamo ad Antrim, mangiamo qualcosa di strafritto con una salsa aberrante di colore marrone scuro, che ricorda la m..........., quasi vomitiamo, e poi diritti, in un pub, pieno di fotografie di sua maestà, come se fosse la nonna o la mamma del proprietario.........incredibile!!!!!!!!
Il giorno successivo, andiamo a nord, a visitare la costa, che è scenografica ed unica : infatti arriviamo alle famosissime Giant's Causeway, il Selciato dei Giganti ( ***** ), una meraviglia geologica che 60 milioni di anni fa, si è formata con il raffreddamento della lava, ed ha originato quasi 80 mila canne d'organo ottagonali ; il panorama sembra lunare, un po' come quelli visti nei deserti americani, a cui aggiungere il verde della vegetazione tipica di queste latitudini. Il nome deriva dalla leggenda, che da la paternità della costruzione del Giant's Causeway, al gigante Finn Mac Cool, comandante delle Fianna, compagnie di uomini prodi e valorosi, che difendevano l'Irlanda dalle invasioni nemiche, che realizzò l'opera, per andare a trovare la donna amata, nell'isola di Staffa, in Scozia, dove si trovano le stesse formazioni geologiche. Una cosa unica al mondo. La visita prosegue lungo la costa, con il Dunluce Castle ( **** ) ruderi di un castello costruito a strapiombo sul mare, e vittima delle tempeste dell'oceano, che spazzarono via buona parte dello stesso ; veramente molto suggestivo ; ancora una breve digressione per vedere il porto di Ballintoy ( *** ), che nelle giornate estive ricorda un porticciolo dell'Egeo, e soprattutto il ponte di corde di Carrick a Rede ( **** ), sospeso 25 metri sopra il mare, e che da accesso, tra ondulazioni paurose, ad una fabbrica di salmone dell'isoletta a cui conduce.
Sulla via per Londonderry, arriviamo a Bushmill, una cittadina Orangista ed Unionista, dai marciapiedi blue e rossi, a differenza delle cittadini repubblicane, caratterizzate da marciapiedi dai colori verde, bianco ed oro, per visitare la distilleria del Bushmills ( *** ) ; visita interessante, in stabilimenti moderni e che alla fine garantisce una buona bevuta del Black Bushmills : eccellente.
Dopo abbondanti colazioni dell'Ulster, che poi sono uguali a quelle irlandesi, prendiamo la strada verso nord, e torniamo in Eire, dove abbiamo prenotato un B & B a Letterkenny ( il migliore come qualità, di tutti i B & B in cui abbiamo dormito ), in Donegal, che letteralmente vuol dire Forte degli Stranieri ( Dun-Na-nGael - forte dei non gaelici ), in ricordo dei Vichinghi che qui costruirono un forte, che sarà la nostra base logistica per i prossimi 2 giorni. Visitiamo, ripassando il confine, Derry ( per i repubblicani ) , Londonderry ( **** ), per gli unionisti ; una bellissima città, caratterizzata da imponenti mura difensive, mai aperte da nessuna breccia, neanche quando 7 mila dei 20 abitanti protestanti morirono, durante l'assedio dei cattolici, nel 1689 ; un ponte ed una statua che simboleggia le due anime della città che si sfiorano, e poi diritti verso Bogside, il quartiere cattolico, off-limits per i soldati di sua maestà . Arrivati, ci accoglie un muro bianco con la scritta “ Adesso, siete entrati nella Derry Libera”, che si trova vicino al monumento eretto in ricordo delle 12 vittime del Bloody Sunday, nel 1972, che scatenarono i Troubles ( i Disordini ) in tutta l'Irlanda del Nord ; vediamo i murales famosissimi degli scontri, soprattutto quello del bambino in uniforme scolastica con la maschera antigas e la bottiglia di molotov in mano. I tetti delle case, sono sorvegliati da sentinelle dell'IRA, e la cosa un po' ci intimorisce, ma alla fine, restiamo ai margini di Bogside e non ci addentriamo nei vicoli : essere audaci sì, ma la sorte non va mai sfidata troppo!!!!!!!
Abbandoniamo Londonderry, e andiamo in direzione nord, verso Malin Head ( *** ), a cui arriviamo, dopo circa un'ora e mezza, tra scenari mozzafiato e lande battute dal vento ; siamo nel punto più settentrionale d'Irlanda, quasi 550 km di distanza rispetto a Mizen Head. La degna chiusura di un nostro viaggio simbolico.
L'ultimo giorno è dedicato alla scoperta della contea del Donegal, e come prima tappa, visitiamo il Glenveagh National Park ( **** ), con un castello piccolo sulle sponde di un lago, sentieri bellissimi e la più grande mandria di cervi rossi dell'Irlanda ; una camminata è consigliata, così come la visita del castello, che fu espugnato nel 1920 dai soldati dell'IRA, e tenuto fino alla nascita della repubblica irlandese. Il pomeriggio continuiamo a scendere verso sud, attraverso scenari mozzafiato che ci portano a Slieve League ( **** ), le scogliere più alte d'Europa, quasi 600 metri a strapiombo ; da non perdere è il sentiero che porta, dopo 2 ore di cammino, al One Man Pass ( **** ), sul punto più suggestivo, in un mix di colori verde-blue-azzurro, che vi toglierà il respiro.......veramente Splendido. Torniamo a Letterkenny, cena furtiva in un fish and cheap, e poi a riposo, visto i kilometri che oggi abbiamo macinato. L'indomani si parte, direzione sud-ovest, obiettivo Connemara.

Parte 4
CONNEMARA, WELCOME TO DREAMLAND !!!!
Clifden ( Co. Galway – 250 km. A ovest di Dublino )


Il miglior modo per introdurvi al Connemara ( ****** ), è la descrizione della N.59, la strada che da Galway, vi porta, dopo 78 km, a Clifden, il capoluogo del Connemara ; passati per Oughterand, una cittadina che viene soprannominata la porta del Connemara, passate su un ponte ed una curva quasi a gomito, proseguite per 2 kilometri tra un fitto bosco e..................vi ritrovate in un Sogno.
50 kilometri di brighiera, a destra e sinistra, oltre cento laghi, di cui 13 li attraversate per arrivare a Clifden, lande disabitate, ruderi e castelli, incalzati dal vento dell'Oceano, che è lì, a pochi kilometri sulla vostra sinistra ; le Twelve Bens ( ***** ) , le 12 vette, che dominano incontrastate su questa regione.
Qualche kilometro prima di arrivare a Clifden, sulla vostra destra, incontrate Pine Island ( ***** ), un'isola di pini, in mezzo ad un piccolo lago ( è una delle cartoline più famose dell'Irlanda ) ; ci fermiamo per capire se siamo in un film o ancora nella realtà ; pecore disseminate ovunque, torbiere, fiumi, pochi alberi, e villaggi piccoli e per lo più concentrati sulla costa, fucsia dappertutto ed i famosi Pony del Connemara, cavalli allo stato brado, che discendono dai superstiti del naufragio che colpi molte navi spagnole della Invincibile Armada, nel 16° secolo.
Questa è la terra, che fece da scenario, alle riprese del film di John Wayne, “The Quiet Man”, l'uomo tranquillo( e ci mancherebbe che una persona non lo fosse, se ha la fortuna di vivere da queste parti ). Arriviamo a Clifden, e prendiamo in affitto un cottage da sogno, al Clifden Glen Holyday Village ( ***** ) ad un prezzo stracciato : 1.100,00 euro per 3 settimane, poiché non essendo più in alta stagione, ogni settimana successiva alla prima, costa la metà.
Così, a quel prezzo, abbiamo per 21 giorni, un cottage moderno, di 60 mq, 2 bagni, accessoriato di tutto, 5 posti letto e soprattutto il tetto della nostra cucina è in vetro, con vista diretta e panoramica sul cielo d'Irlanda..........non so più cosa dirvi........, fate voi le considerazioni............. Dimenticavo un piccolo particolare : il modico prezzo di 12,00 euro a persona, al giorno!!!!! Facciamo subito una gran scorta di torba, vediamo Clifden, 1.100 abitanti, nel centro dell'universo, un porto carino, una storia recente ( è stata fondata neanche 200 anni fa' ), due chiese ( una cattolica e l'altra protestante ), il turismo come attività principale oramai da oltre 40 anni, ossia da quando per primi i tedeschi ed i francesi, cominciarono ad apprezzare questi paesaggi. La sera la passiamo nel Pub del villaggio, molto caratteristico, e poi si prosegue col bere, nel cottage di fronte alla torba che brucia.
Il giorno successivo, facciano un giro sulla Sky Road ( ***** ), un strada panoramica ad anello, di 11 km, che costeggia direttamente l'Oceano ; fermiamo la macchina, il vento dell'Ovest è fortissimo, saliamo su un muretto e sfidiamo la legge di gravità , sorretti dalla forza del vento............sembra quasi di volare.
Mentre siamo in questa situazione, all'improvviso, ci viene di fronte, sospeso nell'aria, quasi immobile, un falco, che a non più di dieci metri, ci fissa, in un equilibrio perfetto che solo la natura sa dare alle sue creature..........muove solo di tanto in tanto le ali.
Dopo un minuto se ne va, interrompendo una situazione irreale ; sullo sfondo della Sky Road, ci sono i ruderi del Clifden Castle ( ** ), che sono ben tenuti e lasciati al libero accesso, per cui ne approfittiamo.
Finito il giro, puntiamo verso , forse, il posto più bello del Connemara : la Kylemore Abbey (****** ), sull'omonimo lago che la riflette, incastonati entrambi tra la brughiera e le montagne ; l'abbazia di Kylemore, è un castello in stile neogotico, fatto costruire nel 1800 da un nobile del posto, ed oggi sede dell'ordine delle suore di Yprés, venute qui dal Belgio, nel 1917, quando la cittadina continentale fu centro del 1° conflitto mondiale, nonché oggetto dell'utilizzo, per la prima volta dei gas letali ( appunto l' Yprite ).
Una piccolissima chiesa neogotica, i giardini botanici ed una statua di Cristo sopra la collina che sovrasta il castello, completano questo luogo irreale, che oggi è sede anche di un esclusiva scuola femminile, oltre che di un emporio ed un centro di produzione di merletti e porcellana, molto prestigiosi.
Il giorno successivo, facciamo un giro direzione sud, costeggiando sempre l'Oceano, e ci fermiano per vedere l'Alcock and Brown Memorial, una stele di pietra rappresentante un'aereo, intitolata ai due piloti che per primi effettuarono un volo transatlantico nel 1919, e lì vicino, vediamo anche la stazione radiotelegrafica dalla quale, Marconi, nel 1907, inviò il primo messaggio transatlantico in Nuova Scozia. Alla fine arriviamo a Roundstone ( **** ), in piccolissimo porticciolo di pescatori scozzesi, famoso anche per la produzione dei Bodhràn, i tamburi celtici che si suonano con due mani e in modo diverso rispetto ai classici tamburelli.
Torniamo a Clifden, e ci prendiamo tre giorni di relax assoluto, dedicato alla pesca ( abbiamo rinnovato le licenze ) ed alle camminate attraverso le Twelve Bens ; quando voglio staccare con il mondo, prendo l'auto e vado o a Kylemore, o a pescare nel lago di Pine Island, o sulla Sky Road a fumarmi una sigaretta, visto che tutti questi posti, sono a meno di 10 kilometri dal nostro cottages. La sera giriamo tutti i pub del posto, tra concerti di musica gaelica, musica tradizionale irlandese o musica rock ; l'odore di torba impregna l'aria tutto il giorno, per i camini accesi ( il nostro va sempre a palla ) e per la presenza di molte torbiere nei dintorni.
Il Sabato arrivano dall'Italia, altri nostri 3 amici ( adessio siamo 9, e sembriamo quasi la Compagnia dell'Anello ), e sistematesi anche loro nei cottages del nostro villaggio, gli facciamo rendere conto del posto unico dove sono arrivati. La sera andiamo in un ristorante un po' in, il Marconi, e mangio Ostriche ( che nel Galway sono una produzione caratteristica ) e frutti di mare, mentre gli altri si sbizzariscono tra bistecche e stufati di manzo ; tutto molto buono, un po' meno il conto, che sicuramente è salato. Il giorno successivo, andiamo verso sud, fino a Rossaveal, dove, dopo una ricca colazione irlandese, ci imbarchiamo su un traghetto moderno e veloce, verso Inishmore, la più grande delle Isole Aran, insieme ad Inishman ed Inisheer.
Le Isole Aran ( ***** ), sono un tuffo nel passato, quasi 2.000 persone che vivono sull'ultimo lembo di cultura europea, in mezzo all'Atlantico ; isole spazzate dal vento, la cui economia si è sempre retta sulla pesca, fatta con le tradizionali imbarcazioni nere - per la tela incatramata che le riveste ( Currach ) - e sulla produzione dei famosi maglioni, le giacche di twedd, i cappelli ed i guanti di lana, ottenuta dalle pecore che in abbondanza vivono anche su queste isole.
Non c'è un albero, mentre i muretti a secco sono migliaia, utilizzati per ripare i piccolissimi appezzamenti di terra destinati alla produzione di patate, e resi fertili ( diciamo così ) dalle alghe marine essiccate, che gli abitanti, da migliaia di anni, utilizzano; qui, nel 1934, O' Flaherty, girò il famoso film documentario, “l'Uomo di Aran”, che raccontava le condizioni di vita durissime di quelle genti, costrette ogni giorno a sfidare l'oceano e a rischiare e perdere la vita, per la sola sopravvivenza ; se fate mente locale, vi sarà sicuramente capitato di vederlo, magari nelle programmazioni notturne, e comunque resta un documento visivo di eccezionale valenza storica e culturale, di un mondo durissimo e passato, che rientra appieno, nel bagaglio culturale della nostra civiltà europea.
Il pulmino che ci attende sul porto, ci accompagna in un giro dell'isola, costeggiando una spiaggia bellissima ( sabbia bianca ed acqua cristallina ), fino a Dun Aengus, forte dell'età del bronzo, caratterizzato da 2 semicerchi di mura di pietre, chiusi verso l'interno ed aperti verso una scogliera di 90 metri di altezza e l'Oceano ; qui i Druidi, celebravano le loro cerimonie, invocavano gli dei, regolavano i cicli della loro vita.................Pura Cultura Gaelica!!!!!!!!!!!!
Finita la visita a Dun Aengus, mangiamo qualcosa nel visitor centre ( io una zuppa di pomodori e burro, con pane nero, veramente molto buona ), poi via, verso l'emporio ufficiale degli articoli di abbigliamento ; riprendiamo il traghetto, ed a sera torniamo a Clifden.
Il giorno successivo, visitiamo la parte superiore del Connemara, nelle terre di confine delle contee di Galway e Mayo, tra il Luogh Corrib ed il Luogh Mask, la cosiddetta Terra di Joyce ( ***** ), che qui nacque ; posti da favola, scorci irreali ; facciamo una gita sul Luogh Corrib su un imbarcazione che tra l'altro, ci fa visitare i giardini dell'Ashford Castle, l'Hotel Extra-Lusso di cui vi ho parlato all'inizio del racconto ; la sua fama viene pienamente confermata, così come l'invidia verso chi può permettersi di essere suo ospite.
Ultimo giorno per i 3 amici che ci hanno accompagnato in Ulster ed in Connemara, che incontrammo ad Athlone : giornata dedicata alla visita di Galway, la città forse più bella dell'Irlanda ; ha un atmosfera Yippies, è sede di un università Gaelica, negozi e pub a non finire, un porto importante che la mette in comunicazione con il mondo, un economia sorretta dal turismo, dalla pesca e dalle multinazionali dell'High tech, che sono venute qui per i regimi fiscali agevolati. Visitiamo Eyre Square, il parco principale, e poi shop street, e lo spanish arch.
Vediamo anche Claddagh, oramai un sobborgo, il paesino che ha dato origine al famoso Anello di Claddagh ( due mani che sorreggono un cuore con una corona ), e la simbologia importante che esprime.
Serata nel Pub. The King's Head, uno dei più famosi, arredato benissimo ( stile nave del 1.700 ), birra a non finire, brindisi di arrivederci e poi a 40 all'ora, torniamo a Clifden, mettondoci quasi un'ora e mezza. L'escursione successiva, la facciamo verso nord, sulla strada per Westport, 45 km. di curve e rettilinei, che costeggiano a sinistra il fiordo di Killary ( ***** ), e destra i monti Muamturk ( ***** ) : paesaggio incantavole anche qui.
Westport ( *** ), conta 4.000 abitanti, è una cittadina colorita e ricca di pub, tra cui anche quello del flautista degli Cheftains, un gruppo storico degli anni 70' ; visitiamo la Westport House ( ** ), una residenza baronale carina, e proseguiamo direzione Achill Island ( ***** ), dove arriviamo passando per un ponte che si staglia imponente nel contesto paesaggistico.
Percorriamo l'Atlantic Drive, che regala scorci panoramici unici, tra spiagge incontaminate, scogliere, torbiere e brughiera ; vediamo anche i ruderi di un castello della patriota e piratessa Grace O' Malley, che nella Clew Bay e su queste isole aveva il suo covo ; una birra nel porticciolo di Doogort, e poi via di ritorno a Clifden.
I giorni scorrono lenti, e ci danno l'occasione di rivedere luoghi noti in condizioni meteo diverse ( facciamo un'altra puntata alla Cliffs of Moher ), oppure di vedere il Connemara attraversato da arcobaleni in successione, che si innestano in colori accesi, come il verde quasi fosforescente delle colline e delle lande, subito dopo un temporale.
L'ultima escursione la facciamo a Sligo ( * ), 130 km. a nord di Clifden, la terra di Yeats, una città che ci è stata consigliata da nostri amici in Italia, ma la delusione è forte, perchè non c'è nulla che vale la pena sottolineare, a parte il cesso più lurido visto nella mia vita ( mi ricorda molto quello di Traispotting ), in un fish and cheap, o l'assoluta banalità del Parke's Castle ( * ) e dell'omonimo lago.
Ci lasciano per tornare in Italia, anche gli altri 3 amici che ci avevano raggiunto una settimana fa, così siamo rimasti i tre che hanno cominciato questo viaggio, più di 40 giorni fa ; la nostra ultima settimana, si svolge in completo relax a Clifden, tra camminate sulle Twelve Pens, pesca nei laghi del Connemara, visite ripetute a Kylemore, Roundstone e Galway, pub ( soprattutto l'E.J. King ), birre, torba e musica irlandese, ad eccezione di due brevi escursioni : 1°) a Clare Island ( **** ) la roccaforte di Grace O' Malley, che qui è sepolta, in una piccola abbazia cistercense con la scritta “ invincibile in terra e in mare”, 2°) ad Inishbofin ( **** ), covo di un altro pirata spagnolo alleato della O' Malley, un certo Don Bosco.
Occupata più tardi da Cromwell, l'isola divenne sede di una prigione per sacerdoti cattolici, mentre oggi basa la sua economia, sull'agricoltura e sulla pesca di aragoste. Entrambi le isole sono veramente molto belle, ma forse oramai ci siamo assuefatti alla bellezza, per cui ci colpiscono, ma non ci lasciano estasiati.
Abbiamo dormito in 7 contee, ne abbiamo visitate 18 , attraversate 28 . Il giorno successivo, ci imbarchiamo e quando la nostra nave esce dal porto, restiamo in coperta a vedere l'ultimo lembo d'Irlanda che diventa sempre più piccolo, fino a scomparire.....................
La mattina successiva, sbarchiamo a Chebourg, in Normandia, e cominciamo la nostra traversata stradale dai luoghi del D-Day, incrociando diversi cimiteri militari ( americani, canadesi, tedeschi ) e numerosi cimeli e monumenti della seconda guerra mondiale.
Siamo stanchi, e non vogliamo prolungare oltre l'agonia data dall'allontanamento da un sogno che abbiamo vissuto, così decidiamo di fare turni di guida serrati ed arrivare nel più breve tempo possibile ; morale, siamo sbarcati a Chebourg alle 9:30 di mattina, ed alle 6:00 del giorno successivo, ci fermiano in una stazione di servizio a Roma Nord.
Nel bar dove facciamo colazione, due coattoni romani si vantano delle loro performance stradale ( 5 ore prima era a Ventimiglia ) ; noi ci guardiamo in faccia e sorridiamo, visto che 19 ore fa , stavano all'altro capo dell'Europa !!!!!!!!!!
Torniamo a Sezze, saliamo le coste e adesso è veramente finito, il nostro interminabile viaggio, e da domani tutto comincierà a scorrere in modo ordinario, finchè qualcuno non nominerà il nome dell'Irlanda, e il nostro pensiero, correrà a tutto ciò che vi ho raccontato.



 Ulisse (17/06/2008)

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