Si avvicina la scadenza per
la ricomposizione delle
Commissioni Asl il cui
compito è l'accertamento
primordiale dei requisiti di
invalidità presentati da cittadini
bisognosi di cure e di
assistenza.
Il direttore generale Ilde
Coiro,
chia mata
in causa
circa la liceità
dell’affidamento
di
queste
commissioni
a medici
che
operano
nello stesso
distretto
in cui esercitano
la
funzione
di dipendenti
dell’Asl
(e regionale)
laddove
spesso il
loro operato
si connatura
anche con
ambizioni
politiche,
ha dichiarato:
«La
direzione sta procedendo al
rinnovo delle commissioni
per l'invalidità civile attraverso
la rotazione dei medici
che le compongono. Ovvero
attraverso il distaccamento
e la rotazione
all'interno di altri distretti
provinciali, di tutti quei medici
che hanno già operato
all'interno delle commissioni
oggetto della querelle.
Una linea d'intervento contenuta
già in parte dall'atto
aziendale siglato dal ex direttore
generale Ernesto Petti
».
La vicenda, lo ricordiamo,
era stata sollevata a seguito
di una duplice nota, una
delle quali smentita dai presunti
redattori, ancora rimasti nell'ombra.
E
nel corso
dell'ultimo
Consiglio
comunale
aveva visto
il consigliere
Rinaldo
Ceccano
fare
sua la
«battaglia
campale
contro il
conflitto
d'interesse» nell'aula
ric
or da nd o
come: «il
27 ottobre
chiese proprio
alla
Coiro di
fare luce
su l'anomala
composizione
delle commissioni
d'invalidità civile». La storia
invece, sembra aver rivestito
un aspetto dirompente nelle
coscienza di chi - i diretti
interessati - ha annunciato
pubblicamente di essere
pronto ad abbandonare la
funzione di membro all’interno
della commissione del
distretto Nord. Stranamente,
ancora all’oscuro, delle linee
guida contenute negli
atti aziendali della Coiro e di Petti? Ma così va il mondo e
poiché il tema del conflitto
d' interesse in campo medico,
come dice Bobbio, «si
verifica quando ci si trova in
una condizione nella quale il
giudizio professionale riguardante
un interesse primario
(la salute di un paziente
o la veridicità dei
risultati di una ricerca) tende
a essere influenzato da un
interesse secondario», essendo
lo stesso non un comportamento,
ma una condizione
che si verifica allorchè
esiste un legame in grado di
compromettere l'indipendenza
del medico, sarebbe
opportuno tenersene ben
lontani.
Un dimensione che dovrebbe
essere posta in luce
non solo nell'esiguo distretto
Asl Latina Nord, o nella
giurisdizione della nostra
provincia, ma al contempo
anche nei distretti più grandi,
come quelli delle Asl, ad
esempio, dove forse il problema
non è nemmeno sollevato,
poiché gli individui
ed i loro comportamenti non
sono nel ristretto circolo
mediatico, ogni giorno sotto
la lente d'ingrandimento.
Una condizione che la provincia
favorisce e che può
servire ad indicare, come
apripista per un integrità
comportamentale all'altezza
del giuramento del medico
di Cos che dell'onore fece il
proprio punto di forza.
Elisa Fiore (28/06/2008)
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