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Siede ininterrottamente nell’aula consiliare “Alessandro Di Trapano” dal lontano giugno 1975. Il decano del consiglio comunale di Sezze, on. Titta Giorgi, ci parla delle emergenze della città da affrontare collegialmente e in sinergia con le istituzioni provinciali e regionali.
Perché, on. Giorgi, ancora una volta siede in Consiglio?
«Ti confesso che avrei preferito riposarmi un pò ma mi è stato chiesto dal partito, da tanti amici e compagni e ho sentito il dovere morale e politico di mettermi ancora una volta al servizio della città».
Il suo slogan, in campagna elettorale, “Sempre e solo per Sezze”costituisce un pò il tuo testimone politico?
«Sì, è così! Sono stato sempre al servizio degli interessi generali della città, senza badare agli interessi particolari e senza distinzioni di nessun genere. Ci sono cose che non hanno e non debbono avere un colore politico».
Chi sono stati i tuoi maestri?
«Tanti compagni e non. Senza fare un elenco, la scuola da cui provengo è nobile e prestigiosa e passa da personaggi politici come Sandrino Bufalotto e Mario Berti che hanno segnato un’epoca nel nostro paese. Da questi ed altri maestri ho imparato l’energia e la passione che ancora oggi mi spingono a lavorare per il bene comune».
Di cosa ha bisogno oggi Sezze?
«Ha bisogno di slancio e di una svolta sia a livello sociale, culturale ed economico. Oggi non si governa stando chiusi in Municipio. Servono alleanze, relazioni istituzionali con la Provincia e la Regione».
Cosa pensa del neo sindaco Andrea Campoli?
«Sono fiero ed orgoglioso di lui. Rappresenta la nuova generazione ma anche quella dei suoi maestri. Il rinnovamento va sempre accompagnato con l’esperienza, servono sempre idee nuove per crescere, idee giovani non solo dal punto di vista anagrafico. Andrea, poi, ha un valore in più perchè è anche un politico fresco».
Ci sono molte questioni da risolvere ma qual è la vera emergenza?
«Sicuramente quella di ricostruire un tessuto sociale e comunitario che in questi anni si è allentato e indebolito. Serve più coesione, più solidarietà».
E le altre emergenze?
«Far decollare una nuova economia per creare benessere e lavoro, sia nell’agricoltura che nel turismo e nell’artigianato. Per ottenere ciò occorre un nuovo Piano Regolatore urbanistico che individui zone e strutture che attirano imprese e capitali».
Affinché Sezze torni ad essere un città modello?
«Certo. La nostra Sezze deve riposizionarsi al centro di un circuito provinciale e regionale. Abbiamo una storia importante alle spalle. Nei servizi sociali, nello sport, nel turismo Sezze deve tornare ad essere città capofila come in passato».
Nella prima assise ha lanciato un segnale forte a tutti i consiglieri comunali.
«Un consigliere anziano ha l’obbligo di farlo: occorre lavorare nel rispetto dei ruoli e delle posizioni politiche, ma serve sinergia e soprattutto dialogo tra le parti».
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