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Le truffe on-line

Come riconoscerle, il modo per difendersi su Internet


Truffe on line

Minacce, dirottamenti, estorsioni, rapimenti, attacchi, spioni… ma stiamo parlando di Internet? Ricordate l'esilarante scena di un vecchio film dove un geniale Totò cercava di vendere la fontana di Trevi ad uno sprovveduto turista?
Ebbene cambiano i modi, i tempi ma l'artificio dell'inganno si basa sempre sulle stesse tecniche che fanno leva sul nostro ego e su alcune circostanze, spesso costruite ad arte, per rendere credibile ed appetibile l'affare da non lasciarsi assolutamente sfuggire. Noi sprovveduti turisti del web di seconda generazione siamo spesso una "facile" preda nel mare Internet, dove la familiarità e la presunta innocenza del web nascondono insidie ai naviganti meno attenti ed esperti. Sarà anche per questo motivo che uno dei fenomeni fraudolenti più diffusi prende proprio il nome di phishing. Il neologismo, la cui origine è ancora controversa, deriva dall'assonanza dell'inglese fish (pescare) o meglio prendere all'amo, mentre le lettere ph, che in inglese suonano simili alla "F", sono le iniziali di phone (telefono) per indicare l'ambito tecnologico della truffa in ossequio proprio alle prime frodi operate in danno delle compagnie telefoniche. L'esca elettronica lanciata indiscriminatamente dal phisher, il truffatore telematico, ci raggiunge in modi diversi ed è confezionata ad arte in maniera sempre più veritiera sulla scia di notizie e fatti, ampiamente riscontrabili, da utilizzare quale scenario e pretesto per indurre l'utente a fidarsi ed eseguire inconsapevolmente le istruzioni del truffatore "telematico". A pochi giorni dall'inizio delle Olimpiadi, ad esempio, è stato segnalato un incremento di messaggi di posta elettronica fraudolenti quale vettore per indurre l'utente a collegarsi su siti web che promettono di informare e mostrare foto o video dei giochi olimpici ma che, invece, sono in grado di diffondere virus o sfruttare vulnerabilità informatiche non corrette sul proprio sistema.
Altri messaggi di posta elettronica, invece, sono falsificati nel mittente e sembrano provenire proprio dal nostro istituto bancario piuttosto che dal nostro Internet provider, o dai siti più popolari per lo più di natura economica o finanziaria che ci invitano a cambiare il nome utente e la password di accesso al servizio che verrà così "intercettata" dal truffatore.
Ultimamente il messaggio contraffatto è ancora più subdolo in quanto invita l'utente a diffidare proprio delle e-mail ed a collegarsi, invece, al sito web ufficiale. In tal caso il truffatore, attraverso un malware o sfruttando una vulnerabilità, è riuscito ad alterare il meccanismo che regola la navigazione Internet dirottandoci verso un sito contraffatto. Tali siti "civetta" sono dei cloni di quelli ufficiali con i quali condividono addirittura alcuni contenuti falsificati ad arte, e per lo più sono finalizzati a carpire le credenziali di accesso o i numeri di carta di credito, anche di quelle prepagate. Questa tecnica è nota come pharming ed è connessa ad un particolare protocollo per il funzionamento di Internet (DNS) attualmente interessato da una vulnerabilità corretta, primo caso al mondo, in maniera coordinata e collaborata da tutti i maggiori fornitori di tecnologia proprio per la pericolosità intrinseca. La stangata, per citare un altro film cult della truffa, di tipo telematico si può riconoscere e quindi evitare osservando delle semplici accortezze. Preliminarmente è indispensabile installare sul proprio computer un software antivirus, disponibili anche gratuitamente, che ormai integrano funzioni che avvisano l'utente della potenziale pericolosità di un'operazione che si sta svolgendo o della natura sospetta di un sito web. In particolare non è consigliabile "cliccare" sui collegamenti presenti all'interno di messaggi di posta elettronica o di siti web sospetti. In tal caso occorre sempre verificare che l'indirizzo indicato sia effettivamente corrispondente a quello che il programma di posta o il browser mostra nella barra di stato che delimita la finestra dell'applicazione, solitamente collocato in basso a sinistra. Molto spesso tali indirizzi internet somigliano a quelli autentici ingannando così gli utenti che sono convinti di collegarsi all'indirizzo richiesto che, per altro, mostra un sito web identico a quello desiderato con tanto di avviso che informa di porre attenzione alle truffe. Tra gli espedienti ed artifici più banali che si ricorre per dirottare un utente verso un sito web, vi sono quelli di sostituire alcune lettere del nome dell'indirizzo che possono essere confuse, specie in alcune declinazioni, oppure di invertirne l'ordine o addirittura registrare nomi di siti internet basati sui possibili errori di digitazione degli utenti per raggiungere la risorsa desiderata. Quest'ultima tecnica prende il nome di "fat finger" (dita grassocce!) in quanto sono premuti più tasti o il tasto sbagliato vicino quello corretto: le c.d. digitazioni spurie. Un tempo si parlava di realtà virtuale, dunque di simulazioni riferendosi all'universo digitale, ma quello che abbiamo illustrato è molto reale e poco virtuale e ben lo sa chi suo malgrado si è trovato, spesso inconsapevolmente, vittima del crimeware: il crimine informatico che dilaga nei "quartieri" bui della Rete con incursioni sempre più frequenti nella "internet" bene, quella delle risorse di qualità che offrono servizi bancari, postali o di natura pubblica e informativa relativa a blasonate e fidate realtà commerciali e di intrattenimento.
Come abbiamo compreso, ormai, l'universo digitale di Internet, dei telefoni cellulari, delle console di videogame non è più una dimensione parallela, alternativa a quella reale, ma con questa è intimamente connessa ed integrata creando nuove dinamiche ed opportunità, ma anche ghiotte occasioni per i cyber-delinquenti. A contrasto di queste nuove fenomenologie le forze dell'ordine si sono dotate di speciali unità hi tech, i c.d. cyber-cop, come il Gruppo Anticrimine Tecnologico della Guardia di Finanza o la Polizia Postale e delle Telecomunicazioni. Se gli strumenti sono moderni, le tecniche sottese alle condotte fraudolente sono sempre le stesse. Buona parte delle minacce informatiche alla privacy, all'integrità e disponibilità dei sistemi e dei dati memorizzati possono essere mitigate con la padronanza delle tecnologie che quotidianamente utilizziamo e della consapevolezza delle nostre azioni su Internet. La maggior parte delle volte affinché una truffa telematica, un virus informatico va a buon fine, è "merito" dell'utente, ignaro delle conseguenze del proprio operato online. L'interazione dell'utente è una componente fondamentale nello schema di attacco sia ad un sistema informatico che per organizzare una truffa telematica che, il più delle volte, ha come obiettivo le nostre finanze. Il Social engineering come il phishing sono solo alcune delle tecniche che i truffatori utilizzano per ottenere dati personali come numeri di carta di credito o le credenziali di accesso a determinate risorse o al servizio di posta elettronica, strumentali per porre in essere altre tipologie di attività criminali come il furto di identità elettronica o nel far ammalare il PC di qualche "accidente" cibernetico. Le nostre attività quotidiane lasciano una scia elettronica, un ombra che ci segue ovunque. Pensiamo, ad esempio, all'utilizzo del bancomat, del telepass, del telefono cellulare e naturalmente di Internet. Dati ed informazioni che se cadessero nelle mani sbagliati, oltre ad un utilizzo commerciale, possono essere impiegati, a nostra insaputa, per addebitarci finanziamenti on-line oppure utilizzare la nostra identità sulla quale far ricadere le responsabilità di attività criminali. Nello scorso appuntamento con la rubrica YOOTOO abbiamo visto come alcuni virus informatici sono in grado di sequestrare i nostri file che possono essere "liberati" dietro pagamento di un riscatto poco virtuale e molto reale. Parafrasando un celebre giornalista motociclistico famoso per le sue raccomandazioni verrebbe da dire: antivirus ben aggiornato, software originale, occhi aperti anche di notte e prudenza… sempre!!!



 Antonio Rossi (07/10/2008)

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