«L'indifferenza uccide ».
Per il senatore Viorel Badea, in
visita ufficiale a Sezze in qualità
di Ministro dei cittadini romeni
all'estero, l'incipit pronunciato
tra detti e proverbi è suonato
come un appello rivolto non
solo ai propri connazionali, ma
anche alle istituzioni locali. Presenti
il comandante della locale
stazione dei Carabinieri e del
comando di
Polizia municipale,
la giornata
del ministro
Viorel
Badea si è
aperta con
una conferenza
stampa nei
locali del Museo
archeologico
di Sezze:
a fare gli onori
di casa, il professor Jeff Anelli
ed il capoguppo di Forza Italia
Roberto Reginaldi.
«Siamo qui per ricostruire una
coscienza perché l'asino da soma
è sempre il più maltrattato
ed oggi i nostri concittadini vivono
questa contraddizione,
dobbiamo costruire delle relazioni
che non siano dettate solo
dal bisogno della pancia. Non lo
neghiamo, i romeni che vivono
all'estero producono un valore
aggiunto con rimesse ufficiali
che nel 2007 sono state di otto
miliardi di euro. Siamo qui per
difendere e diffondere i diritti di
una comunità che intendiamo
chiamare al voto, e responsabilizzare,
attraverso l'istituzione e
la garanzia del voto elettronico,
per restituire loro i diritti costituzionali
oggi non del tutto garantiti.
In Romania, oggi accade
una cosa strana: la destra governa
perché sostenuta dalla sinistra.
Ci vorranno decenni prima
che la teoria dell'elastico rimetta
le cose a posto. I comunismi
sono stati abbattuti, ma è l'effetto
contrario il risultato. Per questo
che dopo aver visitato realtà
dove la nostra comunità è forte
e produttiva, Milano, Torino,
Padova, abbiamo deciso di venire
a Sezze, per la seconda
volta».
Il Lazio, una realtà che il ministro
Badea preferisce ad altre, sarà il suo amore per il nostro
paese, derivato dalla conoscenza
della nostra lingua studiata a
lungo - egli è professore d'Italiano
in Romania - sarà perché
si sente profondamente latino,
tanto d'aver concorso al Certamen
Ciceronianum di Arpino,
ma è da qui che intende ricostruire
le relazioni interrotte.
«L'integrazione economica dei
nostri connazionali - ha continuato
Badea - sta togliendo manodopera
al nostro paese. E per
le nostre infrastrutture siamo
costretti a rivolgerci a cinesi,
afgani, pachistani. Il nostro paese
come il vostro, e come parte
dell'Europa, non erano preparati
legislativamente a questa
massa di movimenti di persone
alla ricerca di lavoro, stabilità e
sicurezza, è su questo fronte che
si dovrà lavorare, riattivando i
consolati con personale più motivato,
aiutare a promuovere
azioni culturali tra i vari istituti
di lingua italiana e romena. Promovere
proposte legislative, attraverso
il Partito popolare europeo,
affinché la sicurezza ed il
senso di protezione rappresentino
un valore aggiunto per entrambe
le comunità. Vogliamo e
dobbiamo proteggere i nostri
concittadini, farli sentire sicuri,
laddove sono presenti e possono
produrre reddito e cultura».
Elisa Fiore (22/11/2008)
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