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“Nella mia lunga vita ho attraversato il globo in lungo e in largo, per terra e per mare, senza mai fermarmi un istante.
Ho superato sconfinate distese di sabbia bollente provando l’arsura della sete e lo sfinimento delle membra”
Sono le parole dell’incipit di “Passeggiando tra gli scavi”, il libro dello scrittore latinense Guido Marcelli, una raccolta di racconti brevi. Racconti che trasportano il lettore in un mondo irreale eppure tangibile, inafferrabile e solido: il mondo della fantasia, dell’immaginazione. E, attraverso di esso l’autore da vita a sogni e aspirazioni ma anche ad ataviche paure ed universali interrogativi.
Guido Marcelli, il magistrato – scrittore, con abilità e naturalezza ci guida alla scoperta di stati d’animo complessi, a volte insondabili, pieni di aspettative e curiosità dei protagonisti verso un tema fondamentale quello del viaggio, dell’incontro, dell’avventura, della scoperta di sé. Viaggio come metafora dell’esistenza: l’Alfa e l’Omega proiettata in una dimensione di sogno.
L’intreccio narrativo del libro si dipana attraverso nove inquietanti racconti: storie, pervase da un’atmosfera sospesa e carica di tensione; che, noblesse oblige, raggiunge l’acme in “Intervista ad Edgar Allan Poe”.
Potremmo affermare, e senza timore d’essere smentiti: è un libro che si legge tutto d’un fiato; ma è una formula talmente usata e banale che finiremmo per far torto a questi racconti: profondi e divertenti, lievi ed eleganti, surreali e mai grotteschi.
Dalle pagine del libro ci vengono incontro personaggi famosi che, forse più di una volta, abbiamo sognato di conoscere da vicino, incantati dalla loro personalità, dal loro sapere o dalle loro gesta. Personaggi immortali come Plinio il Vecchio, il naturalista latino “protagonista” del racconto “Passeggiando tra gli scavi” da cui prende il titolo anche il libro. O scrittori, come Edgar Allan Poe, che hanno fatto veleggiare la fantasia, di tante generazioni, immergendola nelle acque del terrore, dell’angosciosa paura del soprannaturale
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