Una mozione contro gli sprechi, per sostituire le indennità del sindaco, della giunta e del presidente del consiglio comunale con il gettone di presenza. Se ne parlerà domani in aula consigliare, grazie alla richiesta sottoscritta dai consiglieri del Pdl Zarra, Ceccano, Vitelli e Piccolo, assieme a Casalini di Area Democratica e a Cerroni della lista Centro Moderato. Spiega la mozione l’esponente di minoranza Antonio Vitelli, che prevede un risparmio per l’Ente di 150 mila euro, tutti oggi a carico dei contribuenti setini. «La finanziaria del 2008 – afferma Vitelli - ha previsto l’obbligatorietà per i consiglieri comunali di far riferimento ai gettoni di presenza, che garantiscono così un rimborso minimo collegato all’effettiva partecipazione ai lavori consiliari e nelle commissioni. Proprio seguendo lo stesso spirito, la manovra impostata dal nuovo governo Berlusconi ed annunciata per la parte relativa ai tagli dei costi della politica dal ministro Brunetta, prevede un’ulteriore riduzione del 20% delle indennità del sindaco e della giunta, che ad oggi, costano al contribuente setino, circa 180 mila euro l’anno». L’economista Vitelli spiega, inoltre, che «non essendo l’indennità una forma economica obbligatoria per l’ente comunale, l’obiettivo della mozione, è quello di uniformare trattamenti giuridici e economici dell’intera classe politica, con un sistema di controllo, che garantisca un maggiore impegno collegato alle sedute effettive svolte dalla giunta, da parte dell’esecutivo, e soprattutto un risparmio per le tasche dei cittadini setini, che nei 4 anni successivi – spiega ancora Vitelli - potrebbe tradursi in circa 600 mila euro, da destinare ad altre priorità per la collettività». Per rendere ancora più chiara la visione “parsimoniosa” della cosa pubblica da parte del Pdl, Vitelli porta come esempio l’indennità del Presidente del Consiglio Zeppieri, pagato con un indennità che costa all’ente circa 650,00 euro mensili. «In caso di adozione del meccanismo dei gettoni di presenza – dice Vitelli - costerebbe invece 75 euro al mese, poiché mediamente, tre sono gli impegni mensili da lui assolti nelle sua funzione (2 consigli ed una commissione capogruppo per ogni mese)». Il Pdl ricorda che nella discussione sul bilancio le opposizioni chiesero l’abolizione integrale delle indennità «ma la maggioranza e Campoli bocciarono l’emendamento dopo che avevano proceduto, nel mese di marzo, ad aumentarsi le stesse indennità di oltre il 30%». Le opposizione, quindi, chiedono alla maggioranza un segnale forte che liberi risorse economiche a vantaggio di priorità e bisogni della cittadinanza. Vista così la mozione appare interessante e – oltre a garantire soglie di risparmio – farebbe cadere finalmente quei privilegi economici che, per buona parte dei politici locali, non corrispondono ad una attività politica e amministrativa attiva. Molti, infatti, sono considerati dei “scaldabanco” e politicamente assenti in aula.
Alessandro Mattei (17/07/2008)
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