LA questione indennità di
funzione corrisposte al
sindaco, ai componenti
della giunta ed al presidente
del Consiglio comunale,
come preannunciato,
non è stata analizzata nel
corso dell'ultimo Consiglio
di venerdì mattina, e
tornerà ad essere inserito
come punto all'odg del
prossimo Consiglio. Ma
con una sostanziale modifica.
Il consigliere capogruppo
di FI Roberto Reginaldi,
che in aula aveva
annunciato il proprio dissenso
verso «quell'opposizione
politica urlata nelle
aule e sulle pagine dei
giornali», ha sottratto la
propria firma alla proposta
di modifica della delibera,
attraverso mozione presentata
originariamente
dai consiglieri di opposizione
Casalini (Area Democratica),
Ceccano, Vitelli
(Lista Civica Patto
per Zarra divenuti poi
Udc, e poi popolari europei
aderenti alla PdL),
Zarra (Udc) e Reginaldi
(FI), Piccolo (An divenuto
poi Democrazia Cristania
per le Autonomie) mozione
mai firmata dal consigliere
di Movimento Democratico
Serafino Di
Palma. Restano cinque così
i consiglieri che chiedono
l’applicazione della
l e g g e f i n a n z i a r i a
n.244/2007 in modo di garantire
uniformità di corrispondenza
dei pagamenti,
a tutti i membri del consiglio,
siano essi di governo
che di opposizione.
«Adottando un modo uniforme
per tutti i rappresentanti
comunali, per la
corrisponsione degli emolumenti,
con decorrenza
dal 1 gennaio 2008». Ma
cosa accadrà nelle prossime
ore? La questione che
tornerà ad esacerbare gli
animi, e che terrà banco
nelle fila delle maggioranze
come delle opposizioni
è e resta un' interpretazione
plausibile, ma non restrittiva,
del regolamento
comunale che, causa dissidi
interni alle opposizioni
ed una sostanziale inerzia
da parte della maggioranza,
finora ha visto l'azzeramento
della commissione
Trasparenza. Una commissione
che per quanto
concerne la presidenza,
per statuto, deve essere
affidata alle opposizioni
che invece sembrano non
chiederne, in questo caso,
la presidenza, essendo da
tempo impegnate a guerreggiarsi
in una lotta intestina,
fatta di smentite, comunicati
stampa e lettere
mai recapitate, finalizzate
invece alla massima visibilità
ed al controllo delle
opposizioni, attraverso la
volontà finora mai ostacolata,
di costituire ognuno
gruppo a se stante, per
divenire in seguito capogruppo
del proprio «gruzzolo
elettorale»...
Elisa Fiore (14/07/2008)
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