Torna sulla vicenda dei
medici in politica, il consigliere
comunale Paolo
Rizzo, e lo fa partendo da
una serie di considerazioni
che analizzano gli ultimi
fatti accaduti.
«Pur apprezzando la battaglia
che alcuni consiglieri
del Popolo
delle
Libertà,
che mi auguro
sia
fatta non
in maniera strumentale,
non credo
che questa
battaglia
sia da
considerarsi
personale
e
nello specifico
contro il
presidente
del consiglio
stesso,
ma va
a toccare
un questione
più
generale e
come tale
la riflessione
deve
essere
ampliata,
e non circoscrivendola ai
soli medici. Presenti, fra
l’altro, in tutti gli scranni
politici, dai consigli comunali
al parlamento. La discussione
deve riguardare
- continua Rizzo - anche
tutte quelle persone che
lavorano nelle forze dell’ordine,
ad esempio, gli
imprenditori che gestiscono
posti di lavoro ricevendo
finanziamenti pubblici,
e tutti coloro
i quali
si potrebbero
trovare
nella situazione
di condizionare
il
voto d'altri,
vincolandone
la
libertà di
es pres sione
».
Entrando maggiormente
nello
specifico
Rizzo
spiega
che: «Parliamo
di inopportunità
facilmente
rilevabili
altrove.
Ci
sarebbe da
chiedersi -
domanda -
se è compatibile
la
presenza di personaggi
della politica setina, che
siedono in Consiglio comunali,
mentre loro stretti familiari hanno rapporti
diretti e continuativi con lo
stesso ente o con l'unità
sanitaria locale, ricoprendo
ruoli dirigenziali o comunque
di alto prestigio,
tali da poter essere utilizzati
strumentalmente per
fini politici?. Ritengo che
ci si trovi in questo caso
nella stessa situazione di
inopportunità che si solleva nei confronti dei medici;
e se si volesse andare
oltre si potrebbe, senza
nessuna difficoltà, perché
soprattutto in una piccola
cittadina come Sezze, sono
talmente tante le situazioni
simili e di questo tipo
che si rischierebbe di non
avere candidati al consiglio
per inopportunità politica.
Purtroppo però la
campagna elettorale per le
provinciali 2009 è da ritenersi
iniziata e questa è
una delle prime conseguenze,
si cerca di screditare
gli avversari politici
più in vista, come il caso
del presidente del Consiglio
che, vale la pena ricordare
è componente, in qualità
di medico esperto, della
commissione invalidi
civile che si interessa
esclusivamente della legge
104 del 2000 e della legge
68 del 99 e non è invece
componente della commissione
di invalidità civile
che si interessano di
pensioni di invalidità, accompagnamento
e quant'altro.
Un marchiano errore
che la dice lunga sul
clima che s'intende instaurare
».
Come si può capire quindi
Rizzo chiede regole certe
per tutti sull’incompatibilità
tra il ruolo di consigliere
comunali e l’attività
lavorativa che quest’ultimi
svolgono.
Elisa Fiore (05/07/2008)
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