Che si intervenga e subito. La settimana appena strascorsa ha fatto registrare nei Lepini, ma soprattutto nel territorio di Sezze, un bilancio-incendi del tutto negativo. Anche nella giornata di domenica e di ieri altre colline della città sono andate in fumo a causa di devastanti incendi che stanno praticamente distruggendo tutta la macchia mediterranea presente sulle nostre terre. Ieri, ad essere preso di mira dalla fiamme, la collina di Monte Trevi, già distrutta in parte dal grande incendio che ha colpito la stessa montagna nella giornata di domenica scorsa. Dalle primissime ore del mattino, una coltre di fumo denso e acre, ha coperto buona parte delle abitazioni ubicate sopra località Monte Trevi a causa di altissime fiamme che hanno lambito a tratti alcune palazzine della zona. Nell’ultima settimana, a Sezze, colline e vasti appezzamenti di terreno sono diventati cenere e su ogni incendio divampato è stata ipotizzata una origine dolosa. Da località Casali, a località Sorana, per passare a Ceriara e in tutta la Via Ninfina sembra esserci stata una catene di fuoco che ha prodotto una continuità devastante per i Monti Lepini. I Vigili del Fuoco, e i volontari della Protezione Civile, hanno lavorato sodo per domare una serie di focolai sparsi in maniera troppo irregolare che fanno pensare ad una matrice dolosa per mano probabilmente di un piromane. Ed è proprio per tale motivo che, oltre alle operazioni di spegnimento e alla tempestività negli interventi, i cittadini chiedono alle autorità locali di istituire una vigilanza territoriale che possa in qualche modo scoraggiare eventuali soggetti intenzionati a cancellare quel poco di verde che resta nei dintorni del territorio comunale. A Sezze, ma anche nei Comuni limitrofi, non si registravano incendi di tale portata da diversi anni. Anzi, proprio l’anno scorso nei Lepini e in tutta la provincia di Latina, le autorità competenti si complimentavano con i responsabili dell’ambiente proprio perché la percentuale degli incendi era scesa improvvisamente a picco rispetto agli anni precedenti. E’ proprio il caso di dire, purtroppo, che il sogno è durato poco.
Alessandro Mattei (24/07/2007)
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