Tutto pronto per il grande evento
di questa sera. A Sezze, come da
tradizione, a partire dalle 20.30
sfilerà la Sacra Rappresentazione
del Venerdì Santo. Anche quest'anno
la processione sarà trasmessa in
mondovisione grazie ad un accordo
con il gruppo «Lazio Tv» che proporrà
in diretta l'evento su «Roma
Sa»t. La processione di questa sera,
inoltre, sarà «illuminata» da una
luce particolare quella che dopo
quarant'anni tornerà ad accendersi
sulla Croce in ferro dell'anfiteatro
di Sezze: monumento alto 54 metri
che, illuminato, sarà visibile in tutta
la pianura pontina. Tra le altre
novità va segnalata la presenza di
Franco Oppini nel ruolo di Erode
e di Eleonora Brigliadori in quello
di Procula, moglie di Pilato.
Saranno presenti anche gli attori
dell'Accademia d'Arte Drammatica
Silvio D'Amico e dell'Accademia
Teatro Menandro che andranno
ad aggiungersi agli oltre
quattrocento non professionisti che
prenderanno parte alla processione.
Ricordiamo, inoltre, che la diretta
satellitare sarà condotta da Maria
Teresa Ruta, affiancata da Egidio
Fia e dal direttore artistico della
processione Piero Formicuccia. La
Sacra Rappresentazione della Passione
di Cristo di Sezze, negli ultimi
anni, è divenuto un appuntamento
tradizionale, irrinunciabile.
Il patrocinio della Regione Lazio
che figura come sponsor principale,
della Presidenza del Consiglio
dei Ministri, della Senato della Repubblica,
della Camera dei Deputati,
dalla Provincia di Latina e dell'Astral
Spa, oltre che del Comune
di Sezze sono la tangibile testimonianza
di questo. Perché la processione
è divenuta una sorta di circostanza,
di rito che coinvolge, in tutti
i suoi aspetti, la città intera. È il
simbolo di una spiritualità, a volte
latente, ma che da sempre è propria
di quella cultura figlia della profonda
pietà di cui i setini sono portatori.
Una pietà che ha forgiato intere
generazioni. La Sacra Rappresentazione,
così come sarà proposta
questa sera, fu ideata nel 1933
dall'avvocato setino Filiberto Gigli
il quale volle arricchire artisticamente
l'antica Passione medioevale
che vedeva, nel giorno del Venerdì
Santo, le confraternite di Sezze
portare in processione le statue del
Cristo morto e della Madonna addolorata.
Questa processione fu integrata
con scene in costume, che
sfilavano sottoforma di quadri itineranti,
ispirati a fatti del Vecchio e
del Nuovo testamento. Filiberto
Gigli fece questo perché colpito dal
profondo sentimento spirituale del
popolo di Sezze. Marcello Covoni,
regista del teatro dell'opera, Pero
Pocek artista di fama internazionale,
gli accademici Piacentini e Giovannoni,
l'architetto Piero Aschieri
l'entusiasmo e l'orgoglio degli attori
setini fecero il resto. In pochi anni
la processione di Sezze divenne
famosa in tutto il mondo divenendo
presto un punto di riferimento per
le altre rappresentazioni. Il drammaturgo
siciliano Rosso di San
Secondo, in un memorabile articolo
del 1935, tradotto e radiodiffuso
anche negli Stati Uniti, descrisse
l'atmosfera di Sezze nel giorno del
Venerdì Santo con parole straordinarie.
La Passione di Sezze raggiunse
in pochi anni una tale rinomanza
tanto che fu rappresentata a
Roma nel 1950 in Via Fori Imperiali
in occasione del Giubileo ricevendo
elogi dall'allora primo ministro
Alcide De Gasperi. A distanza
di cinquant'anni, in occasione del
Giubileo del 2000, la Rappresentazione
è stata inserita nel calendario
delle manifestazioni giubilari organizzate
dall'Agenzia Romana per il
Giubileo in collaborazione con il
Segretario Generale del Grande
Giubileo, sfilando nuovamente a
Roma, in Via della Conciliazione, il
18 aprile 2000. Questa sera, a partire
dalle 20 e 30, l'evento tornerà a
sfilare perle vie cittadine rinnovando
una tradizione che va oltre il suo
valore scenico e allegorico.
Alessandro Di Norma (10/04/2009)
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