La comunità setina ieri si è svegliata con una di quelle notizie che gettano nello sconforto e che fanno riflettere: un incendio di vaste proporzioni è divampato all’interno della Chiesa di San Lorenzo Martire in località Crocemoschitto, molto probabilmente a seguito di un furto sul quale grava anche l’ombra e il mistero delle messe nere. Ma procediamo per gradi. L’allarme parte alle ore 8,10 quando una signora del luogo sente un forte odore acre e nota del fumo denso provenire dalla sacrestia della Chiesa. La parrocchiana avverte subito i Vigili del Fuoco e sul posto con tempestività si portano i Carabinieri di Latina, i militari della stazione di Sezze e la Polizia Locale. Nel frattempo però la notizia dell’incendio si allarga ai parrocchiani e al vicinato che arrivano anch’essi sul luogo dell’incendio, anzi da indiscrezioni pare che proprio alcuni di loro siano stati i primi a verificare quanto accaduto. All’arrivo delle forze dell’ordine e dei Vigili del Fuoco la chiesa ancora brucia in parte, le fiamme hanno già distrutto del tutto i locali della sacrestia ed è ancora in fumo la piccola navata della chiesa. I Vigili del Fuoco con duro lavoro e con l’ausilio di bombole di ossigeno sono riusciti, comunque, ad evitare che il fuoco si propagasse negli altri locali. Dai primi rilievi eseguiti è stato appurato che il tutto sia partito da un furto avvenuto in piena notte, intorno alle ore 3. Secondo gli inquirenti i ladri, dopo essersi introdotti nella chiesa sfondando una porta finestra, si sono portati nei locali della sacrestia in cerca di beni di valori e, molto probabilmente, nel momento della fuga involontariamente hanno innescato la miccia che ha provocato poi l’incendio: forse con una candela utilizzata per farsi luce. Gli inquirenti infatti hanno escluso categoricamente una connessione diretta tra il furto e l’incendio e considerano quest’ultimo un atto involontario da parte dei delinquenti che si sono introdotti nella chiesa, dimostrato poi con dei rilevatori di incendio. Ingenti i danni alla struttura, ridotti in cenere i documenti e l’archivio dei fedeli, gli abiti talari e altri paramenti.
Se sul furto e sul conseguente incendio è stato aperto un fascicolo (nella chiesa sono stati apposti i sigilli da parte della Scientifica) ancora avvolto nel mistero l’episodio collegato alla profanazione del tabernacolo e delle ostie, al ritrovamento - da parte dei primi fedeli accorsi - del bambinello Gesù utilizzato per il natale posto al centro della sacrestia e della scomparsa – sembra – di due calici di ottone. Se su questo episodio gli inquirenti mantengono il riserbo, sono i fedeli a sospettare che l’incendio sia stato appiccato dopo la celebrazione di una messa nera.
Su quanto avvenuto a dir poco sconvolto è il parroco polacco Padre Gregorio Pelczar che ieri addolorato non ha voluto rilasciare interviste.
Alessandro Mattei (05/03/2011)
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