Doveva essere un sopralluogo
dimostrativo, perché l'assessore
ai Lavori pubblici, Pietro Bernabei,
era convinto che le cose non
stessero così male come gli venivano
descritte dal consigliere del
Md Serafino Di Palma, ma la
scena che si è aperta dinanzi a
loro è stata quasi apocalittica.
«Ancora una volta avevo fatto
notare a Bernabei, come anche a
Ferragosto, gli abitanti
di Sezze Scalo fossero
costretti a fare i conti
con la penuria d'acqua.
Erano ormai due giorni
che vedevamo l'acqua
solo alle due del mattino
e per meno di un'ora».
Parla concitato il consigliere
di Md che quasi
non crede ancora ai propri
occhi «ma avevo visto
le foto che mi erano
state inviate, ed ho voluto
che anche Bernabei
se ne rendesse conto.
Ho accettato il suo invito
e siamo andati».
Prima tappa, via Friuli.
Un tombino di quasi due metri
quadrati scoperchiato e con tanto
di pietra a frenare ogni possibile
ipotesi di chiusura e qui siamo a
cinquanta metri dalle case della
Sottostazione; qui ci vivono
bambini, anziani e donne, ed è un
luogo frequentato ogni giorno:
possibile che nessuno se ne sia
reso conto?
Seconda tappa: impianto di via
Friuli. Serve buona parte dell’abitato
di Sezze Scalo. Cancelli
aperti e porte spalancate, cassetta
del contatore Enel con tanto di
nido d'ape. Ma da quanto tempo
non viene chiuso? Ed infine, i
due motori per il pompaggio
dell'acqua alla mercè di chiunque,
di cui solo uno funzionante.
L'altro era in panne, motore caldo
ma fermo, e chissà da quanti
giorni. Nessun guardiano a vigilare
sull'impianto di risalita aperto
a chiunque. Stessa scena per la
centralina, porta spalancata, vetro
di protezione aperto. Se un
malintenzionato decidesse di
agire contro la popolazione setina
potrebbe farlo. «Perché la
Dondi spa non ha posto adeguate
misure di sicurezza ai propri impianti?
- chiede Serafino Di Palma
- Basta fare qualche chilometro
e vedere in che condizioni è
ridotto il Lago delle Mole Mute,
fonte primaria di approvvigionamento
per la popolazione setina.
Un letamaio a cielo aperto, fatto
di melme e mucillagini, perché
se è vero che le pompe pescano
in profondità è pur vero che ciò
che galleggia si deposita. Sono
lontani i tempi in cui il sindaco
Sandrino «Bufalotto» teneva il
Lago delle Mole Mute pulito
come un bicchiere d'acqua limpida.
Cosa è successo da allora?»
chiede Di Palma.
Ma adesso sono in molti a chiederselo,
anche perchè, se gli acquedotti
sono obiettivi
sensibili, non si spiega
come mai l'acquedotto
delle Sardellane, 250
metri più in là, sia protetto
e vigilato ventiquattro
ore su ventiquattro,
con telecamere
e tanto di guardiano
notturno. Mentre gli
impianti di via Friuli e
Mole Muti siano in stato
di degrado da terzo
mondo.
«Se questi sono gli impianti
- si interroga Di
Palma - mi chiedo in
quale condizioni versi
la rete idrica». Intanto
da lunedì mattina, l'ingegnere
capo del Comune di Sezze, Mauro
Vona, ha notificato alla Dondi
spa di Rovigo, foto e documentazione
raccolta. Se entro oggi non
avrà risposta, l'amministrazione
procederà alla messa in sicurezza
degli impianti a spese della concessionaria.
Elisa Fiore (20/08/2008)
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