La conservazione,
la valorizzazione e un’ottimale
gestione del patrimonio
immobiliare comunale
sono uno dei primari obiettivi
della nuova amministrazione
di Sezze e costituiscono
una delle specifiche
deleghe che il sindaco
Andrea Campoli ha affidato
all’assessore Bruno
Cardarello. A venti giorni
dall’insediamento, il neo
assessore ha già effettuato
una ricognizione della situazione
e, di concerto con
la giunta comunale, sta valutando
la necessità di una
più funzionale riorganizzazione
dell’Ufficio patrimonio.
L’ufficio dovrà essere
il fulcro attraverso il
quale centralizzare tutta
l’attività di ricognizione,
programmazione, controlli
sugli interventi di cessione,
di acquisizione, di affitto
e di concessione a
vario titolo dei beni, nonché
di definizione delle
modalità di manutenzione
e uso.
«Negli ultimi giorni del
suo mandato - spiega l’assessore
al Patrimonio - il
commissario prefettizio
aveva rilevato l’urgenza di
un intervento sulla macchina
amministrativa, che
andasse verso una più oculata
gestione del patrimonio
immobiliare, costituendo
un gruppo di lavoro.
Noi riteniamo che non
basti. Pertanto, partendo
dal lavoro già ipotizzato
dal dottor Leopoldo Falco,
vogliamo dare maggiori
certezze, professionalità
ed un chiaro punto di riferimento
nell’ambito della
struttura comunale, anche
per tutti i cittadini interessati
a tutta una serie di
problematiche da sempre
accantonate e irrisolte nella
nostra città».
L’assessore Bruno Cardarello
si riferisce, prima
di tutto, al riscatto delle
aree di edilizia residenziale
pubblica; ai diritti di
superficie; agli usi civici e
alle affrancazioni di livelli
che gravano su molti terreni
del territorio comunale.
Si tratta di problematiche
che creano problemi ai cittadini,
ad esempio al momento
in cui si vuole accedere
ad un
mutuo: «Miriamo
ad una
gestione del
pa tri mon io
im mob il iar e,
uffici, servizi,
abitativo e
non abitativo,
in chiave moderna
e con la
partecipazione
dei cittadini.
Il nostro
obiettivo -
conclude
l’assessore al
Patrimonio -
non è soltanto quello di
mirare alla conservazione
dell’esistente. Ma, anche,
alla trasformazione attiva
del patrimonio e alla ricerca
di soluzioni più redditizie
e più funzionali per il
bilancio comunale».
Giovanni Rieti (17/07/2007)
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