 |
Il ritrovamento della baraccopoli in via San Bartolomeo a Sezze (perché si tratta di una vera Baraccopoli checché ne dica il comandante della Polizia Municipale Lidano Caldarozzi) ha fatto il giro della Provincia, ha fatto scalpore e ha suscitato polemiche ma non più di tanto. La realtà è che i setini sono oramai abituati a convivere con una realtà che chiamarla promiscua è già un complimento. Magari ci fosse una promiscuità fatta di regole e rispetto reciproco, ma siamo distanti anni luce. Il fenomeno dell’immigrazione è una delle problematiche che gli amministratori locali e provinciali conoscono meglio di chi si lamenta ogni giorno, evidentemente ci sono troppe questioni concatenate al problema che prenderle in considerazione sarebbe come occupare tutto il tempo a disposizione senza poter pensare ad altro. Immigrazione, sicurezza pubblica, locazione, Ici, rifiuti solidi urbani, micro e macro criminalità, integrazione tra etnie diverse, forme di razzismo ecc.. ecc.. vi bastano? O vogliamo aggiungere il lavoro nero che nel corso degli ultimi anni a Sezze è praticamente lievitato in maniera a dir poco vergognoso? Esisterà anche lo sfruttamento alla prostituzione? Risposta scontata. Ma la cosa che più ci sconforta è l’impotenza di chi ci amministra di fronte tutto questo mondo sommerso che esiste in città. Si tratta di una città invisibile (detta alla Calvino,ndr) un viaggio tra il degrado chi di vorrebbe trovare un’isola felice in città e chi vorrebbe, invece, convivere con gente straniera magari imparando anche a conoscere il diverso. Ma ad oggi questo non è possibile.
|