Tempo di bilanci per la CGIL dei Monti Lepini. Il responsabile di zona, Salvatore Piccoli, tira le somme di un lungo operato che ha visto il sindacato in prima linea su tutti i Comuni del comprensorio lepino. Tra le diverse attività, la CGIL è stata fortemente impegnata a tutelare gli immigrati presenti nelle diverse città. E proprio sull’immigrazione, nei giorni scorsi, è stato presentato un rapporto che rende l’idea di quanto sia presente il fenomeno dell’immigrazione nei Monti Lepini. «Sui 10 Comuni dei Monti Lepini - leggiamo nel report- sono residenti 70.673 cittadini .Di questi 5.440 sono stranieri (3.986 comunitari;1.454 extracomunitari).Una presenza significativa dell’8% della popolazione. A questa va aggiunta la popolazione clandestina senza permesso di soggiorno che in alcune realtà è significativamente numerosa. Se gli stranieri residenti sono 5.440 di questi solo 1.497 risultano essere iscritti al Centro per l’Impiego di Sezze.Come dire che solo il 28% della mano d’opera passa per le “vie legali”. Noi sappiamo - continua Piccoli - che lo sfruttamento della mano d’opera straniera è ormai il valore aggiunto della economia pontina che, utilizzandoli in attività non considerate dagli italiani,si trova sul mercato forza lavoro a basso prezzo e disposta a tutto pur di campare. Se calcoliamo un reddito medio di € 700 (settecento ) mensile per 4.500 persone arriviamo ad un reddito annuo intorno ai 35 milioni di reddito prodotto, di cui il 70% speso dagli immigrati nei Comuni di residenza .Ricchezza che viene spesa sul territorio lepino». La CGIL affronta poi un fenomeno parallelo a quello dell’immigrazione, ossia il lavoro nero, e il conseguente lucro di imprenditori senza scrupoli. «Intorno a queste popolazioni – afferma ancora Piccoli - c’è un ceto sociale di spregiudicati che si è arricchito e che ha strutturalmente tutelato il reddito attraverso affitti di locali,o peggio ancora attraverso l’antico mestiere del caporale. Sono decine i pulmini che all’alba portano le donne nelle campagne e gli uomini nei cantieri. Una tratta di esseri umani che subisce illegalità, sottosalario e sfruttamento perché privi di tutele e di protezioni istituzionali. In primis gli EE.LL. che godono di questo immenso beneficio economico e produttivo, nel venire meno alla vigilanza del lavoro nero ed irregolare». Il report del sindacato prosegue illustrando la presenza di immigrati nei singoli paesi, che vede Sezze attestarsi in cima a quelli con il maggior numero di immigrati residenti (2.800 cittadini, di cui 2.322 e 478 extracomunitari). La CGIL dei Monti Lepini invita le Istituzioni a promuovere un processo di vera integrazione sociale ed economica, intervenendo contro illegalità ed irregolarità diffusa soprattutto nel mondo del lavoro.
Alessandro Mattei (06/01/2010)
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