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Cento anni di storia, vita,
scienza, festeggiati proprio
nella giornata di oggi. Non ha
bisogno di presentazioni, ma
cerchiamo di sintetizzare la sua
storia prima di conoscere il suo
pensiero. Rita Levi Montalcini,
premio Nobel per la medicina
con Stanley Cohen nel
1986, è professoressa universitaria
e ricercatrice. Presidente
onorario di «Green Cross Italia
», è consigliere del Presidente
Gorbaciov, componente
del board di Green Cross International,
e Senatrice a vita della
Repubblica italiana. Prima
donna ad essere ammessa all'Accademia
Pontificia delle
Scienze, è anche membro dell'Accademia
Nazionale dei
Lincei, dell'Accademia Americana
delle Scienze, della
World Academy of Culture di
Parigi, del comitato scientifico
dell'Istituto Italiano per gli Studi
Filosofici di Napoli e di
numerose altre società ed istituti
scientifici. La sua attività di
scienziata le è valsa innumerevoli
riconoscimenti a livello
internazionale, fino al conferimento
del Nobel per la medicina.
E’ stata la prima donna a
rivestire l'incarico di presidente
dell'Enciclopedia Italiana
(1993-1998). Componente del
Cnr, attualmente si dedica a
tempo pieno alla ricerca presso
il laboratorio di biologia cellulare.
Professoressa la scienza genera
paura per la sua velocità
di trasformazione dell'esistente,
non dando modo alle
persone normali di metabolizzare
le radicali modifiche
che provoca.
Qual è il modo
giusto per affrontare questo
repentino cambiamento?
In genere i timori sono sempre
sollevati dai media, che
non essendo addetti ai lavori
possono generare uno stato di
angoscia nel grande pubblico.
Il processo della conoscenza è
irreversibile, tuttavia è possibile
fare un uso adeguato di
questa conoscenza. Come ha
asserito un autorevole studioso
di processi evolutivi, George
Simpson, "l'evoluzione biologica
non è un processo morale,
il termine morale è
irrilevante in questo contesto,
e tuttavia ha creato un essere
etico e morale". L'uomo non è
più il "prediletto degli dei",
come si credeva prima di Darwin;
è responsabile verso se
stesso e per se stesso. E' l'unico
tra tutti gli organismi viventi
ad avere la facoltà di controllare
e dirigere la sua evoluzione.
Considerato in questa ottica,
lo scienziato di oggi, in
possesso di tecnologie che possono
sollevare problemi etici,
deve farsi carico di esigenze
morali.
Quando Le hanno assegnato
il premio Nobel, la motivazione
è stata: «Il lavoro della
Levi Montalcini è di fondamentale
importanza per la
comprensione dei meccanismi
che regolano la crescita
delle cellule e dei tessuti. Una
donna che riceve un Nobel ha
qualche emozione in più rispetto
a un uomo, per il semplice
fatto di aver dovuto faticare
di più?
Oggi per una donna è molto
più facile conciliare i problemi
di famiglia con quelli del lavoro.
In passato gli ostacoli erano
molto duri, in particolare
fino a periodi recenti, quale
quello vittoriano e nei primi
due decenni del secolo scorso,
quando ancora predominava a
livello familiare e sociale la
figura dell'uomo. Non ho avuto
alcun problema nei settori della
mia attività lavorativa in
quanto donna. I soli problemi
che sono sopravvenuti
sono stati quelli conseguenti
alla promulgazione
delle leggi razziali.
Si dice che le donne
abbiano una marcia in
più. Una donna scienziata
ha più difficoltà ad
affermarsi e a trovare
spazi adeguati nella ricerca?
Oggi, come in passato,
siamo ancora governati
da un'oligarchia geriatrica
quasi esclusivamente
di sesso maschile. Sono
fermamente convinta dell'enorme
importanza di
dare alle donne quello
spazio che non hanno mai
avuto. Per affrontare i
problemi del XXI secolo
la gestione del governo
mondiale dovrà avvalersi
del contributo femminile,
che ha dato prova di
straordinaria capacità nell'affrontare
problemi di estrema
urgenza. Rispetto agli uomini
le donne hanno dimostrato di
saper mettere in pratica iniziative
estremamente valide superando
difficoltà burocratiche.
In molti casi il successo ottenuto
è stato tanto più meritevole
in quanto ha richiesto eccezionale
coraggio nel contrapporsi
a dogmi secolari.
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