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L’eterogeneità e la diversità fatte in persone. Anzi in militanti e in dirigenti di partito. Dentro il costituendo Popolo delle Libertà di Sezze c’è veramente di tutto, un contenitore che sta riempendosi di ex ed altro. L’arco politico della costituenda segreteria pidiellina, attualmente data in gestione al consigliere comunale Rinaldo Ceccano, è costituita soprattutto da ex esponenti politici che vanno dall’estrema sinistra sino all’estrema destra, passando per il centro e per anonime formazioni para-politiche. Il contenitore è davvero colmo e, come al supermercato, si trova di tutto. Se gli attuali dirigenti pensano che questo sia un qualcosa di positivo noi crediamo invece che lo stesso elettorato di centrodestra la pensi diversamente. Ovviamente, è tutto da dimostrare, ma per quello che sta accadendo si prevedono visi scuri e abbandoni post elettorali. Comunque, a parte il guazzabuglio di bandiere che oggi stanno lì a costituire il Pdl, la cosa che va evidenziata è la divisione galoppante che sta lacerando il tessuto politico della nuova componente di centrodestra a livello locale. E’ già difficile chiamarle anime quelle correnti che tormentano la base del partito, perché le tre fazioni che sono nate dentro il Pdl non rappresentano un bell’esempio di politica e, di certo, non favoriranno Armando Cusani, candidato naturale della coalizione ufficiale di centro destra alle prossime elezioni provinciali. Ad oggi la scissione è dominata da tre gruppi nettamente contrapposti: quello rappresentato da Ceccano e Lidano Zarra, quello della fazione di Antonio Vitelli e Antonio Piccolo e quello, infine, del ribelle Roberto Reginaldi, pronto a scendere in campo con la nuova Area del Pdl. La sceneggiata sta andando in scena da diverso tempo ormai. Si litiga in consiglio comunale e fuori gli ambiti politici e poi dinanzi ai Big della politica a livello provinciale si fa finta di essere un gruppo unito e forte che sta lavorando per dimostrare l’indimostrabile perché non sarà Sezze a fare la differenza in Provincia. Vedremo cosà accadrà e se, soprattutto, le zuffe intestine sono solo frutto dell’immaginazione del giornalista di turno o se rispondono a verità. Indicativo di tutto, comunque, il fatto che ancora non venga deciso neanche un candidato per entrambi i seggi. Dalle voci gli aspiranti candidabili sarebbero troppi, per una competizione che, al contrario, vorrebbe poche prime donne, nessun generale e tanti soldati pronti a battersi per recuperare voti e dimostrare che Sezze, forse, non è più la Stalingrado dei Monti Lepini.
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