Il grave fenomeno della violenza sulle donne, purtroppo, domenica 30 marzo si è verificato anche a Sezze.
Un'indagine ISTAT e Ministero per le pari opportunità ha evidenziato che il numero delle donne vittime di violenza nel 2006 in Italia ammonta a un milione e 150.000. Nella quasi totalità dei casi gli eventi non sono denunciati. La violenza viene agita da partner e altri uomini:amici, parenti, datori e colleghi di lavoro, conoscenti o sconosciuti. Non bisogna smarrire una visione "globale" di questo dramma che qualcuno ha definito " la strage degli innocenti". Nel mondo una donna su tre è vittima almeno una volta nella vita di violenza fisica, sessuale o psicologica, nell'Europa del benessere la violenza uccide più del cancro, dunque è l'oggetto di uno scontro crudele dentro le singole civiltà, anche le più avanzate ed evolute.
Servono fermezza e legalità, per regole rispettate da tutti, certezza della pena e celerità dei processi. Nello stesso tempo, cultura della prevenzione, educazione di uomini e donne alla dignità della persona e alla non violenza, informazione ed inclusione sociale.
Da questo quadro introduttivo del problema si nota che non c'è affatto bisogno dei rumeni per accorgersi che il dramma si svolge in tutti i ceti sociali in tutte le civiltà in tutte le religioni, gli uomini da secoli maltrattano le donne. Certo la povertà non aiuta l'elevazione della civiltà di una società ma una cultura della non violenza e dell'inclusione può fare molto. E' una sfida difficile in una società delle differenze, e Sezze ne è l'esempio,ed è per questo che regole e principi comuni, diritti e doveri sono essenziali. L'assassinio è spesso l'epilogo di una lunga catena di maltrattamenti che durano anni di fronte ai quali le autorità di pubblica sicurezza spesso sono impotenti in quanto la vittima per paura di cosa succederà dopo, non denuncia, ma la donna è in balia di situazioni di pericolo quotidiano.
La prova per tutti è costruire una nuova coscienza civica e civile, cittadini portatori di un livello più alto di consapevolezza. Perché se la violenza è sempre prevaricazione, non può sfuggire l'urgenza di raggiungere le donne "invisibili" per lo più straniere, facendo in modo che la conoscenza della lingua e della società italiana sia la condizione decisiva per l'emancipazione e l'autonomia.
Il governo Prodi e soprattutto la Ministra per le pari opportunità Barbara Pollastrini hanno fatto moltissimo in questo campo ed il Partito Democratico ha sposato in pieno la linea intrapresa.
E' molto facile demonizzare qualcuno per fatti negativi che accadono, molto più difficile è fare un'analisi più ampia, cercando di avere una visuale totale del problema. Sulla stampa locale, come sempre e soprattutto in campagna elettorale, si strumentalizzano fatti a seconda delle convenienze, ancora una volta Sezze sembra essere un paese dove la gente è intollerante, cinica ed insensibile a ciò che succede a degli esseri umani che vivono nella loro stessa comunità. Eppure se chi scrive sui giornali facesse una passeggiata all'interno del centro storico si renderebbe conto che i sezzesi e gli stranieri vivono fianco a fianco condividendo una quotidianità fatta di piccole cose e di difficoltà comuni, e la cosiddetta integrazione passa veramente attraverso il contatto giorno dopo giorno e la conoscenza reciproca.
Con ciò non si vogliono nascondere i numerosi problemi del convivere con tante differenze ma l'approccio giusto deve essere quello di costruire insieme qualcosa di positivo non cercare solo di demolire anche quel poco che a fatica è stato fatto.
Purtroppo ci sono drammi che non hanno nazionalità, ed il rispetto delle persone senza gridare sempre allo scandalo, è alla base del convivere civile.
Il Partito Democratico (03/04/2008)
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