Si terrà alle 18.00 il primo Consiglio
Comunale dopo la pausa estiva.
Sul tavolo della discussione
tra i punti all'ordine del giorno, la
comunicazione al Consiglio dell’indicazione,
in sede di commissione
Capigruppo, della commissione
Tecnica delegata dai rappresentanti
degli schieramenti
politici di maggioranza ed opposizione,
per apportare modifiche
statutarie al Regolamento del Comune
di Sezze. Componenti della
Commissione, per la maggioranza:
i consiglieri Enzo Polidoro,
Enzo Eramo e Giovanni Zeppieri,
in qualità di presidente di commissione;
per le minoranze: i consiglieri
Serafino Di Palma e Rinaldo
Ceccano. La necessità di
procedere ad un adeguamento
dello Statuto era sorta allorchè,
alcuni consiglieri di minoranza,
candidati alla carica di primo cittadino,
secondo l'applicazione interpretativa
delle norme statuarie,
non si sarebbero vedute riconoscere
il ruolo di capogruppo. Ruolo
che veniva peraltro ad essere
annullato anche per altre componenti
di minoranza, elette all'interno
di liste oggi scomparse. Sarà
quindi proprio il Consiglio chiamato
ad esprimersi a favore di
questa commissione che, nei
prossimi mesi avrà il compito di
lavorare alla quadratura del cerchio.
Altra questione che potrebbe
creare non pochi mal di pancia
all'attuale maggioranza, sarà la
mozione firmata da tutti i consiglieri
di minoranza sulle sorti parcheggio
Porta Pascibella. La vicenda
riguarda le problematiche
dovute alle presunte carenze progettuali,
venute a galla a seguito
della frana del 15 aprile 2004.
Una storia riproposta agli onori
della cronaca dopo la sospensione
dei lavori da parte del Comune
decise per violazione edilizia, che
nei fatti ripropose una serie d'interrogativi
contestati, nel tempo,
da uno dei consulenti di parte dei
proprietari di immobili confinanti,
l’architetto Claudio Carlesimo.
Presunte inadempienze amministrative
divenute, il 23 marzo, un
appello al Sindaco, ai consiglieri
Di Pastina, Eramo ed all'assessore
Bernabei. Per Carlesimo il parcheggio:
«risponde ai requisiti di
opera pubblica poichè ricade su
aree pubbliche anche se poste a
servizio di immobili privati in
rapporto di pertinenzialità e rispondenti
ad esigenze d'interesse
generale: quali il decongestionamento
del traffico e per questo
inserita all'interno di un atto di
programmazione territoriale quale
risulta il Pup». Nella documentazione
indirizzata in Comune, si
contestano le procedure privatistiche
che avrebbero messo fuori
gioco architetti ed imprese edili,
cui sarebbe stata tolta la chance
date dalla pubblica gara d'appalto.
«Tassativa la necessità delle sole
procedure ad evidenza pubblica,
previste dalla legge Merloni - dichiara
Carlesimo - così si proclama
definitivamente la dolce morte
dell'architettura, ma noi architetti
dobbiamo riconquistare il ruolo di
custodi della norma, anche utilizzando
maniere forti. Mi auguro
che anche l'Ordine di Latina manifesti
il proprio dissenso».
E.f. (24/09/2008)
|