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Il massacro del Circeo diventa
una graphic novel firmata
dallo sceneggiatore tv Leonardo
Valenti e illustrata da Fabiano
Ambu.
Un romanzo grafico, a metà tra
libro e fumetto, secondo un genere
oggi molto in voga, per
ricostruire, nei dettagli più sconvolgenti,
e con la forza del tratto
di china, uno dei fatti più raccapriccianti
della cronaca italiana.
La pubblicazione, che sarà in
libreria e fumetteria a partire
da domani, è una delle novità
della collana «Cronaca Nera»
del catalogo dell'editore Becco
Giallo: 160 pagine in bianconero,
con brossura cucita, in vendita
al prezzo di 15 euro. Vederlo,
fa un certo effetto.
La storia non si può dimenticare:
è quella scritta il 30 settembre
del 1975, da tre giovani neofascisti
della Roma-bene, Angelo
Izzo, Gianni Guido e Andrea
Ghira, che sequestrano, violentano
e torturano due ragazze in
una bellissima villa sul promontorio
del Circeo. Una pagina di
orrore mai dimenticata da queste
parti: furono importanti penalisti
del foro di Latina a difendere
i tre assassini in un processo
che ha fatto storia e la villa del
massacro è rimasta per anni meta
di cronisti e curiosi. Inoltre
Ghira, condannato all'ergastolo
per l'omicidio del Circeo, riuscì
a sfuggire alla giustizia italiana
arruolandosi nella legione straniera
spagnola, con il nome di
Massimo Testa, accrescendo lo
sdegno collettivo: la sua morte a
Melilla, nel 1994 all'età di 41
anni per overdose, venne alla
luce nell'ottobre del 2005 e fu
ripresa da tutti i media locali e
nazionali. Di Angelo Izzo, invece,
abbiamo ancora sentito parlare,
e scritto, per la ragione
peggiore: ha ucciso di nuovo,
una madre e la figlia di 14 anni,
trovate nelle campagne di Mirabello,
piccolo centro alle porte
di Campobasso, dove il massacratore,
mai pentito, era in libertà
vigilata. Oggi, con il libro edito da «Becco Giallo», diventano
fumetti le due vittime del
massacro del Circeo: Rosaria
Lopez, 19 anni, morta per annegamento
dopo essere stata torturata, e Donatella
Colasanti, 17
anni, seviziata,
ma viva per miracolo
dopo essersi
finta morta.
Fu ritrovata il
giorno dopo, nel
portabagagli di
una Fiat 127
parcheggiata in
strada a Roma.
«Pensai che
l'unica cosa da
fare per potermi
salvare fosse
fingermi morta»
è la frase di Donatella
Colasanti
riportata sulla
copertina del libro.
La donna è
scomparsa alcuni
anni fa dopo
una lunga malattia.
In una
delle tavole iniziali
del libro di
Valente e Ambu,
uno degli assassini
mette su
un disco: «Volevamo passare
solo un po’ di
tempo con voi.
Rilassatevi ». E'
solo l'inizio della
fine.
E la novella grafica si spinge
oltre, fino al delitto compiuto in
semilibertà da Angelo Izzo nel
2005.
La GRAPHIC Novel è un
genere molto in voga, i critici
letterari lo collocano
nelle zone alte della letteratura.
Eppure non siamo
esattamente persuasi che
un fumetto, anche nella
sua massima espressione,
sia lo strumento più adatto
per raccontare un fatto di
cronaca, che ancora oggi
ferisce nel profondo per la
crudeltà assoluta che lo
connota. Diciamolo: questo
lavoro (che aspettiamo
di leggere da domani) ci fa
un certo effetto, a prescindere
dalla chiave scelta per
metterlo nero su bianco. E
accompagnati tristemente
dalla cronaca-horror di
questi giorni, con fatti di
disumana violenza sulle
donne che evocano il massacro
del Circeo, speriamo
che non si corra il rischio di
banalizzare il male.
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