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Evviva la politica di centro! Quella dei moderati, quella della voglia di trovare a tutti i costi una soluzione, quella dei compromessi e del piede in due staffe. Sempre e ovunque. Evviva la politica degli accordi a stragrande maggioranza e quella delle intese perfette. La politica che decide tutto in anticipo, anticipando anche le stesse riunioni nelle quali si discute e magari si vota anche all’unanimità. Oggi sembra veramente che tutto ruoti intorno a formazioni politiche tendenti al grande centro, pur essendo formate da personaggi che per storia e per tradizione con il moderatismo forzato c’entrano come i cavoli a merenda. E anche a Sezze sta accadendo la stessa cosa. La storia, d'altronde, ci insegna che il centro ha sempre fatto breccia tra la gente, tra l’elettorato e soprattutto tra i partiti. Quel centro che richiama i valori cristiani (magari solo una mezzoretta la domenica) e quelli del buon costume, dell’educazione e della piena osservanza delle regole etiche e morali. Tutto ciò che si allontana dal centro quindi va evitato. La sensazione è abbastanza evidente: oggi appartenere a partiti di destra o di sinistra è commettere peccato, la si intenda come un vizio da eliminare. Un vizio ovviamente solo nella forma non nella sostanza. La politica fatta dal centro, poi, ha sempre avuto un vantaggio in più: è titolare del movimento che è centripeto, per cui avvicinarsi al centro, appunto, non guasta mai.
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