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I saggi del Pd pensano al dopo Santia,
Partito in crisi di leadership e nel vortice delle diverse anime

| (L'ex segretario Pd Santia)
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Ad una settimana di distanza ancora non terminato le scosse di assestamento nel Partito Democratico di Sezze, dopo il terremoto politico causato dalle dimissioni del segretario comunale Cristian Santia. La mossa dell’ex leader dei democratici setini ha spiazzato tutti al punto che i saggi del partito stanno valutando l’ipotesi di respingere al mittente le dimissioni, almeno non prima di un confronto interno. Cosa però molto improbabile, dato che Santia pare intenzionato a non ritirare nessuna decisione, semmai a riconfermarla aggiungendovi dei particolari in più. Comunque sia occorre chiedersi cosa accadrà dentro il Pd dopo Santia, se ovviamente la sua decisone sarà irrevocabile. In molti hanno già avanzato un paio di candidature pur non ritenendole del tutto condivise dal partito stesso. E’ probabile che il partito peschi all’interno della segreteria stessa. I nomi che circolano sono quelli di Salvatore La Penna e Alessandro Grossi, altre figure non ci sarebbero nell’immediato cosa alquanto grave per un partito di maggioranza che governa la città da quasi due anni. Al successore di Santia, comunque, un compito arduo: rimettere in sesto un partito diviso, senza una strategia e in balia di molte correnti, la maggior parte delle quali facenti riferimento agli ex Ds e all’ex Margherita. Anime opposte per storia, tradizione e cultura politica. Le stesse anime che avrebbero già contribuito a tirare un’imboscata all’ex segretario nel corso delle primarie interne al partito per scegliere la rosa dei tre nomi da presentare in federazione per le elezioni provinciali. Bisogna poi capire se il Pd intende nominare un segretario reggente, che sia in carica sino al voto di giugno, o se vuole eleggere un nuovo leader che rilanci l’azione politica del partito e della stessa maggioranza del sindaco Andrea Campoli, in questi giorni indaffarata a trovare la quadratura del cerchio sul caso delle nomine dei revisori dei conti. Da voci sembra più certa una nomina reggente, in quanto la corrente storica sa per certo che ciò che manca davvero al Pd è una leadership matura. La nuova classe politica, nata dalle cenere dei due partiti, sino ad oggi infatti non ha prodotto nulla di entusiasmante. In un anno di segreteria, l’azione dell’ex segretario è stata praticamente congelata dal poco interesse di quello che sarebbe dovuto essere il nuovo gruppo dirigente del Pd e che invece si è rivelato - almeno per ora - un contenitore vuoto come lo stesso Santia ha dichiarato dopo le dimissioni.
Alessandro Mattei (10/03/2009)
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