 |
Silenziose presenze alate dei
crepuscoli e delle tenebre, i
pipistrelli sono stati da sempre
oggetto di false credenze e
superstizioni, in realtà sono
animali innocui e molto utili all'uomo.
Il silenzio è così intenso che fa quasi rumore, ed
il buio è totale, con le torce spente ci fermiamo
per un attimo, sentiamo soltanto il nostro respiro
e il battito del cuore. Ogni tanto, poche gocce
d'acqua cadono a terra da un soffitto invisibile, il
loro ticchettio regolare, ci fa ricordare che, comunque,
anche qui esiste quello che i nostri sensi definiscono
rumore. C'è molta umidità nell'aria immobile, e fa anche
un po' caldo, per terra il fango non ci permette di
muoverci agilmente, spesso siamo costretti a
camminare con la schiena china, o addirittura a quattro
zampe e, per quanto possibile, bisogna stare sempre
attenti a prendere dei punti di riferimento, c'è il rischio
di perdersi. Dopo aver strusciato attraversato un
cunicolo stretto e angusto, le torce illuminano davanti a
noi un vuoto enorme, ci rimettiamo finalmente in piedi,
e solo allora intuiamo di essere in un ambiente la cui
volta si trova a decine di metri sopra la nostra testa. Lo
spettacolo è impressionante, tra bellissime concrezioni
calcaree di un color bianco latte, luccicanti alla luce
delle nostre lampade, un "tappeto" scuro e brulicante,
rivela la presenza di centinaia di pipistrelli, che ci
guardano a testa in giù; è questo il posto, siamo
finalmente arrivati.
Mi trovo in una delle tante grotte presenti sui Monti
Lepini (ne sono state censite, sino ad oggi, ben 471!), in
quella che per definizione è conosciuta come Grotta dei
Pipistrelli. Sono con Luca, un amico entomologo, lui
studia gli insetti, io invece sono qui perché sto
concludendo la mia raccolta di dati sui mammiferi
selvatici dei Monti Lepini, e da diversi mesi che esploro
grotte, cunicoli, ruderi, antichi edifici e vecchi alberi, alla
ricerca di quelli che in assoluto sono l'ordine dei
mammiferi meno conosciuto e meno studiato in Italia, i
chirotteri appunto, o più noti con il nome di pipistrelli."
Mosè li definì "animali impuri", i Romani li inchiodavano
alle porte delle case o delle stalle per proteggersi dal
malocchio, i Maya li adoravano, mentre per alcuni popoli
orientali, come i Cinesi, sono il simbolo della ricchezza,
della longevità, della fortuna, della gioia e della serenità.
Nella cultura occidentale, superstizione e ignoranza
hanno invece attirato su questi animali l'odio, il ribrezzo
o l'ostilità istintiva della grande maggioranza delle
persone, e hanno generato e alimentato le più assurde
e immotivate credenze a loro riguardo. Piuttosto che
vedere in essi il risultato incredibile e straordinario di
un'evoluzione che li ha portati, soli tra tutti i mammiferi,
alla conquista del volo e dell'ambiente aereo, gli uomini
hanno sempre preferito attribuire sembianze di
pipistrello a diavoli, vampiri, streghe e altri oscuri
personaggi delle loro irrazionali paure.
Ma i chirotteri sono sorprendenti anche per un'atra loro
prerogativa, quella di riuscire a volare nel buio più
assoluto. Il primo studioso che provò ad interpretare e
a capire questa capacità dei pipistrelli, fu l'abate
Lazzaro Spallanzani, cattedratico dell'Università di
Pavia, che, sul finire del 1700, in base a degli
esperimenti effettuati con alcuni di questi animali, riuscì
ad intuire che essi possedevano "un novello organo o
senso che non abbiam noi, e del quale in conseguenza
non potremo mai aver idea". In realtà i chirotteri non
avendo una vista particolarmente sviluppata, per
orientarsi al buio, hanno evoluto un sistema chiamato
"ecolocazione" o "sonar", che permette loro di "vedere"
utilizzando gli ultrasuoni. Le onde sonore trasmesse
dall'animale, "rimbalzando" sulle superfici, vengono
captate nuovamente, grazie ad un sistema uditivo molto
sviluppato, che permette così ai pipistrelli di valutare
distanza e dimensioni (un po'come fanno anche delfini e
balene); allo stesso modo utilizzano gli ultrasuoni per
localizzare in aria le prede di cui si nutrono. I chirotteri
hanno infatti un ruolo ecologico molto importante e
fondamentale in natura, perché si nutrono di
un'incredibile varietà d'insetti alati, molti dei quali sono
spesso dannosi e nocivi; inoltre essi sono molto utili
anche in agricoltura, perché, molti di questi insetti, sono
anche parassiti di numerose piante coltivate dall'uomo.
Quante volte ci è capitato, soprattutto nelle calde serate
primaverili ed estive, di volgere lo sguardo in aria, e
vedere questi animali svolazzare alla luce dei lampioni,
in incessanti acrobazie aeree per catturare noiose e
fastidiose zanzare, mosche, falene e moscerini. L'utilità
dei pipistrelli era stata intuita, già agli inizi del secolo
scorso, durante il periodo di bonifica della Pianura
Pontina, quando, per tenere sotto controllo le tante
zanzare portatrici della pericolosa malaria, vennero
costruiti i cosiddetti "Pipistrellai" che erano delle sorte
di torrette di legno o in muratura dove erano collocati
dei rifugi artificiali utili a favorire la presenza di questi
animali. Per meglio conoscere la considerazione e il
rispetto che i chirotteri hanno in altri paesi, basta andarein Inghilterra, che un po' di anni fa, elesse addirittura il
1986, "l'anno del pipistrello", promuovendo in tutto il
Paese, ricerche, iniziative e convegni. Un certo Mark
Edmonson fu condannato da un tribunale perché aveva
usato un prodotto chimico per restaurare il legno del
sottotetto della sua casa senza consultare il NCC (Nature
Conservancy Council), causando la morte di alcuni
pipistrelli.
In Italia sono state censite complessivamente 34 specie
di chirotteri, protetti sia da leggi nazionali che
internazionali, essi sono presenti negli ambienti più
disparati; i loro rifugi, che in gergo sono chiamati
"roost", parola inglese che vuol dire "posatoio", sono
situati non solo nelle grotte, ma anche in manufatti
costruiti dall'uomo (tetti, solai, vecchi muri ecc.), o in
ambienti boschivi, soprattutto nei tronchi cavi dei vecchi
alberi. In questi luoghi di rifugio, vanno in letargo,
oppure si riproducono e si riposano durante le ore
diurne, da cui poi ne escono ogni sera per andare a
caccia d'insetti.
Nel comprensorio dei Monti Lepini ho censito, in base
anche agli ultimi dati raccolti, ben 17 specie, divise i 9
generi diversi, che rappresentano, circa il 50% di quelle
presenti in tutto il territorio nazionale; le dimensioni
variano, dal piccolo Pipistrello nano che ha un'apertura
alare che raggiunge a malapena i 20 cm, al Molosso di
Cestoni, che è uno dei giganti tra i chirotteri, con
un'apertura delle ali che può superare anche i 44 cm! (le
dimensioni di un passeriforme di medie dimensioni). In
natura i pipistrelli non hanno molti nemici, a parte
qualche rapace notturno, serpente o faina, il loro grande
nemico rimane l'uomo e tutte le trasformazioni e gli
stravolgimenti che lui riesce ad esercitare sull'ambiente
in cui vive e che spesso condivide anche con questi
animali. L'inquinamento chimico e in generale
l'inarrestabile e sempre crescente antropizzazione
hanno fatto sì che la vita di questi animali risulti sempre
più difficile, e sempre più minacciata.
Da oggi in poi, quindi, quando ci capiterà di scorgere
questi piccoli "topi con le ali" sfrecciare in aria,
all'imbrunire della sera, proviamo a guardarli con occhi
diversi, a non vedere in loro esseri mostruosi e
pericolosi, ma proviamo ad avere anche un po'di
ammirazione, curiosità e soprattutto rispetto, essi, in
fondo, non chiedono altro.
|