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Guido Marcelli è un magistrato–scrittore di Latina affascinato dal sentiero della ricerca interiore, del cosa c’è dietro gli oscuri territori dell’inconscio, dal desiderio di capire cosa si nasconda per davvero nell’animo umano dietro la formula di rito di “angosce esistenziali”. Ricerche che riversa, poi, nei suoi libri di racconti surreali.
E, proprio nella premessa del suo ultimo libro di storie surreali “Passeggiando tra gli scavi” ha fatto una breve analisi di raffronto sul gradimento,dei lettori, di due precisi genere letterari: romanzo e racconto breve. Dove si è chiesto : “ E’ vero che la tradizione del racconto breve è in netto declino, qui da noi?”
Esordisce affermando: “si sente spesso ripetere in ambienti editoriali e letterari che il racconto breve non va per la maggiore”. E a questa sua affermazione fa seguire un consiglio per chi volesse sincerarsene : “ gettare uno sguardo agli scaffali delle librerie. Vi troveremo – continua – pile di romanzi, mentre le raccolte di racconti, poche e non di rado, sono relegate in qualche nicchia riservata ai libri dei piccoli editori e alle riviste letterarie”.
L’argomento, pur non essendo basilare per l’umanità, ci ha intrigato ed incuriosito oltremodo, anche, perché, curiosamente, rimbalzando con inopinata frequenza, sulle pagine culturali da un giornale all’altro è diventato motivo di attenta riflessione da parte degli “addetti ai lavori”.
Mentre, tanto interesse, tanta enfasi da parte di Guido Marcelli per l’insolito tema si spiega con la sua passione per questo tipo di narrativa. Passione che coltiva sia in veste di lettore che in quella di autore. E, sottolinea come la tradizione dei racconti brevi sia molto viva, molto sentita in altre parti del mondo, ad esempio al di là dell’Atlantico, negli Stati Uniti scrittori come Raymond Carver hanno prodotto, e con quanto successo!, solo raccolte di racconti brevi.
“In Italia, forse, il minor successo del racconto rispetto al romanzo sostiene - il magistrato-scrittore - è da ricondurre, più che ai gusti del pubblico, alla scelta di una determinata politica di Marketing da parte dei grandi gruppi editoriali”.
E, già che ci siamo prendiamo nota su quali siano tra gli autori di racconti brevi, i suoi preferiti. Chissà perché immaginiamo un sorriso compiaciuto e sardonico aleggiare sul viso del giudice Guido Marcelli nello scrivere “ che dalla penna di scrittori come Borges, Buzzati Kafka, Cechov (e ne cita molti altri) sono usciti racconti di incredibile bellezza che hanno lasciato una traccia indelebile nella storia della letteratura”.
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