Elisa Fiore, neo commissario dell'Italia dei Valori di Sezze, intende ripercorrere le tappe che hanno portato il partito ad una scissione ormai irreversibile, e ci tiene a precisare che il consigliere comunale Ernesto Di Pastina "sapeva ...", a differenza di quanto dichiarato sulla stampa.
"Sulla terna dei primi candidati della lista che avevano riportato il maggiore numero di consensi per l'IDV, e da cui il sindaco avrebbe potuto attingere (tra i quali anche il consigliere Di Pastina) - afferma Fiore - egli mente sapendo di mentire poiché dimentica di avere partecipato alla riunione del direttivo allargato ai candidati al consiglio di Sezze per l'Idv del 13 giugno dove, dopo aver espresso pubblicamente la propria intenzione di candidare un suo "grande" elettore alla carica assessorile, essendo rimasto in minoranza, ma sostenuto solo ed esclusivamente dall'allora segretario Paolo Giovanni Di Capua, abbandonava la riunione prima della chiusura del verbale, dichiarando pubblicamente". Successivamente la segreteria si impegnava a chiedere al sindaco di attenersi "scrupolosamente alle indicazioni scaturite dalla graduatoria". Indicazioni che il sindaco "aveva più volte asserito di voler rispettare".
La prima scissionista del partito provinciale di Paride Martella (ancora una volta al centro di polemiche n.d.r.) rammenta, dunque, "allo smemorato Di Pastina" che in data 18 giugno, nel corso della segreteria deliberativa "il segretario Di Capua si rifiutava di firmare il documento che doveva essere formalizzato al Sindaco, mentre egli non si presentava né a difesa del proprio operato né per formalizzare il proprio dissenso, né tantomeno per avanzare la propria candidatura alla carica assessorile. Impedendo di fatto lo scorrimento della lista e proteggendo il suo ruolo di eletto".
Intascata la carica assessorile, per la Fiore, l'operato di Di Pastina continua ad essere "torbido" come quello del sindaco Campoli "che attraverso le proprie scelte - afferma sempre Fiore -ha disatteso quelle che erano le indicazioni del partito nella scelta dell'assessore".
Per i dissidenti dipietristi appare chiaro "un disegno politico ben preciso teso ad escludere l'Idv dalla maggioranza di governo". Si tratta di una "estromissione che garantisce fin da ora l'impossibilità dell'Idv di portare chiarezza sull'operato dell'amministrazione Campoli permettendo a questo di mantenere ben protetti i numerosi scheletri nell'armadio che la sua candidatura aveva illusoriamente anticipato agli elettori". Quella che viene definita una "operazione gattopardesca" affinché "nulla cambi mantenendo solo fantocci a rappresentare i veri burattinai" mette gli scissionisti dell'Idv all'opposizione non riconoscendo l'operato né le scelte che il consigliere Di Pastina ed il neo assessore Bruno Cardarello.
Alessandro Mattei (26/06/2007)
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