In campagna elettorale, a ridosso
dell’appuntamento con
le urne, si assiste ad una iperattività
sul fronte dei lavori
pubblici. Si mette mano alle
strade, all’arredo urbano, alla
pubblica illuminazione. Ormai
i cittadini ci hanno fatto il
callo, i più fortunati «incassano
» le eventuali migliorie.
Meglio di niente, insomma.
A stigmatizzare questa situazione
è invece il gruppo dei
Giovani per Sezze, lista che
rientra nella coalizione a sostegno
della candidatura di
Serafino Di Palma.
«La solita vecchia politica.
Come sempre, in prossimità
delle elezioni, ci si ricorda di
andare a fare quei piccoli 'servizi',
come tappare le buche
formatesi decine di mesi prima,
o cambiare qualche lampadina
a lampioni spenti chissà
da quanto, o tagliare l'erba
di strade e parchi che quasi
risorgono dopo tali interventi.
E, naturalmente, a fare da accompagnatori
agli operatori
comunali c'è sempre, neanche
a farlo apposta, questo o quel
candidato che, a buon bisogno,
non si vedeva da tempo
immemorabile». Uno dei rappresentanti
della lista Giovani
Per Sezze, Arcangelo Savo, si
riferisce in particolare ad un
fatto accaduto in località Fontanelle.
«Sono state recapitate
due porte da calcetto, costruite
in modo artigianale, presso
il piazzale antistante le case
popolari, luogo che noi ragazzi
abbiamo sempre utilizzato
come campo da calcetto, ma
che di fatto non lo è. La cosa
che disturba è che, ad effettuare
la consegna, è stato un
rappresentante del posto che
si è sempre dichiarato al di
fuori della politica, accompagnato
dal candidato sindaco
dell'Unione, Andrea Campoli,
con tanto di megafono che
sparava ad alto volume le note
dell'inno della stessa coalizione
». Il timore è che all'indomani
delle elezioni il quartiere
Fontanelle ricada immediatamente
nel dimenticatoio. A
sostegno delle dichiarazioni
di Arcangelo Savo interviene
uno dei soci fondatori di Giovani
Per Sezze, Alessio Fantigrossi:
«Sono circa 6000 i
giovani che rientrano nella fascia
d'età che più volte abbiamo
detto di voler rappresentare
(quella che va dai 18 ai 35
anni); un numero considerevole
analizzando il fatto che
l'affluenza media alle urne si
aggira attorno alle 15 mila
unità. Ed è proprio da costoro
che può arrivare la svolta. Significherebbe
dire a gran voce
'noi vogliamo essere ascoltati,
per decidere in prima persona
le sorti della nostra città'. Sappiamo
bene quanto sia difficile
dire no alle molte offerte
che, soprattutto in questo periodo,
ci vengono fatte per
accaparrarsi i nostri voti. Ma
sappiamo, con assoluta certezza,
che le promesse che
oggi vengono a farci, saranno
dimenticate in tempo brevissimo
».
Erminia Anelli (19/05/2007)
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