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Gettone di presenza, il nodo
Il Viminale sul compenso per i consiglieri comunali

| (Il palazzo comunale)
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IL MANCATO adeguamento
del gettone di presenza
rimasto fermo a 24
euro e successivamente
modificato in valore di indennità
di funzione potrebbe
subire l’incremento auspicato
dalla gran parte dei
consiglieri comunali di
Sezze.
Una delegazione di Consiglieri
comunali assieme all’assessore
al Bilancio Sergio
Di Raimo due giorni fa
si sono recati presso la sede
del Ministero degli Interni
per chiedere lumi circa gli
interrogativi posti a seguito
del mancato adeguamento
del gettone di presenza, nei
termini previsti dalla legge
( o v v e r o e n t r o i l
31.12.2007) per tutti i consiglieri
eletti.
«La decisione - ha dichiarato
l’assessore Di Raimo -
sarebbe sopraggiunta a seguito
di una serie di richieste
formali ed informali recepite
dallo stesso presidente
del Consiglio e
richiamate anche nel corso
di un’interrogazione da
parte di alcuni consiglieri
comunali», aderenti alla
costituenda PdL di Sezze.
Il quesito posto è stato solo
in parte sciolto. I funzionari
del Ministero avrebbero
infatti invitato la delegazione
setina a verificare se
nella delibera del 2001,
contenente il passaggio da
gettone di presenza ad indennità
di funzione, se vi
fosse un riferimento in grado
di quantificare il «costo» di una seduta consiliare,
o di una commissione.
Un richiamato implicito ad
una decurtazione di
100.000 lire per ogni seduta
in cui il consigliere fosse
stato assente, potrebbe costituire
un punto di riferiemento
e tirare fuori la maggioranza
dall'impasse.
L’importo del gettone, verrebbe
così adeguato a 52
euro a seduta (commission
e- co n si gl i o- c ap ig r up po )
rimanendo tuttavia nell’alveo
del limite del rapporto
d’indennità mensile contenuta
nel massimo di 600
euro a consigliere, ovvero,
a pari ad un quarto dell’indennità
di funzione corrisposta
al primo cittadino.
«Si tratta di verificare il
contenuto della delibera
del 2001 - ha asserito l’assessore
Di Raimo - e di
riproporre il quesito, così
com’è avvenuto per molti
altri comuni d’Italia». Ma
quanto peserà quest’adeguamento
sulle casse del
Bilancio comunale, qualora
il provvedimento dovesse
intendersi come retroattivo?
E che sistemi di autocontrollo
e di verifica potrà
mettere in campo l’ente
pubblico per evitare che
commissioni di scarso valore
tematico o del tutto
infruttuose, spesso della
durata di poche manciate di
minuti, vengano ricompensate
lautamente a fronte di
una presenza pressochè
formale?
Elisa Fiore (06/11/2008)
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