«L’Agenzia per la Protezione dell’Ambiente e per i Servizi Tecnici (APAT), la Regione Lazio e l’Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente (ARPA Lazio) hanno avviato, nell’ambito delle politiche di protezione dell’ambiente e della popolazione, una campagna di misura della concentrazione di radon in un campione di circa 3.000 abitazioni poste in tutti i comuni delle province di Latina, Frosinone e Rieti». E’ l’assessore all’ambiente, Antonio Maurizi, che comunica l’avvio di un’indagine sulla presenza del radon all’interno delle abitazioni nel territorio, una indagine alla quale hanno aderito 30 famiglie del Comune di Sezze, a cui verranno distribuiti entro il 20 dicembre i kit necessari per la rilevazione del gas radioattivo. Due tipi di rilevatori saranno collocati in una camera da letto e nel soggiorno per tutto l’anno e al termine le famiglie aderenti dovranno compilare un questionario. «Il radon - ha spiegato l’Assessore- è un gas radioattivo prodotto dal decadimento naturale dell’uranio che è presente nelle rocce fin dai tempi della loro formazione. Si può concentrare negli ambienti chiusi (edifici, case, scuole, ambienti di lavoro) e si trova anche nel suolo e nei materiali da costruzione. E’ incolore, insapore e quindi non percepibile dai sensi». L’Organizzazione Mondiale della Sanità attribuisce al radon la seconda causa di tumore polmonare dopo il fumo di tabacco. Lazio, Lombardia, Friuli Venezia Giulia e la Campania sono le regioni nelle quali si sono registrate concentrazioni medie più elevate. Il radon non può essere eliminato completamente dai nostri ambienti di vita, ma è possibile ridurne la concentrazione “con tecniche di rimedio” anche a basso costo. «L’indagine – chiude Maurizi - oltre a rispondere alle indicazioni della legge, permetterà una prima caratterizzazione del territorio. Gli elementi conoscitivi emersi saranno fondamentali per attuare una politica mirata alla prevenzione e protezione dai rischi derivanti dall’esposizione al radon».
Alessandro Mattei (10/12/2008)
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