Nella notte scorsa ennesimo
furto in pieno centro storico
di Sezze. Preso di mira il
bar «Ciaglia» di via Roma,
che per la quarta volta è sfortunato
protagonista di atti
criminosi. Nottetempo ignoti
hanno divelto la porta in ferro
esterna e dopo l’effrazione
di un’ulteriore porta in alluminio hanno guadagnato
l’accesso all’interno del locale pubblico.
Il bottino totale è di circa 1.500 euro.
Sono stati prelevati 600 euro in contanti, due
orologi, un anello, un paio di occhiali da sole, un
telefonino, un salvadanaio
per le mance, ma anche diverse
bottiglie di birra e di
alcolici vari.
L’episodio criminoso, presumibilmente,
è stato portato
a termine tra le 23 e le 5 del
mattino.
Intorno alle 8 di ieri mattina,
la titolare dell’attività commerciale ha ripetutamente
provato a contattare il proprio numero
di telefonino, riuscendo all’ennesimo tentativo
ad avere risposta entrando così in contatto
con l’autore materiale del furto che non ha
mancato di usare parole di scherno nei confronti
della titolare dell’attività.
La donna ha dedotto, dal modo di parlare
dell’interlocutore, che si trattasse di un cittadino
rumeno visto l’inconfondibile accento del suo
linguaggio.
Sul furto immediatamente hanno aperto un’indagine
i carabinieri della stazione di Sezze,
guidati dal maresciallo Michele Carfora Lettieri.
Il furto della notte scorsa è l’ennesimo episodio
di microcriminalità che si verifica nel centro
storico del comune lepino e se anche in questo
caso venisse appurato che a commettere l’atto
sia stato un cittadino rumeno, aumenterebbe
ancor di più il numero di questi episodi messi a
segno dai cittadini entrati da quest’anno nell’Unione
europea. Proprio per questo motivo si
susseguono le richieste di intervento affinché il
fenomeno legato all’immigrazione nel comune
lepino venga tenuto sotto stretto controllo.
E’ dell’altro ieri la notizia dell’arresto di un
rumeno sorpreso a rubare in un’abitazione,
portando via addirittura un pianoforte. L’uomo
è stato processato con rito per direttissima e
condannato a sei mesi, ottenendo la sospensione
condizionale della pena
Giovanni Rieti (10/05/2007)
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