«Quando un popolo cancella
la sua storia, perde la sua
identità. In una epoca di multiculturalismo,
dovuto all’insediamento
sul nostro territorio di
molte etnie diverse, conservare
le nostre radici è fondamentale
».
Così il direttivo dell’Italia dei
Valori si esprime in merito a
quello che viene definito un
oltraggio ad un sito di rilevanza
storica e culturale del comune
di Sezze: Fonte la Penna, fontana
situata nella Conca di Suso:
«Durante il periodo del commissariamento
del comune -
spiega l’Italia dei Valori - il
dottor Leopoldo Falco, molto
attento alla salvaguardia di alcuni
siti di interesse storico,
aveva predisposto un piano per
la loro tutela. Da più parti gli
erano giunte segnalazioni che
uno di questi siti, Fonte la Penna,
era in uno stato di abbandono
e di degrado indescrivibile.
Rovi, erbacce, rifiuti di ogni
genere si erano ormai impossessati
della fontana. Oggi lo
spettacolo è ancora più incredibile:
qualcuno - denuncia l’Italia
dei Valori - ha scaricato della
sabbia all’interno della fonte,
coprendone gran parte della sua
superficie. Quante generazioni
di ‘susaroli’ hanno attinto l’acqua
a quella fonte? Quante persone,
in attesa del proprio turno
per attingere l’acqua, si scambiavano
impressioni, opinioni;
ci si raccontava la propria vita,
con tutte le sue gioie e sofferenze.
Tutto finito. Si prova una
profonda tristezza nel vedere
luoghi della memoria lasciati al
proprio destino».
Al di là della rilevanza storica
e architettonica di Fonte la Penna,
alla fontana della Conca di
Suso è legato un pezzo importante
della vita sociale del paese,
in maniera particolare di
quanti risiedono nella Conca di
Suso, che proprio da quella
fonte traevano il liquido prezioso
per la vita. Un peccato che
sia finita così, in barba a chi
negli anni passati aveva pensato
di poter realizzare un percorso
delle fontane. Da oggi Fonte la
Penna potrà essere depennata
da quell’eventuale, e forse utopistico
elenco. Il direttivo dell’Italia
dei Valori, infine, evidenzia
che un altro sito di rilevanza
storica e culturale è stato
lasciato all’usura del tempo
senza che nessuno intervenga
per salvaguardarlo. Si tratta
della villa romanica con tanto
di capitelli e colonne sita in
località Campelli.
Giovanni Rieti (18/09/2007)
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