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Quello che descrive, Bassoli, con grande umorismo ed ironia in “Come campa un uomo senza soldi?” è il mondo dei disperati, dei sconfitti, dei sfigati per eccellenza, delle borgate, delle periferie romane. Ma, che tolta la simpatia dell’idioma romanesco, tanto caro all’autore, è una realtà comune a qualsiasi degradata periferia, di quel villaggio globale in cui si è trasformato il nostro pianeta.
In questa sua fatica letteraria, l’autore pontino, pone l’accento sulle contraddizioni, l’ansia di libertà, la voglia di riscatto di un mondo fatto di uomini che vivono o meglio cercano disperatamente di sopravvivere senza soldi, senza maschere, senza finzioni, senza l'estenuante gioco delle apparenze anche se poi i personaggi finiscono per incarnare l’apogeo, il culmine della maschera, del grottesco e della finzione.
“Bè - - - Per lo meno in galera nun cià spese: condominio,luce, telefono, gas - - - In fondo risparmia! Osservò Cianciarulo, riconsiderando l’intera faccenda. Nestore non disse una parola e nascose la faccia tra le mani.Poi rialzò il capoccione.Ma tu guarda ‘sto porocristo: scopre l’acqua calda e si crede pure furbo! Concluse tra di sé, a voce bassissima.”
Fernando Bassoli, in questo come in altri suoi lavori, utilizza il dialetto romano sia per quel suo essere insieme accattivante e sfrontato sia in omaggio ad uno dei suoi idoli: Pier Paolo Pasolini. Lo scrittore friulano, che del romanesco, dei personaggi e dell’atmosfera dei bassifondi romani ne ha fatto un vero e proprio genere letterario.
I protagonisti del libro, borgatari doc., da “Spartaco er Mannaia” a Geremia Cenci “er Carestia” diventano vere e proprie icone, tristissime icone, del mondo post-moderno, uomini che credevano di sbarcare su Marte ed invece si ritrovano con problemi ed interrogativi vecchi quanto il mondo: come sbarcare il lunario.
La lettura di questo spassoso libro, oltre, che essere “ricreativo per il nostro umore si trasforma in una riflessione sulla verità, la menzogna di questi tempi, sugli schemi imposti, sulle costrizioni alle quali tutti dobbiamo sottostare e, tra le righe s’intuisce che, forse, questo è il vero scopo il vero “messaggio” che l’autore vuole lanciare.
Il libro esprime in maniera divertente e divertita una società in piena crisi, ridotta a una somma di individui sconfitti, prigionieri della propria solitudine e dei propri sensi di colpa e diventa un invito ad aprire gli occhi per vedere in quale stato di avvilente, colpevole degrado umano e morale sono ridotte le nostre sberluccicanti città.
COME CAMPA UN UOMO SENZA SOLDI ?
Fernando Bassoli ed. Giulio Perrone
Pag.110, Euro 10
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