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Gli impegni e i doveri legati
allo studio, al lavoro, alla famiglia,
alla vita sociale, a cui
nessuno di noi in maggiore o
minore misura può sottrarsi,
determinano i ritmi della vita
di tutti i giorni. Così ogni cosa
diventa «essenziale» e va fatta
velocemente, se si vuole raggiungere
l'obiettivo di soddisfare
tutte le necessità quotidiane:
alzarsi, vestirsi, consumare
la colazione e..., infine,
fare la spesa il più rapidamente
possibile. Con questa premessa,
è con un certo imbarazzo
che ci accingiamo a suggerirvi,
prima di acquistare un
prodotto, di utilizzare una piccolissima
parte del tempo prezioso
che resta per leggere con
attenzione l'etichetta, almeno
al primo acquisto. Dalle numerose
menzioni presenti sull'etichetta,
è possibile infatti
trarre informazioni fondamentali
sia per la salute, che
per il piacere del palato. Il
consumatore spesso non conosce
le norme che disciplinano
gli alimenti e che permettono
una scelta più ragionata.
Tuttavia queste norme spesso
si possono dedurre proprio
dalla etichette. Ad esempio se
si esamina con attenzione una
confezione di uova si scopre
che «ogni uovo riporta sul guscio
i dati personali per poter
identificare tutta la sua storia»
e precisamente lo Stato di produzione,
il tipo di allevamento
( bio «0», all’aperto «1», a
terra «2», in gabbia «3», il
codice Istat del comune di
produzione «nnn», la sigla
della provincia di produzione
«AA», il codice che identifica
l’allevamento «ccc». L’uovo
riprodotto nella foto è stato
deposto da una gallina allevata
in gabbia «3», in Italia, nel
comune di Meldola «019», in
provincia di Forlì, nell’allevamento
«138».
Ma cosa c’è davvero nelle
etichette, oltre a ingredienti e
scadenza, caratteristiche
esterne e alle tabelle nutrizionali.
Molto altro per la verità, elementi
che, alla fine, formano
una vera carta di identità,
comprensiva dunque di difetti.
Nella fattispecie si parla di
additivi, sostanze aromatizzanti,
i possibili allergeni, denominazione
di vendita, nome
e indirizzo del produttore o
confezionatore, lotto, quantitativo
netto, modalità di conservazione
e di utilizzazione,
tracciabilità. Sono tutte indicazioni
che in teoria sono capaci
di orientare le nostre abitudini,
per quanto nella pratica
l’acquisto avviene quasi
sempre in modo abitudinario,
magari perché l’etichetta è accattivante,
la pubblicità è convincente
ed è stata fatta a
tappeto o solo perché è conveniente
e con i tempi che corrono
non è un elemento da trascurare.
Denominazione
La denominazione di vendita deve coincidere con
quella prevista per il prodotto dalle disposizioni comunitarie
ovvero, in assenza, dalle disposizioni legislative
o dagli usi dello stato membro, in cui il prodotto
viene commercializzato.
Quantita
La quantità netta deve figurare espressa per i prodotti
liquidi in litro, centilitro, millitro e per gli altri prodotti in
chilogrammo o grammo. Inoltre «se un prodotto alimentare
solido è presentato immerso in liquido di governo, deve essere
indicata anche la quantità di prodotto sgocciolato».
Lotto
Il lotto è un'indicazione obbligatoria, aiuta a risalire più
facilmente al prodotto ed al produttore. Identifica un
certo gruppo di prodotti usciti dalla fabbrica con caratteristiche
identiche. Deve essere visibile, leggibile ed
indelebile e deve essere preceduto dalla lettera «L».
Additivi
Additivi e aromatizzanti
sono parte integrante degli
ingredienti ( E100...E637 ), i
primi sono sostanze chimiche
per lo più prive di valore
nutrizionale ed hanno lo scopo
di garantire la conservazione
o di conferire particolari
caratteristiche agli alimenti.
I secondi vengono
indicati sull'etichetta con la
denominazione «aromi naturali», ottenuti sia per estrazione
che per sintesi da piante
o da animali, o «aromi»,
sostanze chimiche a carattere
aromatizzante. Dalla posizione
che un aroma occupa
nell'elenco degli ingredienti è
possibile dedurre, se un alimento
ha un certo sapore
perchè contiene quella sostanza
(ad esempio un frutto)
o solo l'aroma.
Modalita d'uso
Conservazione e Uso.
Quando si conserva un prodotto
è indispensabile seguire
sempre le istruzioni per l'uso
indicato sulle confezioni,
comprese le modalità di conservazione.
Solo se sono state
rispettate le istruzioni le date
di scadenza e di durabilità del
prodotto rimangono valide.
Le modalità di conservazione
devono essere rispettate non
solo dal consumatore, ma anche
dal rivenditore. Ad esempio
se una confezione di surgelati
si presenta bagnata o
ricoperta di brina o schiacciata,
non l'acquistate. Queste
menzioni sono obbligatorie
solo se è necessaria l’adozione
di particolari accorgimenti
in funzione della natura del
prodotto o per alimenti di uso
non comune.
Allergeni
Gli allergeni sono sostanze solitamente innocue per la
maggior parte delle persone, ma che in taluni individui (i
soggetti allergici) sono in grado di produrre manifestazioni
allergiche di varia natura. Queste sostanze devono essere
obbligatoriamente indicate in etichetta. Alcuni esempi di
allergeni alimentari sono: latte vaccino, uova, arachide,
cereali contenenti glutine e rispettive farine, crostacei,
anidride solforosa o solfiti in concentrazioni superiori a
10mg/Kg o 10 mg/l espressi come anidride solforosa (SO2)
ecc..
Rintracciabilità.
Sistema di rintracciabilità. E’ la capacità di ricostruire
la storia di un prodotto attraverso l'identificazione
e la documentazione di tutte le attività, i materiali
e le specifiche responsabilità degli operatori che
concorrono alla produzione del bene. La certificazione
di rintracciabilità di filiera attesta in modo documentale
ed univoco dove il prodotto che si compra è stato
fatto, chi lo ha prodotto e con quali tecniche produttive,
come è stato confezionato e quali controlli ha subito.
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