MAItanta solerzia ha fatto registrare la
gestione ordinaria di vicende che coinvolgono
direttamente le tasche e le
proprietà dei cittadini di Sezze. Di cosa
parliamo? Degli espropri della Acea-
Electrabel ricadenti sul territorio comunale.
Contrariamente a quanto credeva buona
parte della cittadinanza setina, l'avviso
che annunciava la possibilità di
presentare delle osservazioni al progetto
Acea-Electrabel, per i territori agricoli
interessati dalle condotte della turbogas,
scade tre due giorni.
La notizia, che solleva lunghe ombre
sulla gestione della comunicazione e
dell'informazione da parte degli uffici
di piazza Armando Diaz, ha lasciato di
stucco alcuni politici di opposizione e
di maggioranza. Ma per capire meglio
cos'è accaduto occorre fare un passo
indietro. Gli uffici tecnici avrebbero
predisposto l'avviso pubblico che sarebbe
stato affisso all'Albo pretorio del
Comune, dal 14 luglio al 4 agosto.
L'avviso fissava entro 30 giorni il termine
massimo per la presentazione
delle osservazioni, ovvero dopodomani.
Perché la stampa non è stata avvisata?
Perché non sono stati affissi manifesti
nelle zone interessate? Pontinia,
partita in ritardo per ovvio ostruzionismo,
vedrà i termini scadere il 27
settembre. Sezze come risponde? L'attuale
assessore ai Lavori pubblici, dopo
aver sostituito il 20 agosto il sindaco
Andrea Campoli nel Consiglio straordinario
convocato a Pontinia da Tombolillo,
sembra scoraggiato. Declina la
responsabilità del ruolo e rilancia a
Campoli il pesante fardello, reduce da
un pellegrinaggio mariano: «Credo che
proprio oggi il sindaco sia tornato dal
suo viaggio, adesso è giusto che riprenda
la sua attività, l'ho sostituito in
quella riunione, ma adesso credo che
dovrà impegnarsi in prima persona nella
soluzione di questa vicenda».
Dissidi interni? Malumori? Qualcuno
inizia a temere che la storia della «solerzia
» sia figlia di qualcosa che viene
da molto lontano. Sull'excursus turbogas
occorre
ricordare
come l'accordo,
che
passava tac
i ta m e nt e
sulla testa
dei cittadini
di Sezze,
causa una
p r e s u n t a
p r e d i s p ozione
del
territorio a
co llegar si
alla dorsale
delle condotte
nazionali
del centro-
Italia,
non venne
a f f a t t o
o s t eg g i a t o
dalla Giunta Siddera, che tutt'altro, cercò,
in prima battuta, di evitare anche il
confronto all'interno della Commissione
Assetto del territorio, salvo poi imbattersi
nell'assessore Antonio Spadini
e nel consigliere Serafino Di Palma,
entrambi dell’Md, che chiesero ed argomentarono
un Consiglio in seduta
straordinaria, quello dell'8 marzo
2003. Il Consiglio, secondo l'ex assessore
all'urbanistica Spadini, sarebbe
stato «l'unico strumento di pressione di
competenza comunale - scriveva Spadini
- e riguarda
da
una parte le
p os s i bi l it à
di presentare
osservaz
i o n i , a l
progetto, e
f o r s e d i
c o n d i z i onare
almeno
la procedura
autor
i z z a t iva
con un'azione
che
miri ad ott
e n e r e i
m a s s i m i
va n t a g g i » .
Ma quegli
atti dove
sono finiti?
Nella seduta straordinaria i due esponenti
dell'Md ottenero l' impegno dell'intero
Consiglio comunale ad obbligare
l'allora società Pontina Power,
all'interramento di tutte le condotte di
adduzione e produzione di energia
elettrica, oltre all'eliminazione degli
altri elettrodotti presenti in zona. E
siglarono l'impegno a chiedere ed ottenere
piani di valutazione ambientale e
monitoraggio costante delle aree. Cos'è
accaduto da allora?
Elisa Fiore (02/09/2008)
|