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Interrogazioni, esposto di Zarra
L’ex sindaco: violate le norme da parte del presidente
AL termine dell’infuocato consiglio
comunale dedicato al question
time di martedì pomeriggio, l’ex sindaco
di Sezze, Lidano Zarra, aveva
preannunciato che le opposizioni
avrebbero dato seguito ad un’azione
avverso il comportamento del presidente
del consiglio comunale che non
ha consentito di discutere ben 26
delle 32 interrogazioni presentate
dall’opposizione. Puntuale è arrivato
l’esposto presentato presso il comando
della stazione dei carabinieri di
Sezze, firmato da diversi esponenti
della minoranza.
Nell’esposto si ripercorre quanto
accaduto nella seduta dell’assise cittadina
di martedì. Gli esponenti di
minoranza evidenziano di aver presentato
nei tempi e nei modi previsti
dal regolamento comunale le 32 interrogazioni,
ma che il presidente del
consiglio comunale decideva che nel
corso della seduta sarebbe stata data
risposta solo a quelle interrogazioni
ritenute a suo avviso urgenti. Per le
opposizioni consiliari «la decisione
assunta d’imperio stabilisce di fatto
un principio e cioè che la valenza e
l’urgenza degli argomenti da trattare
non attiene al potere ispettivo di verifica
e controllo dei consiglieri interroganti,
ma le discrimina e sancisce
l’interrogato». Gli esponenti di opposizione,
inoltre, evidenziano che il
regolamento comunale ha definito la
temporaneità delle sedute del question
time, senza porre limiti quantitativi
al numero di interrogazioni che
i consiglieri comunali, nell’esercizio
delle loro funzioni, possono presentare
nei tempi e nei modi previsti. Le
minoranze ritengono che la «ratio» di
chi riveste cariche pubbliche di così
alto prestigio, avrebbe dovuto indurre
il presidente del consiglio comunale
a sospendere per 30 minuti i lavori
del consiglio per sentire nel merito i
capigruppo, i quali, nel rispetto delle
regole non scritte che attengono all’etica
politica, avrebbero anche accolto
una richiesta di trattare nella seduta di
martedì solo le interrogazioni ritenute
per scelta collegiale e condivisa più
urgenti rispetto ad altre, stabilendo di
differire le altre già protocollate alle
sedute successive. In virtù di quanto
esposto e facendo leva su diversi
articoli del regolamento comunale,
gli esponenti di opposizione chiedono
nel loro esposto di verificare se
«sussista l’inadeguatezza delle motivazioni
che giustificano l’abbandono
della linea organica stabilita dal regolamento
comunale e dai riferimenti
alle normative vigenti», nonché di
verificare se il presidente del consiglio
comunale di Sezze «con le decisioni
imposte ed assunte nel corso
della seduta consiliare dell’11 settembre,
sia incorso in discrezionalità
interpretative e violazioni, anche di
rilevanza penale, perseguibili d’ufficio
».
Giovanni Rieti (14/09/2007)
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