La carenza di personale del
«San Carlo» contagia anche
Medicina.
Così se il reparto per il quale
valeva ancora la pena affidarsi,
da qualche settimana paga
anche questo lo scotto di rientrare
in un nosocomio ridimensionato.
Certo è che il
piano aziendale prevede ben
altro: la riapertura di Chirurgia,
il potenziamento dei servizi
riabilitativi, il consolidamento
di tutti gli altri servizi
disponibili. Eppure non si
muove una foglia. O meglio:
al «San Carlo» di Sezze si
continua a navigare in sottrazione.
Nell’ultimo mese si sono
registrate le polemiche relative
al declassamento del
pronto soccorso in punto di
primo intervento, con tutte le
problematiche del caso, e al
mancato reintegro di personale
infermieristico, non più a
disposizione per raggiunti limiti
di età e per decessi. Poi,
un paio di settimane fa, si è
aggiunta la questione di Cardiologia.
La divisione dell’ospedale
setino avrebbe dovuto
avere a disposizione due medici
cardiologi in grado di
rispondere alle attese delle
utenze. Uno dei due medici,
invece, è stato trasferito presso
il «Goretti» di Latina, lasciando
un solo medico a disposizione
dei pazienti con
l’invio saltuario di un secondo
medico in alcuni giorni della
settimana. Conseguenza per
cui si è avuto, e si ha tuttora,
l’allungamento della lista di
attesa dei pazienti sia al «San
Carlo» che, di riflesso, all’ospedale
civile di Latina. E
negli ultimi giorni, stessa problematica
si è registrata anche
nel reparto di Medicina. Uno
sfacelo per la gestione delle
utenze all’interno del nosocomio
setino. Insomma, un altro
esempio di declassamento del
«San Carlo» per il quale, invece,
l’atto aziendale redatto lo
scorso anno prevede ben altro.
Le continua lamentele del
personale interno all’ospedale
di Sezze hanno indotto il
neoeletto sindaco, Andrea
Campoli, a farsi carico del
caso. Nei giorni scorsi, infatti,
il nuovo primo cittadino di
Sezze ha chiesto un incontro
con il manager della Asl pontina
Ilde Coiro. Alla dottoressa
Campoli ha intenzione di
rappresentarle le carenze della
struttura che paradossalmente
ha potenzialità sottoutilizzate,
essendo stata restaurata
da poco tempo e non
ancora rimessa a pieno regime.
Il sindaco di Sezze intende
conoscere dal manager i
tempi e le modalità con le
quali il Piano aziendale della
Asl verrà reso operativo nell’ospedale
setino. Tempi e
modalità da chiarire in vista di
un rapido, quanto efficiente,
adeguamento del presidio
ospedaliero destinato altrimenti
alla chiusura visti i continui
tagli di personale e conseguente
impossibilità
di gestione
dei
servizi esistenti.
Il
pronto soccorso,
i reparti di
Cardiologia
prima e
di Medicina
dopo sono
solo gli
ultimi tasselli di un puzzle che
ha iniziato a scollarsi da quando
l’azienda sanitaria ha imposto
la chiusura di importanti
servizi e divisioni come
Ostetricia e Ginecologia, Chirurgia
e il laboratorio analisi.
Sezze, i suoi cittadini, gli
utenti del comprensorio lepino
e gli amministratori locali
ora chiedono a viva voce
un’inversione di tendenza.
Rita Cammarone (20/06/2007)
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