L’Udc di Sezze resta nel guado. A quattro mesi dalle elezioni comunali la segreteria locale, e anche il direttivo provinciale, non prendono posizione e restano in bilico tra il centrosinistra e il centrodestra, in attesa di sviluppi. Il partito locale, affidato con l’ultimo congresso al neo segretario Pio Tacconi, attende che sia il senatore Michele Forte a pronunciarsi e dire da quale parte stare. Evidentemente gli udiccini setini contano poco o non sono in grado di ritrovare il bandolo di una matassa che si è ingarbugliata la scorsa estate con lo scandalo dei profughi che ha investito mezzo partito dell’Udc con tanto di consiglieri comunali e vice sindaco. Comunque, se il centrodestra e la futura coalizione non perde occasione per corteggiare tutto il partito, per evidenti difficoltà nel mettere su una squadra competitiva, il centrosinistra, che sarà guidato dal sindaco uscente Andrea Campoli, aspetta in silenzio ma non intende soccombere ad una scelta tardiva che potrebbe rivelarsi poco credibile e soprattutto sconveniente. I partiti che compongono la coalizione di Campoli, infatti, vorrebbero sì l’Udc in squadra, anzi una parte dell’Udc, quella che in sostanza è rimasta estranea ai fattacci di luglio, ma senza deferenze e diktat di sorta. L’altra faccia dell’Udc - da voci che circolano in ambienti vicini al Pd – non sarebbe gradita e con questa quindi non sarebbe possibile nessun accordo elettorale. Proprio per la vicenda dei profughi e delle case di accoglienza finite nel mirino dei Carabinieri e degli inquirenti, si ricorda infatti che il primo cittadino Campoli decise di rompere ogni legame con quei rappresentanti del partito coinvolti nelle indagini. Diversa invece la rottura consumatasi con il consigliere Enzo Polidoro, rottura di natura prettamente politica e amministrativa. E proprio per queste ragioni il Pd starebbe lavorando per ricucire un’alleanza con Polidoro e la sua corrente in vista delle elezioni. Chi la spunterà?
Alessandro Mattei (20/01/2012)
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