Da oltre due anni a Sezze non vengono erogati i rimborsi per le spese scolastiche. Perché? Rifondazione Comunista, SD e Verdi chiedono spiegazioni al sindaco di Sezze, Andrea Campoli, e all’assessore alla cultura Remo Grenga attraverso una nota. «Il mondo dell’istruzione sta attraversando un periodo non felice con la riforma Gelmini, con continui attacchi in termini di soli tagli alla scuola e l’università pubblica. In questi giorni stiamo riscontrando alcune anomalie anche nel nostro paese. Molti genitori - così la nota della sinistra setina -ci hanno segnalato che da due anni (ci avviamo verso il terzo) non vengono erogati i contributi a rimborso delle spese scolastiche (cancelleria, libri ecc.) da parte del comune di Sezze. Questo rimborso rappresenta per molte famiglie un sostegno alla frequenza scolastica e alla formazione culturale dei propri figli». Sarebbe soprattutto opportuno che a dare spiegazioni sia il dirigente di settore in quanto i ritardi nelle erogazioni dei contributi paiono essere antecedente rispetto all’insediamento della nuova Giunta Campoli. Comunque, oltre alle risposte che la sinistra di Sezze attende in maniera tempestiva, Rifondazione Comunista, SD e i Verdi comunicano che hanno presentato all’attuale maggioranza un progetto “carta dello studente”, un sistema di convenzione riservata a studenti e docenti delle scuole statali. «La carta sarà nominativa e gratuita, valida per l’intero anno scolastico. Darà diritto a sconti presso gli esercizi commerciali del paese, che aderiranno al progetto, sconti sulle attività culturali organizzate dall’ente comunale, ad esempio la stagione teatrale. Crediamo che sia importante intervenire in un settore come quello dell’istruzione – leggiamo ancora nella nota - che sta attraversando uno dei momenti più neri. Sia il progetto “carta dello studente” che il rimborso delle spese scolastiche si pongono all’interno della vita della nostra comunità e in questo periodo storico con una duplice valenza: da una parte vanno a contrastare le politiche di smantellamento della scuola pubblica attuate dal governo nazionale di centro-destra, dall’altra come misure economiche di sostegno alle famiglie in questo periodo di profonda crisi economica che hanno enormi difficoltà ad arrivare alla fine del mese». Per tutte queste buone ragioni si fa appello alla maggioranza di centro sinistra affinché tali proposte «vengano accolte per dare un segnale positivo di sostegno alla nostra economia sociale».
Alessandro Mattei (26/11/2008)
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